Concetti Chiave
- Charlotte Corday si inserisce nel contesto della Convenzione, caratterizzata dalla rivalità tra Girondini e Montagnardi, con i Montagnardi che raggiungono la maggioranza nel 1793.
- Originaria di una famiglia nobile, Corday decide di assassinare Jean-Paul Marat per vendicare i Girondini giustiziati, ispirata dalle idee di Rousseau e degli illuministi.
- Il 13 luglio 1793, dopo vari tentativi, Corday riesce a incontrare Marat e lo pugnala a morte, mantenendo una calma sorprendente anche dopo l'arresto.
- La morte di Marat intensifica il clima di paura a Parigi e aggravando la guerra civile, evidenziando il profondo attaccamento del popolo nei confronti del leader assassinato.
- Charlotte Corday, fiera del suo gesto, viene giustiziata pochi giorni dopo l'assassinio, lasciando un'eredità controversa e misteriosa nella storia della Rivoluzione Francese.
Rivalità politiche nella Convenzione
La figura di Charlotte Corday si colloca nel primo periodo della Convenzione, caratterizzata dalle rivalità fra Girondini e Montagnardi. Se ai suoi inizi, la Convenzione contava una maggioranza girondina, i Montagnardi, nella primavera del 1793 arrivarono a 300 deputati. I Girondini mancavano di coesione a proposito del processo al re e delle disfatte militari e continuò a eliminare gli oppositori politici facendo arrestare Jean-Paul Marat, uno dei principali capi. Tuttavia, quest’ultimo fu liberato a furor di popolo e riaccompagnato alla Convenzione. Definitivamente messi in minoranza, i Girondini non furono in grado di impedire la rivolta parigini che decretò la loro caduta seguita da decreti di arresto e da prescrizioni.
Charlotte Corday: vita e motivazioni
Charlotte Corday nacque nel 1768 e morì ghigliottinata nel 1793, quindi all’età di 25 anni. Il suo nome è passato alla storia per aver ucciso Marat con lo scopo di vendicare i Girondini proscritti e giustiziati nel 1793. Era di origini nobili e fra i suoi antenati annoverava il drammaturgo Pierre Corneille. Dopo la morte della madre si trasferì a Caen dove visse nell’abbazia reale della Santa Trinità. Quando le comunità religione furono soppresse dalla rivoluzione, essa andò a vivere da una parente. Era il periodo in cui i Girondini proscritti il 2 giugno 1793 si erano rifugiati a Caen per organizzare i Normandia una rivolta contro la Convenzione. Charlotte aderì alle loro idee e monto interessata alle idee di Rousseau e dei filosi illuministi in generale, decise di vendicare gli eccessi e le violenze compiute dai rivoluzionari radicali contro i Girondini. Per portare a termine questa vendetta, essa decise di assassinare Marat, definito ”L’amico del popolo”, il più acceso avversario dei Girondini. Per questo motivo partì per Parigi dopo aver lasciato un documento scritto con cui spiegava ai Francesi la motivazione del gesto che stava per compiere.
L'assassinio di Marat
Il 13 luglio si presentò da Marat,ma per ben due volte l’uomo non la volle ricevere. La ragazza tento una terza volta, scrivendogli un biglietto in cui chiedeva di essere ricevuta con urgenza perché aveva da rivelargli alcuni segreti molto importanti e utili per la salvezza della Repubblica francese e soprattutto il nome di alcuni cospiratori. Con questo strattagemma fu finalmente ricevuta; l’uomo l’accolse, seduto nella vasca da bagno mentre stava scrivendo e contemporaneamente curava una malattia della pelle. Dopo poche parole, Charlotte lo pugnalò a morte con un coltello da cucina comprato poco prima per l’uso. Essa benché arrestata immediatamente, conservò una grande calma affermando di aver compiuto la sua missione e aggiungendo che altri avrebbero fatto il resto. Con grande sorpresa noto che i gendarmi la strapparono dalla folla inferocita che voleva linciarla: si sarebbe aspettata un ‘osanna’ e invece le toccò diventare oggetto di una sorta di linciaggio, scoprendo così, a sue spese, che il popolo amava sinceramente colui che aveva appena assassinato. Il Comitato di sicurezza generale le concesse il permesso di essere ritratta in cella da un pittore che aveva notato il giorno prima in aula. Molto fiera dell’assassinio commesso, si mise in posa per i posteri, sicura che la sua immagine sarebbe passata alla Storia. Fu imprigionata, giudicata 4 giorni dopo e avviata alla ghigliottina. Aveva 25 anni.
Conseguenze e eredità di Charlotte Corday
La morte di Marat accentuò il clima di paura che già regnava a Parigi e che contribuì ad aggravare la guerra civile. La figura di Charlotte Corday, tutt’oggi resta contornato da un alone di ambiguità e di mistero.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali fazioni politiche durante il periodo della Convenzione?
- Quali furono le motivazioni che portarono Charlotte Corday ad assassinare Marat?
- Come avvenne l'assassinio di Marat?
- Quali furono le reazioni del pubblico e delle autorità dopo l'assassinio di Marat?
- Qual è l'eredità di Charlotte Corday nella storia?
Durante il primo periodo della Convenzione, le principali fazioni erano i Girondini e i Montagnardi, con i Montagnardi che raggiunsero 300 deputati nella primavera del 1793, mentre i Girondini si trovavano in minoranza e privi di coesione.
Charlotte Corday assassinò Marat per vendicare i Girondini proscritti e giustiziati, spinta dalle sue convinzioni politiche e dall'influenza delle idee di Rousseau e degli illuministi, desiderando fermare le violenze dei rivoluzionari radicali.
Il 13 luglio, dopo aver tentato di incontrarlo due volte, Charlotte Corday fu ricevuta da Marat nella sua vasca da bagno, dove lo pugnalò a morte con un coltello da cucina, affermando di aver compiuto la sua missione.
Dopo l'assassinio, Charlotte Corday si aspettava di essere acclamata, ma fu invece oggetto di un tentativo di linciaggio da parte della folla, rivelando che il popolo amava Marat, mentre le autorità la arrestarono e la giudicarono rapidamente.
La figura di Charlotte Corday è avvolta da un alone di ambiguità e mistero, e la sua azione ha accentuato il clima di paura a Parigi, contribuendo alla guerra civile e lasciando un segno duraturo nella memoria storica.