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Concetti Chiave

  • Il Congresso di Vienna del 1815 riunì le potenze vincitrici di Napoleone per ridisegnare l'Europa e garantire una pace duratura, senza penalizzare la Francia.
  • Nel 1815, l'Italia era suddivisa in vari stati, con il Regno di Sardegna come principale, e venne creata la Santa Alleanza per mantenere l'ordine e i confini stabiliti.
  • Le società segrete, come la Carboneria, si formarono in risposta agli ideali illuministi e si proponevano di ottenere una monarchia costituzionale attraverso un linguaggio e simboli distintivi.
  • I liberali, ispirati da Locke, desideravano una monarchia con libertà fondamentali, mentre i democratici, influenzati da Rousseau, lottavano per la sovranità popolare e il suffragio universale.
  • Tra i principali esponenti liberali vi era Camillo Benso, mentre Giuseppe Mazzini rappresentava le aspirazioni democratiche del periodo.

Che cos'è il congresso di Vienna?

Quando ormai Napoleone fu sconfitto a Waterloo, a Vienna, nel settembre 1815, si apre un congresso, dove si riuniscono le potenze vincitrici di Napoleone (Inghilterra, Austria, Russia e Prussia) per ridisegnare l’Europa e tracciare i suoi nuovi confini con lo scopo non di penalizzare la Francia, ma di riportare in Europa una pace durevole dopo anni di guerra. La Francia, che ha perso la guerra, partecipa comunque ai lavori. I protagonisti del congresso sono il ministro degli esteri austriaco Metternich ed il ministro degli esteri francese Talleyrand. I lavori durano molti mesi ed alla fine viene restaurata la monarchia assoluta in tutte le nazioni, Francia compresa (Luigi XVIII, Borbone), politica che Napoleone aveva cercato di cancellare dall’Europa, e vengono riportati sul trono tutti quei sovrani che Napoleone aveva spodestato à principio di legittimismo dinastico (=portare sul trono i legittimi sovrani). Come conseguenza anche tutti i privilegi dei nobili vennero restaurati.

La frammentazione dell'Italia

L’Italia è sempre stata frammentata in tante zone. Nel 1815, il Regno di Sardegna era quello più importante, governato da Vittorio Emanuele I (nord-ovest Italia + Sardegna), poi vi erano il Lombardo-veneto, che era in realtà dipendente dall’Austria, i ducati minori (con sovrani tutti imparentati con gli Asburgo; Parma, Modena, Lucca, principato di Massa Carrara), il granducato di Toscana, lo Stato della Chiesa ed il Regno delle due Sicilie, formato dal Regno di Napoli e quello di Sicilia (Ferdinando I di Borbone). Queste divisioni sono state operate per creare dei confini che garantissero la pace. Per mantenere i confini venne creata la Santa Alleanza, tra Russia, Prussia ed Austria, promossa da Alessandro I di Russia; un’Alleanza cristiana e non cattolica, ispirata dallo Spirito Santo: chi intende violare l’ordine (modificare i confini, l’ordine o la monarchia) intende imporsi contro Dio e deve essere punito militarmente: venne infatti creato un esercito apposta. Ad essa non aderì l’Inghilterra, perché legandosi alla Santa Alleanza si accettava anche una limitazione della sovranità (principio di intervento). Nel 1820-21 nascono i primi moti rivoluzionari. I “ribelli”, per organizzarsi contro il governo, si organizzarono in sette, la cui più importante era la Massoneria (nata in Inghilterra nel ‘700 con lo scopo di difendere ideali illuministi). In Italia quella più importante era la Carboneria (da carbone; nasce in Francia e si diffonde soprattutto in Italia meridionale).

Le società segrete e i moti rivoluzionari

Nei primi anni successivi al Congresso di Vienna nacquero in Francia, Spagna, Polonia ed Italia delle società segrete che si ispiravano agli ideali illuministi. Ogni società aveva i propri simboli ed il proprio linguaggio. Le principali erano la Società Patriottica (Polonia), i Comuneros (Spagna) e gli Adelfi, i Philadelphi e i Carbonari (Italia). La carboneria nasce inizialmente in Francia, solo dopo si estende al meridione italiano. Tra di loro i carbonari si chiamavano cugini e si ritrovavano in baracche. Vi erano ufficiali che come obiettivo politico volevano ottenere la monarchia costituzionale.

Ideali liberali e democratici

In quel periodo, si professavano sia idee liberali che democratiche. I liberali avevano Locke come riferimento e volevano la monarchia e maggiori libertà, sia di quelle fondamentali (espressione, associazione, stampa, opinione) che di quelle individuali. I democratici avevano come riferimento il contratto sociale di Rousseau; volevano quindi una sovranità popolare e si battevano per la repubblica: volevano che il popolo fosse in grado di darsi le leggi, renderle esecutive e rispettarle. Si battevano inoltre per il suffragio universale maschile e femminile, perché tutti dovevano avere la possibilità di votare i propri rappresentanti. Tra i più importanti liberali vi è Camillo Benso, mentre il più importante democratico era Mazzini.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'obiettivo principale del Congresso di Vienna?
  2. L'obiettivo principale del Congresso di Vienna, aperto nel settembre 1815, era ridisegnare l'Europa e stabilire nuovi confini per garantire una pace duratura, senza penalizzare la Francia, ma restaurando la monarchia assoluta in tutte le nazioni (inclusa la Francia) e riportando sul trono i legittimi sovrani (come indicato nel testo).

  3. Come era suddivisa l'Italia nel 1815?
  4. Nel 1815, l'Italia era frammentata in diverse zone, tra cui il Regno di Sardegna, il Lombardo-veneto, vari ducati minori, il granducato di Toscana, lo Stato della Chiesa e il Regno delle due Sicilie, con l'obiettivo di creare confini che garantissero la pace (come descritto nel testo).

  5. Quali erano le principali società segrete attive in Italia dopo il Congresso di Vienna?
  6. Dopo il Congresso di Vienna, in Italia si diffusero società segrete come la Carboneria, che si ispirava agli ideali illuministi e mirava a ottenere una monarchia costituzionale, insieme ad altre come gli Adelfi e i Philadelphi (come menzionato nel testo).

  7. Quali ideali sostenevano i liberali e i democratici dell'epoca?
  8. I liberali, ispirati da Locke, cercavano una monarchia con maggiori libertà fondamentali e individuali, mentre i democratici, influenzati da Rousseau, lottavano per la sovranità popolare e il suffragio universale, sia maschile che femminile (come evidenziato nel testo).

  9. Chi erano alcuni dei principali esponenti degli ideali liberali e democratici in Italia?
  10. Tra i principali esponenti degli ideali liberali in Italia vi era Camillo Benso, mentre Giuseppe Mazzini rappresentava gli ideali democratici, entrambi impegnati nella lotta per le libertà e i diritti del popolo (come indicato nel testo).

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