Concetti Chiave
- Gli antichi egiziani credevano che il cuore fosse la sede delle emozioni, dell'intelligenza e del carattere, rappresentando l'essenza dell'individuo.
- La cerimonia della psicostasia prevedeva la pesatura del cuore del defunto: un cuore leggero permetteva l'accesso all'aldilà, mentre uno pesante portava alla non esistenza.
- Il mostro Ammit, con caratteristiche di coccodrillo, leone e ippopotamo, attendeva coloro il cui cuore era pesante, simboleggiando la condanna finale.
- La cultura egizia mostrava una forma di dualismo cuore/cervello, evidenziata dalla rappresentazione di un serpente sul cappello del faraone, simbolo di divinità e connessione tra le due entità.
- Questa consapevolezza del dualismo suggerisce che gli antichi egizi riconoscessero l'esistenza di due emisferi cerebrali distinti e della loro importanza.
Concezione cardiocentrica degli egiziani
Gli antichi egiziani avevano una concezione cardiocentrica: secondo tale concezione, il cuore sarebbe la sede delle emozioni, dell’intelligenza e del carattere.
Il cuore, pertanto, conterrebbe tutti gli aspetti dell'individuo, sia quelli buoni sia quelli cattivi.
La cerimonia della psicostasia
Secondo l’antica religione egizia, il defunto prima di accedere all’aldilà veniva sottoposto ad una cerimonia, denominata psicostasia o pesatura del cuore.
Il cuore del defunto veniva pesato: se il cuore pesava meno di una piuma, allora l'anima poteva accedere all’aldilà; se pesava più della piuma l'anima era condannata alla non esistenza e il cuore veniva dato in pasto al divoratore (Ammit), un mostro in parte coccodrillo, leone e ippopotamo.
Dualismo cuore/cervello
Possiamo notare che nella cultura degli antichi egizi è presente la prima forma di dualismo cuore/cervello, cioè una separazione tra questi due aspetti. Questo lo si deduce dal fatto che dai reperti si nota che sul cappello del faraone è presente un serpente. Secondo gli antichi egizi, il serpente serviva per tenere uniti i due emisferi e ciò conferiva al faraone caratteristiche divine, che lo distinguevano pertanto dalle altre persone.
Ciò suggerisce che sin dagli antichi egizi vi era la consapevolezza dell'esistenza di due emisferi cerebrali distinti.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione cardiocentrica degli antichi egiziani?
- Cosa avveniva durante la cerimonia della psicostasia?
- In che modo gli antichi egizi rappresentavano il dualismo cuore/cervello?
Gli antichi egiziani credevano che il cuore fosse la sede delle emozioni, dell'intelligenza e del carattere, contenendo tutti gli aspetti dell'individuo, sia positivi che negativi.
Durante la psicostasia, il cuore del defunto veniva pesato; se pesava meno di una piuma, l'anima poteva accedere all'aldilà, altrimenti era condannata alla non esistenza e il cuore veniva dato in pasto al mostro Ammit.
Gli antichi egizi mostrano una forma di dualismo cuore/cervello attraverso la presenza di un serpente sul cappello del faraone, simbolo che univa i due emisferi cerebrali e conferiva al faraone caratteristiche divine.