Concetti Chiave
- Nel 1600, la vista diventa centrale, evidenziando il concetto di illusione tramite tecniche come l'anamorfosi, che richiede una posizione specifica per riconoscere correttamente un'immagine.
- Il Barocco è caratterizzato da sovrabbondanza e esuberanza, con la metafora che emerge come figura retorica principale, rendendo i termini intercambiabili in modi arbitrari.
- Philippe Daverio identifica la torsione e l'azzardo come elementi distintivi del Barocco, in contrasto con la stabilità del '500, dando origine a una scrittura non lineare e complessa.
- Il concettismo si sviluppa nel '600, enfatizzando l'uso di concetti acuti e complessi, che sfidano le norme e la precettistica precedenti.
- La complessità della realtà è esplorata anche attraverso l'uso di specchi e giochi di luce-ombra, come nel lavoro di Caravaggio, che amplificano l'illusione visiva.
L'illusione e la vista nel 1600
Nel 1600, fra i sensi, assume un'importanza straordinaria la vista, a dimostrazione di ciò si radice l'idea dell'illusione. Si parlare di anamorfosi: per riconoscere un'immagine è necessario porsi in una particolare posizione, perché da altri punti di vista parrebbe deformata, non riconoscibile. L'uomo è disorientato fra la realtà e l'illusione, perché ciò che appare non è, come nel caso della concezione eliocentrica. Un elemento illusorio è anche lo specchio, che era già stato utilizzato da Tasso e che rimanda all'idea della complessità della realtà. Anche i giochi di luce-ombra creati da Caravaggio danno l'idea dell'illusione.
Metafore e sovrabbondanza nel Barocco
Tra i concetti chiave del Baracco vi sono anche la sovrabbondanza, l’esuberanza, ma come si traducono da un punto di vista letterario?
La figura retorica chiave di questo periodo è la metafora, che è una figura di trasformazione, nella quale i 2 termini si sostituiscono e diventano intercambiabili, ma la loro relazione è arbitraria per esempio la verginità non sarebbe associata in alcun modo con la rosa. Nella metonimia invece l'associazione è logica.
Torsione e concettismo nel '600
Philippe Daverio sostiene che il ricciolo, nato prima di tutto come elemento gastronomico, e la torsione siano gli elementi caratteristici del barocco; infatti laddove nel '500 vi era stabilità, nel '600 vi è torsione. Il '600 è un secolo che osa, ardisce e azzarda. In letteratura questo atteggiamento si traduce in una scrittura non lineare, con inversione delle frasi, con la contorsione dei periodi e in arzigogolo. All'horror vacui corrisponde una esuberanza linguistica, nella quale l'uomo si trova perso. Nella letteratura si parla anche di concettismo, perché si esaspera l'uso di concetti. Alla solidità del '500, si contrappone l'acutezza, l'acume è il vertice che crea discrimine fra un vertice e l'altro, è sia un elemento stimolante ma anche pericoloso; nel '600 infatti si va oltre la norma, non si rispettano le regole, il '500 invece è stato un secolo di precettistica.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della vista e dell'illusione nel 1600?
- Come si esprime la sovrabbondanza e l'esuberanza nella letteratura barocca?
- Quali sono le caratteristiche distintive del concettismo e della torsione nel '600?
Nel 1600, la vista assume un'importanza straordinaria, evidenziando l'idea dell'illusione, come dimostrato dall'anamorfosi, dove un'immagine appare deformata da diverse angolazioni. Questo disorientamento tra realtà e illusione è rappresentato anche dall'uso dello specchio e dai giochi di luce-ombra di Caravaggio.
Nel Barocco, la sovrabbondanza e l'esuberanza si manifestano attraverso l'uso della metafora, una figura retorica che trasforma e rende intercambiabili i termini, creando associazioni arbitrarie. Questo contrasta con la metonimia, dove l'associazione è logica.
Il '600 è caratterizzato dalla torsione e dal concettismo, con una scrittura non lineare e contorta, che sfida le norme del '500. Philippe Daverio sottolinea come la torsione e l'uso esasperato di concetti riflettano un'epoca audace e innovativa, ma anche pericolosa, in cui l'esuberanza linguistica porta a una certa confusione.