Indice

  1. Corteccia visiva primaria e visione dei colori
  2. Visione colorata

Corteccia visiva primaria e visione dei colori

La corteccia visiva primaria è fatta di tante colonne che hanno lo stesso significato, cellule che ricevono lo stesso stimolo.
Se si fa un taglio a livello del nervo ottico destro, l’occhio destro non vede più niente.
Se si taglia a metà il chiasma ottico, si taglia il campo nasale di dx e sx che devono incrociare; restano indenni i campi temporali di dx e sx.
Siccome le immagini sulla retina sono invertite, i campi temporali indenni vedono le immagini dei campi nasali e i campi nasali vedono le immagini dei campi temporali. Facendo il taglio del chiasma ottico si tagliano i campi nasali e ne consegue una perdita della visione ai campi temporali. Questa si chiama emianopsia eteronima, non si vede metà del campo visivo sia a dx che a sx.
L’esame neurologico insieme dell’anatomia è fondamentale.
Un tumore dell’ipofisi, un craniofaringioma, potrebbe distruggere il chiasma ottico.
Se si taglia il tratto ottico destro, c’è sia il campo temporale destro che il campo nasale sinistro che vengono tagliati. Quindi a destra non vede il campo nasale, perché è stato tagliato il campo temporale destro, e a sinistra non vede il campo temporale, perché è stato tagliato il campo nasale sinistro.
Dopo il corpo genicolato, se c’è un taglio a livello delle radiazioni ottiche, si taglia solo una parte perché c’è un fuso che si allarga. Se vengono tagliate solo le fibre che viaggiano in alto e non quelle che viaggiano in basso quindi non c’è una perdita di metà campo visivo ma di un quarto. Siccome sono state tagliate le fibre superiori, si perde un quarto della visione superiore e si parla di quadrantopsia.
Un tumore dell’emisfero di destra sotto il lobo parietale potrebbe provocarlo.
Potrebbe esserci un tumore dell’emisfero di destra sotto il lobo temporale perché è più in basso.

Visione colorata

Gli animali non vedono tutti i colori, molti vedono in bianco e nero.
Non riusciamo a descrivere i colori perché non sono elaborati dal nostro cervello, non sono prodotto della nostra corteccia. Non arrivano alla corteccia.
Vediamo i colori perché gli occhi vedono i colori e non perché il cervello analizza i colori.
Nei coni ci sono 3 diverse proteine, chiamate opsine, che sono collegate a determinate cellule con funzioni contrapposte che ci permettono di riconoscere i colori. Ogni cono è sensibile a una determinata frequenza. Non vede il colore ma legge la frequenza.
Il messaggio arriva a delle cellule che sono in grado di leggere queste frequenze. I colori li vediamo nell’occhio, non nel cervello. Vedere i colori non è una funzione cognitiva quindi non li sappiamo descrivere.
I daltonici non hanno alcune strutture cerebrali.
Noi abbiamo la visione del blu, del verde e del rosso, 440 nm; abbiamo cellule che riconoscono 3 lunghezze d’onda di questi diversi colori e la mescolanza di questi 3 colori ci dà la gamma di colori che riusciamo a vedere.
Il mondo non è colorato, è diverso a seconda degli occhi che lo guardano. Percepiamo il fascio di luce all’interno dei nostri occhi che ha al suo interno una diversa gamma di frequenza che va da 400 fino a 700 nm.
Percepiamo un colore con le 3 opsine, le distribuiamo nelle cellule, le diversifichiamo e dalla decodifica vediamo l’infinita gamma.
La visione, quindi, è un modello di funzionamento cerebrale straordinariamente complesso ma ricco perché contiene molti messaggi; contiene un messaggio per la visione specifica di un oggetto nei suoi minimi dettagli, il messaggio deve essere governato e mandato fino a delle cellule ipercomplesse che conservano gli archetipi di quello che stiamo vedendo, se lo abbiamo nella memoria. La visione colorata non è una funzione corticale ma è funzione di determinate cellule che abbiamo dietro il nostro occhio.
Ci sono stati diversi studi e Nobel per questo argomento: un italiano è stato Maffei che a Pisa ha fatto degli studi sulla visione colorata, Helmont e altri scienziati.

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