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Concetti Chiave

  • Nel 1861, Vittorio Emanuele di Savoia divenne re d'Italia dopo l'unificazione, basando l'ordinamento sullo Statuto Albertino.
  • Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto, era flessibile, breve e si ispirava alla separazione dei poteri, con poteri legislativi condivisi tra re e Parlamento.
  • Il potere del re si ridusse con l'introduzione del voto di sfiducia parlamentare e l'approvazione ministeriale, trasformando l'Italia in una monarchia parlamentare.
  • La liberazione nazionale il 25 aprile 1945 portò a un referendum il 2 giugno 1946, estendendo il diritto di voto alle donne e creando un'assemblea costituente.
  • La Costituzione Italiana, scritta dall'assemblea costituente, fu approvata il 22 dicembre 1947 e entrò in vigore il 1 gennaio 1948.

L'unificazione del Regno d'Italia

Nel 1848 Carlo Alberto (1798-1849), re di Sardegna, concedeva ai suoi sudditi lo Statuto Albertino.

Il 17 marzo del 1861 si realizzava l'unificazione del Regno d'Italia. Vittorio Emanuele di Savoia (1820-1878), re di Sardegna, assumeva il titolo di re d'Italia e poneva alla base dell'ordinamento italiano lo Statuto Albertino.

Caratteristiche dello Statuto Albertino

Lo Statuto Albertino presentava le seguenti caratteristiche:

- era concesso perché fu dato da Carlo Alberto ai suoi sudditi;

- era flessibile perché poteva essere facilmente modificato con una legge

ordinaria del Parlamento;

- era breve perché conteneva pochi articoli riguardanti i diritti e doveri

dei cittadini (solo 9 su 81 articoli).

Lo Statuto Albertino si ispirava al principio della separazione dei poteri.

Separazione dei poteri

Il potere legislativo apparteneva al re e al Parlamento (composto dal Senato, i cui membri erano eletti dal re, e dalla Camera dei Deputati, i cui membri venivano eletti dai cittadini più ricchi ed istruiti).

Il potere esecutivo era del re, che nominava i ministri e poteva liberamente revocarli.

Transizione verso la monarchia parlamentare

In pratica Tuttavia il suo potere incominciò a diminuire per 2 ragioni;

- fu introdotta la possibilità per il Parlamento di far cadere il governo attraverso un voto di sfiducia;

- i ministri anche se nominati dal re dovevano ottenere l'approvazione del Parlamento.

Queste 2 novità resero l'Italia una monarchia parlamentare.

Lo Statuto Albertino rimase in vigore anche nel corso della Prima e Seconda Guerra Mondiale, pur subendo delle modifiche.

Dalla liberazione alla Costituzione Italiana

Il 25 aprile 1945 si realizzava la liberazione nazionale, che viene festeggiata ogni anno come Festa della Liberazione.

Il 2 giugno 1946 si svolse il referendum istituzionale, dove si chiedeva al popolo italiano di decidere tra una monarchia e una repubblica.

Per la prima volta il diritto di voto si estese alle donne.

Lo stesso giorno si tennero le elezioni per eleggere l'assemblea costituente, formata da 556 membri, che ebbero il compito di scrivere la Costituzione Italiana.

Fu nominato come capo provvisorio dell'assemblea Enrico de Nicola.

La Costituzione fu approvata il 22 dicembre 1947 e promulgata il 27 dicembre 1947.

La Costituzione entrò in vigore l'1 gennaio 1948.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le caratteristiche principali dello Statuto Albertino?
  2. Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto, era flessibile, breve e si ispirava al principio della separazione dei poteri, contenendo solo 9 articoli sui diritti e doveri dei cittadini.

  3. Come si è evoluto il potere del re con l'introduzione della monarchia parlamentare?
  4. Il potere del re diminuì con l'introduzione del voto di sfiducia da parte del Parlamento e la necessità di approvazione parlamentare per i ministri, trasformando l'Italia in una monarchia parlamentare.

  5. Quali eventi hanno portato alla nascita della Costituzione Italiana?
  6. La liberazione nazionale del 25 aprile 1945 e il referendum del 2 giugno 1946, che estese il diritto di voto alle donne, furono cruciali per l'elezione dell'assemblea costituente e l'approvazione della Costituzione, promulgata nel 1947.

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