Concetti Chiave
- Ogni ordinamento giuridico è visto come un sistema che necessita di criteri per garantire unità, coerenza e completezza nonostante la varietà delle fonti normative.
- L'unità dell'ordinamento implica che tutte le norme derivano dal potere costituente, rappresentato dalla Costituzione, che è il fondamento dell'ordinamento stesso.
- La coerenza è fondamentale per evitare contraddizioni nelle norme; il sistema prevede criteri per risolvere antinomie, situazioni in cui norme diverse si scontrano.
- La completezza si riferisce all'assenza di lacune nel diritto, con meccanismi che consentono all'interprete di trovare la norma applicabile anche in assenza di disciplina specifica.
- I criteri di ordinamento delle norme derivano dalla Costituzione e dalle preleggi al codice civile del 1942, comprendendo criteri cronologici, gerarchici e di competenza per risolvere conflitti normativi.
Concetto di ordinamento giuridico
Ogni ordinamento è (o meglio: tende a essere considerato dall’interprete) un sistema. La pluralità delle fonti del diritto, e quindi delle norme giuridiche che mediante le fonti sono prodotte, richiede che siano predeterminati i criteri attraverso i quali l’ordinamento possa mantenere le caratteristiche di unità, coerenza e completezza.
Unità e coerenza dell'ordinamento
Unità significa che tutte le norme possono farsi risalire, in ultimo, al potere costituente, cioè al momento fondante dell’ordinamento e all’atto che con esso viene posto, la Costituzione.
Coerenza significa che l’ordinamento, in quanto sistema, non tollera contraddizioni fra le parti (gli atti e le norme) che lo compongono. La continua produzione di nuovo diritto rende inevitabile il formarsi di antinomie: intendendosi con tale concetto i contrasti fra norme, ossia casi in cui due norme qualifichino un medesimo comportamento in modo tale che l’osservanza dell’una comporta necessariamente l’inosservanza dell’altra. Ciascun ordinamento prevede appositi criteri di risoluzione delle antinomie, così da consentire all’interprete di individuare la norma, l’unica norma, che deve essere applicata in concreto.
Completezza e risoluzione delle antinomie
Completezza significa assenza di lacune o vuoti normativi, ossia casi non previsti dal diritto positivo. L’ordinamento predispone determinati rimedi che permettono all’interprete, anche quando sembri mancare qualsiasi disciplina giuridica, di rinvenire la norma applicabile al caso concreto.
Criteri di ordinamento delle norme
Nel nostro ordinamento i criteri per ordinare le norme giuridiche prodotte dalle fonti del diritto si traggono dalla Costituzione e dalle disposizioni contenute nelle preleggi al codice civile del 1942. Attraverso tali criteri si risolvono i contrasti fra norme. La risoluzione delle antinomie normative è un’operazione essenzialmente pratica, essendo svolta non tanto in sede di produzione del diritto quanto in sede di applicazione del diritto, da parte dell’interprete e, in ispecie, del giudice. I criteri sono tre: criterio cronologico; criterio gerarchico e criterio della competenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato di unità e coerenza nell'ordinamento giuridico?
- Cosa si intende per completezza nell'ordinamento giuridico?
- Quali sono i criteri utilizzati per ordinare le norme giuridiche?
L'unità implica che tutte le norme derivano dal potere costituente, mentre la coerenza significa che non devono esserci contraddizioni tra le norme. L'ordinamento deve risolvere le antinomie per mantenere la sua integrità (come descritto nel testo).
La completezza si riferisce all'assenza di lacune normative, garantendo che non ci siano casi non previsti dal diritto positivo. L'ordinamento offre rimedi per trovare la norma applicabile anche in assenza di una disciplina specifica (secondo il testo).
I criteri per ordinare le norme derivano dalla Costituzione e dalle preleggi al codice civile del 1942, e includono il criterio cronologico, il criterio gerarchico e il criterio della competenza, utilizzati per risolvere i contrasti normativi (come indicato nel testo).