Lezione 9
Bisogna ora andare a vedere la geometria del dorso del cucchiaio: viene fatto questo perché la pala, nel suo primo ingresso con il getto, urta e con esso interagisce.
Le particelle che non sono intercettate dalla pala hanno una loro traiettoria, che sono assumere tangenti al vettore velocità relativa. È evidente che se questo vettore di velocità relativa è totalmente disgiunto dalla geometria del dorso, abbiamo un urto che esercita una azione frenante sulla pala.
Fig. 9.1: geometria frontale del cucchiaio
Nella figura 9.1 non a caso è stato disegnato il getto: è stato riportato il getto relativo alla portata massima ammissibile.
Questo getto viene diviso in piani paralleli, in modo da ottenere delle particelle che compongono all’intersezione tra superficie esterna del getto e questi piani.
I piani vengono indicati con i numeri I, II, III ecc. e tra essi sono equidistanti: più piccolo è l’intervallo maggiore sono le sezioni e migliore è la geometria della palettatura.
Fatto ciò posso capire anche l’ordine con il quale i filetti fluidi entrano in presa con la geometria dell’ugello.
L’obiettivo è allora duplice:
- Geometria del dorso al fine di avere minore interazione getto-pala e quindi urti minori.
Lezione 9
Bisogna ora andare a vedere la geometria del dorso dell'ucchioio: viene fatto questo perché la pala, nel suo primo ingresso con il getto, annas e con esso interfaccia.
Le particelle che non sono intercettate dalla pala hanno una loro traiettoria, che sono esclusivamente tangenti al vettore velocità relativa. È evidente che se questo vettore di velocità relativa è totalmente disgiunto dalla geometria del dorso, abbiamo un urto che esercita una azione frenante sulla pala.
Fig. 9.1: geometria frontale del cucchiaio
Nella figura 9.1 non a caso ne stato disegnato il getto: è stato riportato il getto relativo alla portata massima ammissibile.
Questo getto viene diviso in piani paralleli, in modo da ottenere delle particelle che compiono all'intersezione tra superficie esterna del getto e questi piani.
I piani vengono indicati con i numeri I, II, III ecc. e fra essi sono equidistanti; più piccolo è l'intervallo maggiore sono le sezioni e migliore è la geometria della palette.
Fatto ciò posso capire anche l'ordine in cui questo filett ilindi entrano in gioco con la geometria dell'intaglio.
L'obiettivo è allora duplice:
- Geometria del dorso al fine di avere minore interazione getto-pale e quindi urti minori.
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Ordine con il quale le particelle interagiscono con la superficie d'intaglio, facendo sì che la punta dell'utensile entri in contatto per ultima.
I piani di tracci permettono di ottenere le tracce del profilo inferiore della pala detto anche profilo attivo, in corrispondenza dei profili delle sezioni polari 1, 2, 3 ecc. con riferimento alla figura 9.1.
Fatto ciò ho a disposizione il profilo attivo e devo andare a disegnare il dorso della palettatura. Per far questo mi serve la traiettoria relativa del composito filetto dell'ogiva a partire dal bordo di attacco del labbro dell'ugello.
Traiettoria relativa del getto
Cu/U1 = 0,6878
Fig. 9.2: Traiettoria relativa del getto
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Nel getto di figura 9.2 sono state riportate le traiettorie dei piani di sezione, che non sono equidistanti in questa vista ma che sono equidistanti nella vista frontale.
Atteso il getto nel sistema di riferimento assoluto posso riportarlo nel sistema di riferimento relativo.
Fig. 9.3: sezione del cucchiaio con individuazione profilo attivo e dorso
Il disegno del dorso diventa semplice per via grafica: il disegno 9.3 deve essere eseguito su carta lucida e sovrapposto sulla figura 9.2. Quando si ruota il foglio con la figura 9.3 attorno sull'asse della girante si riporta la traiettoria che passa per la punta del profilo inferiore della pala.
Per la punta il getto delle altre sezioni ha pale deve ruotare rispetto alla paricuale corrispondente alla sezione I. Si ha in questo modo la possibilità di verificare che la sezione I sia effettivamente l'ultima sezione ad entrare in contatto con il getto.
Fig. 9.4: reale forma del dorso del cucchiaio
Per evitare il franamento dell’aria compresa tra il getto e il dorso della pala, con conseguente formazione di zone di depressione, sarebbe auspicabile disegnare il...
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Dorso della pala in maniera tale che la corrente relativa possa distaccarsi nettamente dal dorso.
Inoltre si risolvano senza posizioni univoche della penombra di vapore, con conseguenti problemi relativi alla costruzione.
Lo spessore con facendo diventa sempre minore, come si vede nella figura 9.4, quindi è richiede queli di imbullonare, la pala. Il tratto di imbullonamento può essere anche molto esteso, dipendent dalla traiettoria relativa.
Sorge allora un problema:
- Voleri evitare l'urto per far lavorare la macchina con la massima resa
- Voleri assicurare una vita lunga agli organi della macchina
Spesso allora si va in deroga alla prima richiesta e si accetta un urto tra getti e dorso, sempre che esso non sia eccessivo. La conseguenza è un minore rendimento, ma un del risvolvere rimanente, una vita più lunga.
Ogni shedush ha quindi propri soluzioni di compromise: scelta una soluzione si impone a disposizione degli angoli pel esempij: 34 e 37 in figura 9.3.
Le linee colorate di figura 9.3 (appuntate. gli spessori iniziali ottenuti per finique successiveamente al dorso viene rinfinite pel matellata al fine di raggiungere le soluzione di compromesso.
Nel caso in cui si labra il primo, in sezione viene indicata solamente le soluzioni di compromesso finale.
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