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Concetti Chiave

  • Filippo II intervenne in Grecia con astuzia e forza, conquistando territori e diventando arbitro delle questioni elleniche in vent'anni.
  • Sparta rimase isolata, mentre Tebe cercò vantaggi dall'alleanza con i Macedoni, e molti ad Atene erano favorevoli a una pace con Filippo II.
  • Demostene guidò un partito anti macedone in Attica, chiedendo l'unione di tutti i Greci contro Filippo e promuovendo una guerra di resistenza.
  • A Cheronea, Atene e Tebe, unite contro Filippo, furono sconfitte dalla falange macedone, stroncando ogni possibilità di resistenza ellenica.
  • Dopo la vittoria, Filippo II formò una Lega Ellenica a Corinto e pianificò un attacco contro l'Impero persiano, ma fu assassinato prima di attuarlo.

Filippo II e la Grecia

Filippo II, confidando nella superiorità del suo esercito, non esitò a intromettersi nelle cose della Grecia. Servendosi ora dell’astuzia e delle lusinghe, ora della forza delle armi, riuscì a conquistare nuovi territori ed a rafforzare la potenza macedone. Agì spregiudicatamente, stringendo o rompendo alleanze, rinfocolando la discordia tra le città greche, fingendo di assumere la difesa del debole e di punire l’aggressore: e, nel volgere di un ventennio, divenne l’arbitro di tutte le questioni dell’Ellade.

Le reazioni delle città greche

Sparta, ritenendosi sicura tra i suoi monti, si chiuse in se stessa e non si interessò di quel che accadeva nelle altre regioni della Grecia; Tebe sperò di trarre dei vantaggi dall’alleanza con i Macedoni e di rovinare Atene; in Atene stessa molti cittadini erano favorevoli all’amicizia e alla pace con Filippo II.

Demostene e la resistenza ellenica

Però nell’Attica si formò ben presto un partito anti macedone, guidato dall’oratore Demostene, il quale sosteneva che era necessaria l’unione sacra di tutti i Greci contro Filippo e propugnava la guerra ad oltranza per la difesa nazionale.

La battaglia di Cheronea

Ma il comune fronte ellenico, vagheggiato da Demostene, il quale sosteneva che era necessaria l’unione sacra di tutti i Greci contro Filippo e propugnava la guerra ad oltranza per la difesa nazionale. Ma il comune fronte ellenico, vagheggiato da Demostene, non si costituì; tuttavia Atene e Tebe, ora alleate di fronte al grave pericolo, schierarono sul campo i loro eserciti per sbarrare il passo ai soldati di Filippo. La sorte non li favorì. A Cheronea la falange macedone travolse i Greci e stroncò ogni velleità di resistenza. Demostene aveva perduto la sua battaglia.

La lega ellenica e la morte di Filippo

Dopo la vittoria Filippo agì con prudenza e moderazione. Non impose ai vinti un giogo oppressivo e si limitò ad assumere il comando delle forze di una grande Lega Ellenica, che riuscì a costituire a Corinto, dove aveva convocato i rappresentanti delle città greche. Là egli espose un suo audacissimo piano di attacco contro l’Impero persiano ed ottenne l’approvazione dell’assemblea. Tornato poi in patria per preparare la spedizione, vi trovò la morte. Fu ucciso a tradimento da un nobile di nome Pausania. A lui successe il figlio Alessandro, che aveva appena vent’anni.

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Domande da interrogazione

  1. Quali strategie utilizzò Filippo II per conquistare la Grecia?
  2. Filippo II si avvalse di astuzia, lusinghe e forza militare per conquistare nuovi territori e rafforzare la potenza macedone, diventando l'arbitro delle questioni greche in vent'anni (testo).

  3. Come reagirono le città greche all'intervento di Filippo II?
  4. Le città greche ebbero reazioni diverse: Sparta si isolò, Tebe cercò vantaggi dall'alleanza con i Macedoni, mentre ad Atene vi era un partito favorevole alla pace con Filippo II (testo).

  5. Qual è stata l'importanza della battaglia di Cheronea per la resistenza ellenica?
  6. La battaglia di Cheronea segnò una sconfitta decisiva per Atene e Tebe contro la falange macedone di Filippo II, stroncando ogni velleità di resistenza ellenica e portando alla formazione della Lega Ellenica (testo).

Domande e risposte

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