Concetti Chiave
- Il conflitto arabo-israeliano ha origini nell'immediato dopoguerra della Prima Guerra Mondiale, con promesse di indipendenza non mantenute per i popoli arabi.
- Nel 1947, l'ONU approva la spartizione della Palestina, ma gli Arabi si oppongono, portando alla nascita dello Stato d'Israele nel 1948 e al primo conflitto arabo-israeliano.
- Il terzo conflitto arabo-israeliano nel 1967, noto come Guerra dei sei giorni, porta alla conquista di Gerusalemme e Sinai da parte di Israele e alla nascita dell'OLP.
- Gli Accordi di Camp David del 1978 restituiscono il Sinai all'Egitto, ma scatenano reazioni violente, incluso l'assassinio di Sadat da parte di fondamentalisti islamici.
- Il Libano diventa teatro di conflitti interni tra musulmani e cristiani, mentre nel 1982 sia Israele che Palestina ottengono riconoscimenti di indipendenza.
Origini del conflitto arabo-israeliano
La questione arabo-isrealiana risulta essere complessa, e trae le sue origini nell’immediato dopoguerra della Prima Guerra Mondiale.
Divisione dei territori arabi
Durante la Prima Guerra Mondiale, infatti, Francia ed Inghilterra promettono l’indipendenza dei popoli arabi dell’Africa e del Medio-Oriente.
Indipendenza e immigrazione in Palestina
Ma nel 1920, il Trattato di Sévres determina una spartizione dei territori arabi tra Francia ed Inghilterra così congegnata:
1) la Francia ottiene il Libano e la Siria. Questi stati otterranno la loro completa indipendenza solo nel 1946;
2) l’Inghilterra invece ottiene la Trans-Giordania e l’Egitto (il quale è un protettorato britannico dal 1882, riconosciuto ufficialmente solo a partire dal 1914). La Trans-Giordania si vedrà riconosciuta l’indipendenza solo a partire dal 1948;
3) Iraq e Palestina (inizialmente assegnati all’Inghilterra) saranno invece indipendenti già a partire dal 1932, come pure l’Arabia Saudita;
4) Egitto, Iraq, Palestina, Trans-Giordania, Arabia e Yemen vanno inoltre a costituire la Lega degli Stati Arabi, nel 1945.
L’Inghilterra permette intanto l’immigrazione ebraica in Palestina, generando così l’odio arabo verso la Gran Bretagna.
Conflitti arabo-israeliani e alleanze
Nel 1947 l’ONU approva la spartizione della Palestina tra Arabi ed Ebrei, ma gli Arabi si dichiarano contrari a questa decisione.
Nel 1948 sorge intanto lo Stato d’Israele.
Tutto questo genera dunque il primo conflitto arabo-isrealiano.
L’Arabia ha tra i suoi alleati proprio quegli stati che fanno parte della lega degli stati arabi: Egitto, Iraq, Palestina e Trans-Giordania. Tuttavia Israele conquista durante il conflitto la Giordania, determinando così la fuga degli Arabi dal paese.
Nel 1956 scoppia il secondo conflitto arabo-isrealiano.
Alla guida dell’Egitto vi è Nasser (salito al potere in seguito ad un colpo di stato), punto di riferimento del movimento Panarabo.
Inghilterra, Francia ed Israele si armano.
Guerra dei sei giorni e OLP
Nel 1967 scoppia il terzo conflitto arabo-isrealiano (noto come Guerra dei sei giorni).
Isreale conquista Gerusalemme e il Sinai.
Nasce l’OLP (organizzazione liberazione Palestina). Il suo leader è Arafat.
Nel 1970 vi è il Settembre nero.
Gli Arabi sono cacciati nel Libano, e ad Isreale si afferma il Kibbutz, una fattoria con gestione comunitaria che diviene poi comunità armata.
Accordi di Camp David e conseguenze
Nel 1973 scoppia il quarto conflitto arabo-isrealiano.
L’Egitto, guidato da Sadat rivuole il Sinai.
L’ONU interviene allora sulla questione. Si giunge così agli Accordi di Camp David (tra il presidente Carter, il Primo Ministro Israeliano e Sadat), secondo cui il Sinai passa all’Egitto.
I Fondamentalisti islamici, contrari a questa decisione di occidentalismo, uccideranno anni dopo Sadat.
Guerra civile in Libano e Intifada
Per quanto riguarda il Libano, dopo l’emigrazione araba esso diventa teatro di conflitti tra musulmani e cristiani maroniti, tanto che scoppia la guerra civile. Nel 1982 vi penetrano gli Israeliti, e le stragi sono numerose. L’ONU cerca di intervenire, ma è costretto a ritirarsi.
Per quanto riguarda invece Israele, nasce l’Intifada (significa “risveglio”).
Nel 1982 sia lo Stato d’Israele che quello di Palestina vengono riconosciuti indipendenti.
Accordi di Oslo e successori di Rabin
Nel 1993 Rabin, leader israeliano, firma gli Accordi di Oslo con Arafat e di Washington con il presidente Clinton, per ottenere la pace.
Successori di Rabin sono Peres e Netanyahu.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini del conflitto arabo-israeliano?
- Qual è stato il ruolo dell'immigrazione ebraica in Palestina?
- Cosa ha portato alla nascita dello Stato d'Israele?
- Quali eventi significativi si sono verificati durante la Guerra dei sei giorni?
- Quali sono stati gli sviluppi chiave dopo gli Accordi di Camp David?
Il conflitto arabo-israeliano ha origini complesse che risalgono all'immediato dopoguerra della Prima Guerra Mondiale, quando Francia e Inghilterra promisero l'indipendenza ai popoli arabi, ma successivamente spartirono i territori arabi tra di loro.
L'Inghilterra ha permesso l'immigrazione ebraica in Palestina, il che ha generato un crescente risentimento arabo verso la Gran Bretagna, contribuendo alla tensione nella regione.
Nel 1947, l'ONU ha approvato la spartizione della Palestina tra Arabi ed Ebrei, ma la contrarietà degli Arabi ha portato alla nascita dello Stato d'Israele nel 1948 e al primo conflitto arabo-israeliano.
Durante la Guerra dei sei giorni nel 1967, Israele ha conquistato Gerusalemme e il Sinai, e in questo contesto è nata l'OLP, guidata da Arafat.
Gli Accordi di Camp David hanno portato al ritorno del Sinai all'Egitto, ma hanno anche innescato reazioni violente da parte dei fondamentalisti islamici, culminando nell'assassinio di Sadat anni dopo.