Concetti Chiave
- Dopo la Prima Guerra Mondiale, Gran Bretagna e Francia ottengono il controllo sui protettorati in Medio Oriente, con la Palestina sotto la Gran Bretagna.
- Il movimento sionista, fondato da Teodor Herzl, mira a riportare gli ebrei in Palestina, portando a tensioni con la popolazione araba locale.
- Nel 1947, l'ONU propone un piano di spartizione tra israeliani e palestinesi, ma non viene accettato dagli arabi, aumentando le tensioni.
- La nascita dello stato di Israele nel 1948 porta a conflitti immediati con gli stati vicini e alla guerra degli Otto Mesi, durante la quale Israele espande il proprio territorio.
- Nel 1993, gli accordi di Oslo stabiliscono la possibilità di uno Stato palestinese, ma l'opposizione dei coloni israeliani ostacola l'attuazione dell'accordo.
Protettorati e sionismo
Dopo la Prima Guerra Mondiale, disgregandosi l’impero Ottomano, la Gran Bretagna ottiene la Giordania e la Palestina come protettorati, mentre la Francia ottiene i protettorati di Libano e Siria.
Alla fine del 1800 Teodor Herzl (ebreo e ungherese) fonda il movimento sionista con lo scopo di raccogliere fondi per far tornare gli ebrei più poveri nella terra promessa, in quanto dopo la diaspora il popolo ebraico si è disperso per il mondo. All’inizio ci sono state discussioni riguardo al luogo di insediamento, ma alla fine viene scelta Gerusalemme in Palestina. Qui gli ebrei acquistano terre dagli arabi, che all’inizio sono favorevoli perché le loro terre sono ben pagate, ma il numero di ebrei cresce e i primi scontri si verificano nel corso degli anni venti.
Conflitti e spartizioni
La situazione peggiora dopo la Seconda Guerra Mondiale e gli inglesi non sanno che posizione prendere perché durante la Grande Guerra (la prima) erano alleati degli arabi contro i turchi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Nave Exodus, colma di ebrei non riuscì ad approdare in Palestina perché gli inglesi stabilirono un numero massimo di ebrei che poteva entrare nel territorio palestinese, quindi molti morirono.
Nel 1947 l’ONU cerca di risolvere la situazione con un piano di spartizione delle terre tra israeliani e palestinesi, lasciando Gerusalemme come città internazionale e sotto l’amministrazione dell’ONU. Questo non viene però accettato dagli arabi.
Nascita di Israele e guerre
Il 14 maggio 1948 gli inglesi abbandonano il territorio e nasce lo stato di Israele, che viene subito attaccato dagli stati confinanti. Inizia la Guerra degli Otto Mesi, durante la quale all’inizio Israele sembra soccombere ma poi vince allargando i propri confini oltre quelli che sarebbero stati previsti dalla risoluzione dell’ONU.
Nel 1967 si svolge la Guerra dei Sei Giorni tra ebrei e stati confinanti, compresi i palestinesi. Con questa battaglia Israele conquista Gerusalemme Est e la Cisgiordania, le Alture del Golan che appartenevano alla Siria, la Penisola del Sinai e la Striscia di Gaza che appartenevano all’Egitto. Tutti questi territori vengono definiti Territori Occupati.
Nello stesso anno inizia la colonizzazione ebraica soprattutto in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, dove vengono mandati gli ebrei.
Trattati e intifade
Nel 1973 si ha la Guerra del Kippur, perché i territori confinanti attaccano Israele, ma la situazione non cambia.
Nel 1977 si ha il trattato di Camp David con cui Israele restituisce all’Egitto la penisola del Sinai, mentre le Alture del Golan rimangono a Gerusalemme. Il trattato avviene con la protezione di Courtney. Nel 1988 si ha la prima Intifada, definita guerra delle pietre, una protesta da parte dei palestinesi e dei territori occupati contro la polizia ebraica in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.
Nel 1993 il primo ministro israeliano Rabin e il palestinese Arafat ricevono il premio Nobel per la pace, perché trovano un accordo decidendo che Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est vengano lasciate ai palestinesi per costruire lo Stato palestinese anche se i territori sono distanti tra loro. L’accordo viene stipulato a Oslo. I coloni israeliani non vogliono lasciare le terre.
Nel 2000 c’è la seconda Intifada che è molto più violenta della prima. Nel 2005 sale al potere dello Stato ebraico Sharòn, nemico di Arafat. Di destra e successore di Rabin, fa ritirare i concittadini israeliani nella Striscia di Gaza.
Politica e tensioni attuali
Nel 2009 in Cisgiordania viene eletto Abu Mazen, un moderato. Il suo mandato è scaduto nel 2009, ma è ancora in carica.
Nel 2006 durante le elezioni palestinesi, nella Striscia di Gaza vince il movimento Hamas, un gruppo estremista che nega l’esistenza dello Stato di Israele e che governa ancora oggi. Ci sono 5 milioni di palestinesi sparsi in tutto il mondo.
Oggi il muro che protegge Israele ha ormai circondato tutta la Cisgiordania e si è insediato anche al suo interno per proteggere le colonie ebraiche. La sua costruzione è stata decisa da Sharòn.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo della Gran Bretagna e della Francia dopo la Prima Guerra Mondiale?
- Chi ha fondato il movimento sionista e qual era il suo obiettivo principale?
- Qual è stata la reazione degli arabi all'acquisto di terre da parte degli ebrei?
- Cosa accadde nel 1947 riguardo alla questione palestinese?
- Quali eventi significativi hanno caratterizzato il conflitto israelo-palestinese negli anni '90?
Dopo la Prima Guerra Mondiale, la Gran Bretagna ottenne la Giordania e la Palestina come protettorati, mentre la Francia ottenne i protettorati di Libano e Siria.
Teodor Herzl fondò il movimento sionista alla fine del 1800 con l'obiettivo di raccogliere fondi per far tornare gli ebrei più poveri nella terra promessa, scegliendo infine Gerusalemme in Palestina come luogo di insediamento.
Inizialmente, gli arabi erano favorevoli all'acquisto delle terre da parte degli ebrei, poiché venivano ben pagati, ma con l'aumento del numero di ebrei, iniziarono a verificarsi i primi scontri negli anni venti.
Nel 1947, l'ONU propose un piano di spartizione delle terre tra israeliani e palestinesi, lasciando Gerusalemme come città internazionale, ma questo piano non fu accettato dagli arabi.
Negli anni '90, il primo ministro israeliano Rabin e il palestinese Arafat ricevettero il premio Nobel per la pace nel 1993 per aver trovato un accordo che prevedeva la creazione di uno Stato palestinese, nonostante le resistenze dei coloni israeliani.