Concetti Chiave
- Il positivismo giuridico è emerso con la codificazione del diritto, influenzato da scuole di pensiero in Francia e Germania, e da autori inglesi come Bentham e Austin.
- Le concezioni moderne del diritto sostengono che le lacune possono essere colmate, contrariamente alle scuole di pensiero del positivismo giuridico che lo considerano completo.
- Il principio di completezza afferma che tutto ciò che non è vietato è permesso, richiedendo modalità ex novo per risolvere casi non disciplinati.
- La confutazione del principio di completezza si basa sull'incapacità dell'ordinamento di garantire soluzioni legali in presenza di casi non previsti.
- Il positivismo giuridico si fonda su quattro principi: certezza del diritto, separazione dei poteri, completezza dell’ordinamento e bilateralità del diritto.
Nascita del positivismo giuridico
La formulazione dei codici determinò la nascita di specifiche dottrine giuridiche, confluite in seguito nel cosiddetto «positivismo giuridico». In Europa sorsero diverse scuole di pensiero, delle quali le più importanti furono quella nata in Francia, dove si assistette al processo più evidente di unificazione del diritto (la Rivoluzione francese), e quella sviluppatasi in alcuni territori della Germania (eccetto, ad esempio, Prussia e Austria. In Inghilterra, invece, il processo che determinò la nascita del positivismo giuridico fu diverso e si fondò sul pensiero di due autori: Bentham e Austin.
Concezioni moderne del diritto
Secondo le concezioni moderne, il diritto è completabile: qualora persistano lacune esse possono essere colmate tramite l’analogia legis o l’analogia iuris.
Le scuole di pensiero del positivismo giuridico, però, consideravano il diritto completo, cioè privo di lacune, e pertanto non completabile, poiché esso non necessitava che le lacune venissero colmate.
Principio di completezza
Il principio di completezza è sintetizzato dalla frase: tutto ciò che non è vietato è permesso. Tale concezione confluiva nell’idea secondo cui l’ordinamento giuridico dovesse applicare la legge solo nei confronti degli illeciti espliciti. Qualora si presentasse un caso la cui giurisdizione non era disciplinata dall’ordinamento, secondo il positivismo francese era necessario definire modalità ex novo tramite cui risolvere il suddetto caso.
Confutazione del principio di completezza
L’assunzione secondo cui l’ordinamento fosse completo e incomputabile, dunque, fu confutata dalla presenza di casi per i quali l’ordinamento non prevedeva una specifica disciplina. In tale contesto subentrava il cosiddetto «principio della giustizia, secondo cui la certezza del diritto veniva meno in presenza di un caso per cui l’ordinamento giuridico non è in grado di garantire una soluzione legale e presupposta.
Principio di bilateralità del diritto
Il positivismo giuridico francese si fondava inoltre su un ulteriore principio, il cosiddetto principio di bilateralità del diritto, secondo cui l’esercizio imprescrittibile di un diritto è affiancato dall’adempimento di un dovere inderogabile.
In sintesi, il positivismo giuridico si fondava su quattro principi fondamentali:
- certezza del diritto;
- separazione dei poteri
- completezza dell’ordinamento;
- bilateralità del diritto.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini del positivismo giuridico in Europa?
- Come viene interpretato il principio di completezza nel positivismo giuridico?
- Qual è il significato del principio di bilateralità del diritto nel positivismo giuridico?
Il positivismo giuridico nacque con la formulazione dei codici e si sviluppò in diverse scuole di pensiero, tra cui quella francese, influenzata dalla Rivoluzione francese, e quella tedesca, mentre in Inghilterra si fondò sul pensiero di Bentham e Austin.
Il principio di completezza, secondo il positivismo giuridico, afferma che l'ordinamento giuridico è completo e privo di lacune, esprimendo l'idea che "tutto ciò che non è vietato è permesso", limitando l'applicazione della legge solo agli illeciti espliciti.
Il principio di bilateralità del diritto stabilisce che l'esercizio di un diritto è sempre accompagnato dall'adempimento di un dovere, evidenziando l'interconnessione tra diritti e doveri all'interno dell'ordinamento giuridico.