Concetti Chiave

  • Alla conferenza di pace di Parigi, l'Italia si trovò in contrapposizione con gli alleati, in particolare gli Stati Uniti, che non riconobbero l'annessione della Dalmazia.
  • Orlando e Sonnino protestarono abbandonando la conferenza, ma questo gesto peggiorò la situazione italiana, escludendola dalla spartizione delle colonie tedesche.
  • Il governo di Nitti affrontò agitazioni sociali e l'occupazione di Fiume da parte di D'Annunzio, in un contesto di conflittualità sociale noto come biennio rosso.
  • Giolitti, nel suo quinto governo, risolse la questione fiumana con il trattato di Rapallo, stabilendo Fiume come città libera e riconoscendo l'italianità di Zara e dell'Istria.
  • In politica interna, Giolitti cercò di mediare sulle occupazioni delle fabbriche, firmando un accordo con i sindacati, ma le agitazioni sociali continuarono.

Opposizioni alla conferenza di pace

Alla conferenza di pace di Parigi, l’Italia trovò molte opposizioni da parte degli alleati (Francia e Inghilterra), soprattutto da parte degli Stati Uniti di Wilson, che non gli volle riconoscere l’annessione all’Italia della Dalmazia deciso a difendere il principio di nazionalità.

Per il presidente del Consiglio Orlando e il ministro degli Esteri Sonnino, il patto di Londra andava rispettato, e quindi Istria e Dalmazia dovevano passare all’Italia, con l’aggiunta della città di Fiume.

Proteste e dimissioni di Orlando

In segno di protesta, Orlando e Sonnino, abbandonarono Parigi, ma senza risolvere nulla. Anzi tale gesto peggiorò la situazione poiché le colonie tedesche furono spartite tra le altre potenze, eccetto l’Italia.

Emergenze sotto il governo Nitti

L’insuccesso determinò le dimissioni di Orlando, sostituito da Francesco Saverio Nitti, che si trovò ad affrontare una duplice emergenza:

▪ le agitazioni sociali;

▪ “l’impresa fiumana” di Gabriele D’Annunzio, che dopo aver più volte denunciato la “vittoria mutilata”, il 12 settembre del 1919, occupò Fiume, istituendovi un governo provvisorio (Reggenza del Quarnaro; è il golfo sul quale si affaccia fiume), proclamandone l’annessione all’Italia.

Biennio rosso e agitazioni sociali

Contemporaneamente, tra il 1919 e il 1920, a causa delle problematiche che affliggevano il Paese, si organizzarono molte manifestazioni socialiste. Il periodo fu perciò detto biennio rosso. Nelle aree più industrializzate del Nord, gli operai intrapresero l’occupazione e l’autogestione delle fabbriche; si diffusero i consigli di fabbrica, che si rifacevano ai soviet russi.

Nel Centro-Sud invece, i contadini poveri procedevano all’occupazione delle terre incolte e dei latifondi. In questo clima di conflittualità, si tennero le prime elezioni con sistema proporzionale (introdotto da Nitti), che videro il trionfo dei “partiti di massa”: i socialisti e i cattolici ottennero da soli la metà dei seggi in Parlamento, mentre il movimento liberale e fascista, pochissimi consensi.

Giolitti e la questione fiumana

In questa difficile condizione la guida del governo passò a Giovanni Giolitti, che costituì il suo quinto e ultimo ministero.

L’intento di Giolitti era di replicare la strategia adottata nel suo primo governo; ma il quadro politico era profondamente mutato a causa della guerra.

Politica estera e interna di Giolitti

Tuttavia in politica estera risolse la “questione fiumana”. Con il trattato di Rapallo, furono regolate le questioni di confine con la Jugoslavia, che ebbe la Dalmazia, in cambio del riconoscimento del possesso italiano di Zara e dell’Istria. Fiume fu dichiarata città libera, dunque né soggetta all’autorità dell’Italia né a quella Jugoslavia e D’Annunzio e il suo esercito vennero allontanati dalla città (25 dicembre 1920). In politica interna invece Giolitti cercò di porre rimedio all’occupazione delle fabbriche. Per evitare il pericolo di una guerra civile, Giolitti attuò una politica di mediazione e di neutralità, opponendosi alla richiesta degli industriali di inibire con la forza l’occupazione, firmando un accordo con i sindacati; tuttavia non cessarono le agitazioni interne.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali opposizioni che l'Italia affrontò alla conferenza di pace di Parigi?
  2. L'Italia trovò molte opposizioni da parte degli alleati, in particolare dalla Francia, dall'Inghilterra e dagli Stati Uniti di Wilson, che non riconobbero l'annessione della Dalmazia all'Italia, difendendo il principio di nazionalità.

  3. Quali furono le conseguenze delle dimissioni di Orlando e Sonnino?
  4. Le dimissioni di Orlando e Sonnino, in segno di protesta, non risolsero la situazione e peggiorarono le cose, poiché le colonie tedesche furono spartite tra le altre potenze, escludendo l'Italia.

  5. Cosa caratterizzò il biennio rosso in Italia?
  6. Il biennio rosso, tra il 1919 e il 1920, fu caratterizzato da agitazioni sociali, occupazioni di fabbriche da parte degli operai nel Nord e occupazioni di terre da parte dei contadini nel Centro-Sud, con un forte aumento dell'influenza dei partiti di massa.

  7. Come risolse Giolitti la questione fiumana?
  8. Giolitti risolse la questione fiumana con il trattato di Rapallo, stabilendo che Fiume fosse dichiarata città libera, mentre la Dalmazia andò alla Jugoslavia in cambio del riconoscimento del possesso italiano di Zara e dell'Istria.

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