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Concetti Chiave

  • Negli anni Venti, gli Stati Uniti sperimentarono una crescita economica, ma la saturazione del mercato e il protezionismo portarono a una crisi all'inizio degli anni Trenta.
  • Il crollo di Wall Street nel 1929 causò la perdita di risparmi per molti investitori e un blocco dei prestiti bancari, aggravando la crisi economica.
  • La Grande Depressione, che seguì il crollo, portò a un aumento della disoccupazione, raggiungendo 13 milioni di disoccupati nel 1932.
  • Roosevelt, eletto nel 1932, attuò il New Deal, una serie di riforme per regolare l'economia e rilanciare i consumi, attraverso opere pubbliche e interventi statali.
  • Le idee di Keynes, che criticavano il liberismo, enfatizzarono la necessità di intervento pubblico per stimolare l'economia, influenzando le politiche del New Deal.

La crescita economica degli anni Venti

Negli anni Venti, la situazione economica negli Stati Uniti si era notevolmente sviluppata, con l’apertura dei beni di consumo anche alle classi meno abbienti. Ma Hoover, eletto nel 1928, dovette affrontare una terribile crisi dell’economia. Infatti la politica economica di Harding e Coolidge aveva avuto successo e il tenore degli Americani era cresciuto. Ma verso la fine degli anni Venti il mercato interno non fu più capace di assorbire un’offerta che trovava nuovi sbocchi di rilievo sul mercato mondiale, sia perché la ricostruzione post-bellica era terminata sia perché il protezionismo degli Usa spingeva altri paesi ad adottare misure analoghe, chiudendo le frontiere alle esportazioni americane. Quindi il mercato mondiale non era più in grado di alimentare una domanda sufficiente a garantire una continua espansione della produzione statunitense. Fu la stessa ricchezza degli Stati Uniti a provocare la grave crisi del 1929.

La crisi del 1929

Infatti cominciò a farsi strada tra la popolazione la pratica di fare facili guadagni attraverso l’acquisto e la compravendita di titoli azionari (titoli rappresentativi di quote di capitali delle società). Le persone per comprare queste azioni si facevano prestare denaro dalle banche: li compravano e poi se li rivendevano. Questo perché c’era la certezza del loro continuo aumento. Quindi tutti i capitali che le banche avevano venivano prestati e investiti in questa attività finanziaria.

Sovrapproduzione e crisi bancaria

Negli anni venti gli Stati Uniti avevano ampliato enormemente la propria produzione e i propri mercati ma questo era avvenuto senza alcun controllo da parte dello Stato. Alla fine la produzione statunitense trovò dove vendere i propri prodotti: in Europa, che dalla metà degli anni Venti aveva ripreso la produzione. Allora cominciò a verificarsi una situazione di saturazione del mercato che portò ad una crisi di sovrapproduzione: si produceva troppo in base alle capacità di assorbimento del mercato e le merci invendute cominciarono a diventare un problema. Così le imprese incentivarono la vendita rateale per dare la possibilità a chi non aveva molti soldi di acquistare prodotti di un certo livello. Le banche, allora, ampliarono enormemente l’offerta di denaro in modo da sostenere l’acquisto di questi beni da parte delle famiglie. Ma le banche che concedevano prestiti erano piccole banche e quindi molte avevano prestato denaro senza avere coperture e ciò le rendeva particolarmente esposte alla crisi. Di fronte a questa crisi le banche cominciarono a chiedere indietro il denaro prestato ma gli investitori non ne avevano da restituire: questo perché le banche avevano concesso prestiti troppo facilmente senza chiedere garanzie.

Il crollo di Wall Street

Dopo cinque anni di aumento dei titoli azionari, nella primavera del 1929 iniziò una tendenza naturale al ribasso. Tra il 24 e il 29 ottobre 1929 decine di migliaia di azioni vennero messe in vendita e il 29 ottobre il loro valore crollò. Questo avvenimento fu chiamato crollo di Wall Street. Con il crollo del valore dei titoli, tutti coloro che avevano investito il loro denaro videro i loro risparmi polverizzarsi da un giorno all'altro. Questo crollo finanziario ebbe conseguenze sull'economia e le banche chiusero i prestiti. Il primo ad essere colpito fu il ceto medio che, non ottenendo più prestiti dalle banche, non poteva più acquistare e per questo il mercato si fermò. Le merci non vengono più acquistate, rimangono invendute e gli imprenditori non poterono più restituire quel denaro che avevano ricevuto dalle banche.

Le conseguenze della grande depressione

La conseguenza più eclatante fu un aumento della disoccupazione che nel 1932 raggiunse 13 milioni di disoccupati. Il periodo della crisi economica che va dal 1929 al 1932 viene ricordato come grande depressione. Nel 1929 Hoover pensò di salvare la politica statunitense applicando una politica protezionistica, ma bloccare la libertà di commercio fu un fattore che aggravò ulteriormente la situazione. Quindi la soluzione di Hoover provocò una vera e propria paralisi del mercato. Il crollo dell’economia ebbe effetti devastanti anche in Europa. La crisi diventò quindi una crisi strutturale, una crisi generale.

L'ascesa di Roosevelt e il New Deal

Nel 1932 le elezioni presidenziali americane furono vinte da Roosevelt che cercò di risollevare le condizione della gente comune. Attuò una politica nuova, il New Deal, attenta alle esigenze della società, che doveva arrestare la crisi economica in cui il paese era caduto. Roosevelt capì che era importante ridare fiducia agli Americani. Per fare questo si fece aiutare da un gruppo di esperti con cui lavorò a stretto contatto per cambiare la politica economica del paese. Elaborò un programma che prevedeva una serie di interventi statali in molti settori dell’economia. Inoltre il modello introdotto da Roosevelt assunse un’altra caratteristica, quella del capitalismo democratico: il sistema economico statunitense restava un sistema capitalistico ma questo sistema veniva regolarmentato attraverso l’intervento dello Stato e arrivava anche a sostenere le riforme sociali che dovevano risollevare le condizioni economiche del paese.

Le riforme di Roosevelt

Inoltre Roosevelt voleva far ripartire i consumi per risollevare l’economia: per far ciò bisognava “tirare fuori i soldi” in modo che le persone riprendessero ad acquistare. La prima cosa che fece fu, quindi, regolamentare il sistema bancario: istituì una banca centrale, la Federal Reserve Bank, che diventò la banca principale degli Stati Uniti e che aveva il compito di controllare le altre banche. Inoltre il dollaro fu svalutato e questo permise una diminuzione dei prezzi. Roosevelt istituì anche l’Industrial Recovery Act che prevedeva una serie di leggi che servivano a riassorbire la disoccupazione attraverso la costruzione di opere pubbliche. Un tentativo per alleviare la disoccupazione fu compiuto dalla Tennessee Valley Authority: nel bacino del Tennessee furono costruite dighe e centrali idroelettriche, con lo scopo di dare non solo lavoro ai disoccupati ma anche di costringere le aziende private produttrici di energia, ad abbassare i prezzi per la concorrenza che l’ente statale faceva loro sul mercato. Inoltre tra le più importanti riforma attuate da Roosevelt va riportato il Social Security Act col quale fu creato un sistema di pensioni per la vecchiaia e l’invalidità. In questo modo lo Stato si assumeva, anche negli Stati Uniti, i compiti previdenziali che gettavano le basi del Welfare State.

Il ripensamento delle politiche economiche

La grande depressione provocò tra l’altro un profondo ripensamento delle politiche economiche dominanti, con una decisa critica al liberismo assoluto. Bisognava adottare una diversa politica economica per risollevare l’economia. Fu soprattutto l’economista inglese Keynes a sostenerne le necessità. Keynes scrisse un trattato in cui andava contro quella che era stata fino ad allora l’idea alla base del sistema capitalistico e diceva che non era vero che il mercato si regolava da solo, era necessario l’intervento pubblico attraverso la spesa pubblica per rilanciare i consumi e la produzione e per riassorbire la disoccupazione. Quindi teorizzò quella che Roosevelt attuò concretamente con il New Deal.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali della crisi economica del 1929?
  2. La crisi del 1929 fu causata da una sovrapproduzione eccessiva, una pratica diffusa di acquisto di titoli azionari con prestiti bancari e la chiusura delle frontiere al commercio internazionale, che portò a una saturazione del mercato e al crollo di Wall Street.

  3. Come influenzò la crisi del 1929 il ceto medio americano?
  4. Il crollo di Wall Street colpì duramente il ceto medio, che, non ottenendo più prestiti dalle banche, non poté più acquistare beni, causando un ulteriore fermo del mercato e un aumento delle merci invendute.

  5. Quali furono le principali misure adottate da Roosevelt nel New Deal?
  6. Roosevelt attuò il New Deal, che includeva la regolamentazione del sistema bancario, la creazione della Federal Reserve Bank, l'Industrial Recovery Act per combattere la disoccupazione e il Social Security Act per istituire un sistema previdenziale.

  7. In che modo la grande depressione influenzò il pensiero economico?
  8. La grande depressione portò a un ripensamento delle politiche economiche, criticando il liberismo assoluto e sostenendo la necessità di un intervento pubblico, come teorizzato da Keynes, per rilanciare l'economia.

  9. Quali furono le conseguenze sociali della grande depressione negli Stati Uniti?
  10. La grande depressione portò a un aumento della disoccupazione, che nel 1932 raggiunse 13 milioni di disoccupati, e a una crisi strutturale che colpì anche l'Europa, aggravando le condizioni economiche e sociali della popolazione.

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