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Concetti Chiave

  • Il Consiglio costituzionale francese è composto da nove membri, nominati da diverse figure istituzionali e con un mandato di nove anni.
  • Svolge un ruolo fondamentale di garanzia costituzionale, controllando l'eleganza delle elezioni e la legittimità delle leggi prima della loro pubblicazione.
  • È responsabile della giurisprudenza del «blocco di costituzionalità», verificando la conformità delle leggi alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.
  • Il potere del Consiglio è aumentato grazie all'estensione della discrezionalità interpretativa e all'incremento delle leggi sottoposte al suo controllo.
  • Il coinvolgimento del Consiglio in politica estera è cresciuto dopo la revisione del 1992, consentendo ricorsi parlamentari su impegni internazionali della Francia.

Composizione e ruolo del Consiglio

Il Consiglio costituzionale francese è composto da nove membri , nominati per un terzo rispettivamente dal presidente della Repubblica, dal Presidente del Senato e dal Presidente dell’Assemblea nazionale. Essi restano in carica per nove anni e sono coadiuvati dagli ex capi dello Stato. Il Consiglio svolge un importante ruolo di garanzia costituzionale, controlla la regolarità delle elezioni parlamentari e dei referendum, fornisce pareri sull’assunzione dei poteri eccezionali del Presidente della Repubblica in caso di crisi e verifica la legittimità costituzionale delle leggi prima che vengano pubblicate.

Funzioni e giurisprudenza del Consiglio

Il Consiglio si è consolidato come organo di giustizia costituzionale di tipo accentrato: esso è responsabile della giurisprudenza del cosiddetto «blocco di costituzionalità», in virtù della quale controlla la legittimità delle leggi sulla base dei parametri della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Il consiglio, inoltre, si pronuncia su questioni concernenti importanti temi politici quali, ad esempio, la nazionalizzazione, il decentramento e le leggi finanziarie.

Aumento del potere del Consiglio

L’accresciuto numero delle leggi sottoposte al controllo di costituzionalità e la sistematicità dell’intervento, unitamente ad una estensione della discrezionalità interpretativa, si è tradotto in un aumento del potere spettante al giudice costituzionale.
Per quanto riguarda in particolare la possibilità riconosciuta dalla legge del 1974 a 60 deputati o a 60 senatori di deferire le leggi al Consiglio costituzionale, si è constatato fino al 1981 un uso limitato di tale facoltà da parte della opposizione socialista, mentre, al contrario, tra il 1981 e il 1986 i parlamentari della coalizione centrista rimasta all’opposizione sino alle elezioni legislative del marzo 1986 hanno fatto più largo uso di tale impugnativa.

Coinvolgimento in politica estera

Un sempre maggior coinvolgimento del Consiglio costituzionale si riscontra anche in materia di politica estera e comunitaria in seguito alla revisione costituzionale del 25 giugno 1992 che ha esteso la possibilità del ricorso parlamentare anche agli impegni internazionali sottoscritti dalla Francia, adeguando la previsione dell’art. 54 a quella dell’art. 61.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la composizione e il ruolo principale del Consiglio costituzionale francese?
  2. Il Consiglio costituzionale francese è composto da nove membri nominati per un terzo dal presidente della Repubblica, dal Presidente del Senato e dal Presidente dell’Assemblea nazionale, e ha un ruolo di garanzia costituzionale, controllando la regolarità delle elezioni e la legittimità delle leggi (testo).

  3. In che modo il Consiglio costituzionale esercita la sua giurisprudenza?
  4. Il Consiglio è responsabile della giurisprudenza del «blocco di costituzionalità», controllando la legittimità delle leggi in base ai parametri della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino e affrontando questioni politiche rilevanti come la nazionalizzazione e le leggi finanziarie (testo).

  5. Come è cambiato il potere del Consiglio costituzionale nel tempo?
  6. Il potere del Consiglio è aumentato grazie a un maggior numero di leggi sottoposte al controllo di costituzionalità e a una maggiore discrezionalità interpretativa, con un uso più ampio della facoltà di deferimento delle leggi da parte dei parlamentari, specialmente tra il 1981 e il 1986 (testo).

Domande e risposte

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