Questo appunto di Greco contiene il testo in greco antico e la traduzione in italiano dell'episodio che narra l'incontro tra Solone e Creso, presente nella Vita di Solone di Diogene Laerzio (2-50-51)

Testo in greco antico

Ἤδη δὲ αὐτοῦ κρατοῦντος οὐ πείθων ἔθηκε τὰ ὅπλα πρὸ τοῦ στρατηγείου καὶ εἰπών, “ὦ πατρίς, βεβοήθηκά σοι καὶ λόγῳ καὶ ἔργῳ,” ἀπέπλευσεν εἰς Αἴγυπτον καὶ εἰς Κύπρον, καὶ πρὸς Κροῖσον ἦλθεν. ὅτε καὶ ἐρωτηθεὶς ὑπ᾿ αὐτοῦ, “τίς σοι δοκεῖ εὐδαίμων;” “Τέλλος,” ἔφη, “Ἀθηναῖος καὶ Κλέοβις καὶ Βίτων” καὶ τὰ θρυλούμενα. Φασὶ δέ τινες ὅτι κοσμήσας ἑαυτὸν ὁ Κροῖσος παντοδαπῶς καὶ καθίσας εἰς τὸν θρόνον ἤρετο αὐτὸν εἴ τι θέαμα κάλλιον τεθέαται· ὁ δέ “ἀλεκτρυόνας, εἶπε, καὶ φασιανοὺς καὶ ταώς· φυσικῷ γὰρ ἄνθει κεκόσμηνται καὶ μυρίῳ καλλίονι.”

Traduzione in italiano

Quando egli (Pisistrato) aveva ormai preso il potere, Solone, non riuscendo a persuaderlo, ammucchiò le armi davanti agli alloggi dei generali e avendo detto: «O patria, ti ho aiutata sia a parole sia a fatti», salpò per l'Egitto e per Cipro, e da lì si recò alla corte di Creso. Lì Creso gli chiese: «Chi consideri felice?», e Solone rispose: «Tello di Atene, Cleobi e Bitone», e continuò con parole troppo note per essere riportate qui. Si narra che Creso, vestito con magnifiche vesti, si sedette sul suo trono e chiese a Solone se avesse mai visto qualcosa di più bello. "Sì", rispose, "i galli, i fagiani e i pavoni; perché risplendono dei colori della natura, che sono diecimila volte più belli".

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