Concetti Chiave
- Corazzini, nato a Roma nel 1886 e morto nel 1907, vive una vita dedicata quasi esclusivamente alla poesia, segnata da eventi esterni limitati.
- Le sue liriche esprimono profondamente sofferenze e malattia, con un forte elemento di autocommiserazione e una visione desolata della vita.
- Il poeta utilizza il verso libero e si avvicina al simbolismo, presentandosi come un fanciullo malato che nega il significato della poesia.
- Accetta umilmente la propria condizione, rinunciando a grandi ambizioni e cercando gioia nelle piccole cose, avviandosi serenamente verso la morte.
- Corazzini rifiuta la qualifica di poeta, affermando che per essere tale è necessario vivere una vita diversa, concludendo le sue liriche in tono di preghiera.
Indice
Vita e Poesia di Corazzini
- Nasce a Roma nel 1886, muore nel 1907 colpito da tisi; povera di avvenimenti esteriori la sua vita si risolve tutta nell’attività poetica.
Quali sono i Temi Ricorrenti nelle Liriche?
- La sua poesia è segnata profondamente dalle sofferenze e dalla malattia.
- Adotta il verso libero e si avvicina alla poesia simbolista.
- Il poeta si presenta come un fanciullo malato fino a negare il significato di poesia.
- Elemento ricorrente nelle sue liriche: l’autocommiserazione.
Desolazione e Intimità
- In questa lirica il fanciullo-poeta canta la propria desolazione di fronte alla tristezza della vita e della morte: la sua prerogativa è quella del pianto e le lacrime diventano così l’equivalente della sua poesia.
- Nella prima strofa usa il “tu” con cui si rivolge ad un ipotetico lettore, dando al discorso un tono di vicinanza e di intimità; la domanda formulata nel primo verso trova subito una risposta negativa in cui l’autore rifiuta la qualifica di poeta.
Riflessioni sulla Vita e Morte
- La seconda strofa sottolinea come la vita del poeta sia stata e sia tutt’ora una povera cosa; l’esistenza in generale si rivela in fondo un’esperienza che non ha ragioni particolari per essere vissuta: da qui scaturisce il desiderio di morire (un altro dei temi essenziali della lirica).
- La terza strofa pone in rilievo il fatto che il desiderio di morte non abbia altri motivi se non la stanchezza del poeta di fronte alla realtà delle cose.
- Successivamente dice che la comunione con Gesù diventa una possibile soluzione del mistero delle cose, che verrà risolto nell’aldilà; infatti si ha poi la rappresentazione del dormire “con le mani in croce”, che prefigura l’immagine cristiana della morte.
Accettazione e Rinuncia
- Il poeta non ha ricevuto molto dalla vita, eppure egli dimostra alla fine di accettare umilmente la propria condizione e di avviarsi serenamente alla morte, rinunciando a qualsiasi ambizione letteraria, a qualsiasi desiderio di cose grandi, per cercare solo la gioia nelle piccole cose.
Conclusione e Preghiera
- Infine Corazzini ribadisce di non poter accettare la qualifica di poeta in quanto per essere considerato tale “conviene/ viver ben altra vita!”; infine dopo un’altra invocazione a Dio, chiude la lirica con “Amen”, conferendogli il significato e l’intonazione di una preghiera.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della poesia di Corazzini?
- Come si manifesta il desiderio di morte nelle liriche di Corazzini?
- Qual è l'atteggiamento di Corazzini nei confronti della sua condizione di poeta?
La poesia di Corazzini è profondamente segnata dalle sofferenze e dalla malattia, con un forte senso di desolazione e intimità, dove il pianto diventa l'equivalente della sua espressione poetica.
Il desiderio di morte emerge come una reazione alla stanchezza del poeta di fronte alla realtà, evidenziando una vita che appare priva di significato e ragioni per essere vissuta.
Corazzini accetta umilmente la sua condizione, rinunciando a qualsiasi ambizione letteraria e cercando la gioia nelle piccole cose, concludendo che non può considerarsi un vero poeta senza vivere "ben altra vita".