Indice

  1. Concetto di potere e nascita dello Stato
  2. La sovranità dello Stato
  3. Sovranità assoluta secondo Charles Loyseau
  4. Caratteristiche dello Stato moderno

Concetto di potere e nascita dello Stato

L’antropologia e la sociologia hanno individuato diverse forme di esercizio del potere, inteso come la capacità di impartire ordini e di imporne l’esecuzione. Queste forme di potere esistevano già prima della nascita dello Stato moderno e continuarono a essere presenti anche al suo interno.
Il potere, infatti, non si esercitava soltanto attraverso le istituzioni politiche, ma anche all’interno della famiglia, dei rapporti di parentela, delle relazioni clientelari, delle comunità religiose e dei rapporti di lavoro.
La principale novità che caratterizzò l’Europa tra il XIII e il XIX secolo fu la progressiva affermazione di un potere che si proclamava superiore a tutti gli altri: il potere dello Stato.
Inizialmente, questo potere era rappresentato da una persona, generalmente il monarca, oppure, nelle repubbliche aristocratiche, da un gruppo ristretto di individui appartenenti ai ceti dominanti. Successivamente, lo Stato cominciò a essere considerato un’entità autonoma, distinta dalla persona che esercitava il potere.Questo processo, chiamato spersonalizzazione del potere, subì una forte accelerazione con la Rivoluzione francese.

La sovranità dello Stato

Tra il XV e il XVI secolo, il potere statale iniziò ad affrancarsi da qualsiasi autorità esterna, come quella dell’imperatore o del papa. Allo stesso tempo, cercò di affermarsi all’interno del proprio territorio come autorità suprema nei confronti degli individui, delle comunità e delle diverse organizzazioni sociali.
Da questo processo nacque il concetto di sovranità, che comprende due aspetti fondamentali: l’indipendenza dello Stato dalle autorità esterne e la sua capacità di imporre obbedienza ai sudditi all’interno del proprio territorio.
Secondo Bodin, la sovranità consisteva soprattutto nel potere supremo di fare le leggi e di imporle ai sudditi, sia individualmente sia collettivamente, senza dover ottenere il loro consenso.

Sovranità assoluta secondo Charles Loyseau

All'inizio del Seicento, un altro giurista francese, Charles Loyseau, approfondì il concetto di sovranità nella sua opera Traité des seigneuries, pubblicata nel 1608. Secondo Loyseau, la sovranità era una potestà assoluta, cioè un potere completo e supremo, definito dai giuristi ecclesiastici con l'espressione latina plenitudo potestatis, che significa pienezza del potere.
La sovranità, innanzitutto, non poteva essere subordinata a un'autorità superiore. Se il sovrano avesse avuto qualcuno al di sopra di sé, infatti, non sarebbe stato realmente supremo.
Secondo questa concezione, la sovranità non ammetteva nemmeno eccezioni per determinate persone o territori appartenenti allo Stato. Infine, non poteva essere sottoposta a un'autorità superiore incaricata di controllarne i limiti, perché ciò avrebbe contraddetto il suo carattere supremo.

Caratteristiche dello Stato moderno

Riprendendo queste teorie, i giuristi tedeschi successivi a Hegel elaborarono una definizione dello Stato moderno basata su tre elementi fondamentali, ricostruiti anche dallo storico Wolfgang Reinhard. Il primo elemento è il territorio, cioè uno spazio geografico sul quale lo Stato esercita in modo esclusivo la propria autorità. Il secondo elemento è il popolo, inteso come un insieme stabile di persone unite da un sentimento di appartenenza comune.
Il terzo elemento è il potere sovrano, che presenta due caratteristiche. All'interno del territorio, lo Stato rivendica il monopolio legittimo della forza fisica, cioè il diritto di utilizzare la forza o di autorizzarne l'uso secondo le leggi. Nei rapporti con l'esterno, invece, lo Stato è giuridicamente indipendente dalle altre autorità. Anche il sociologo Max Weber contribuì a comprendere le diverse forme di potere, distinguendo tra potere patriarcale, potere carismatico e potere razionale-legale.

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