Concetti Chiave
- Giolitti avviò una politica coloniale per aumentare il prestigio internazionale dell'Italia e supportare gruppi industriali e finanziari.
- Il cambiamento dell'obiettivo da Etiopia a Libia portò a una guerra contro la Turchia, culminata con il trattato di Losanna nel 1912.
- L'avventura coloniale in Libia comportò spese elevate senza significative ricchezze minerarie, avvantaggiando solo determinate banche e industrie.
- Nel 1912, la riforma elettorale introdusse il suffragio universale maschile, cercando di coinvolgere i movimenti socialisti e cattolici nelle istituzioni.
- Le dimissioni di Giolitti segnarono un periodo di tensioni sociali, con disordini nelle regioni di Romagna e Marche durante il suo governo.
Politica coloniale di Giolitti
Giolitti fece una politica coloniale per:
-aumentare il prestigio internazionale dell’Italia.
-assecondare i maggiori gruppi industriali e finanziari.
-accontentare l’opinione pubblica.
Conquista della Libia
Giolitti cambiò pero l’obbiettivo: non più l’Etiopia ma la libia. Il governo italiano, accettando il dominio francese in Tunisia e Marocco, aveva ottenuto in cambio il ‘diritto di conquista’ della Libia. Nel 1911 l’Italia dichiarò guerra alla Turchia che dominava la Libia. La popolazione araba della Libia organizzò una forte resistenza e furono inviati in Libia altri militari. Non riuscendo a piegare la resistenza libica, l’Italia cambio tattica e attaccò la Turchia. I turchi firmarono nel 1912 il trattato di Losanna con il quale cedevano all’Italia il dominio sulla Libia.
Conseguenze economiche e territoriali
L’avventura coloniale comportò notevoli spese e non aveva grandi ricchezza minerarie. ’Scatolone di sabbia’. Le banche che finanziarono i nuovi insediamenti italiani, gli armatori e l’industria militare ne trassero vantaggi economici. La sovranità dell’Italia sulla Libia rimase limitata per anni esclusivamente alla fascia costiera.
Riforma elettorale del 1912
Nel 1912 venne emanata una nuova legge elettorale che introduceva il suffragio universale maschile e vennero ammessi al voto i cittadini maschi che avessero compiuto 30 anni. Per accedere al voto a 21 anni era necessario i servizio militare o saper leggere e scrivere. Giolitti intendeva avvicinare alle istituzioni i 2 grandi movimenti di massa ovvero socialisti e cattolici. Ma per avere la meglio sui socialisti (che dominavano il mondo operaio) occorreva allearsi con i cattolici (che dominavano il mondo contadino).
Alleanza con i cattolici
Il non expedit (divieto sancito nel 1874 da Pio IX per tutti i cattolici di votare e essere votati nelle elezioni dello stato italiano) venne ammorbidito da Pio X. Dopo il rerum novarum i cattolici si erano impegnati nella società attraverso l’opera dei congressi, una federazione cui attività spaziava dall’assistenza caritativa. Erano sorti i sindacati cattolici e le cooperative bianche. Venne fondata l’azione cattolica. L’organizzazione che inquadrava il laicato cattolico sotto la guida del papa e dei vescovi. Nel 1913 vi fu il Patto Gentiloni. I cattolici promettevano di votare quei candidati liberali che avessero sottoscritto l’impegno di difendere la chiesa. Le elezione del 1913 Giolitti riuscì a ottenere ma maggioranza.
Dimissioni di Giolitti e tensioni sociali
La guerra in Libia aveva indebolito il governo guidato da Giolitti che preferì dare le dimissioni. Il suo successore fu Salandra. In Romagna e nelle Marche scoppiarono dei disordini per la presenza dei socialisti e vi fu la settimana rossa. Salandra inviò l’esercito a reprimerli. Vi era un clima di tensione.
Domande da interrogazione
- Quali erano gli obiettivi principali della politica coloniale di Giolitti?
- Perché l'Italia scelse di conquistare la Libia invece dell'Etiopia?
- Quali furono le conseguenze economiche della conquista della Libia?
- Come si sviluppò l'alleanza tra Giolitti e i cattolici?
Giolitti perseguiva tre obiettivi principali: aumentare il prestigio internazionale dell'Italia, assecondare i gruppi industriali e finanziari e accontentare l'opinione pubblica.
L'Italia cambiò obiettivo dalla conquista dell'Etiopia alla Libia dopo aver ottenuto il 'diritto di conquista' della Libia in cambio dell'accettazione del dominio francese in Tunisia e Marocco, dichiarando guerra alla Turchia nel 1911.
L'avventura coloniale comportò notevoli spese senza grandi ricchezze minerarie, portando vantaggi economici solo a banche, armatori e industria militare, mentre la sovranità italiana sulla Libia rimase limitata alla fascia costiera.
Giolitti cercò di allearsi con i cattolici per contrastare i socialisti, facilitato dall'ammorbidimento del non expedit e dalla creazione di organizzazioni cattoliche, culminando nel Patto Gentiloni del 1913, che garantì il supporto cattolico ai candidati liberali.