Concetti Chiave
- Giuseppe Ungaretti è il fondatore dell’Ermetismo, con poesie brevi che esprimono meditazioni ed emozioni personali, richiedendo al lettore una riflessione profonda.
- Le sue opere nascono da esperienze di vita e guerra, trasmettendo verità autentiche che derivano dalle sue personali sofferenze e riflessioni sulla precarietà dell'esistenza.
- Ungaretti si oppone alla guerra, definendosi un uomo di pace, e attraverso la sua poesia esprime la resistenza interiore e la realtà tragica della vita in guerra.
- Nelle sue poesie, come “Veglia” e “Fratelli”, affronta temi di morte, bellezza della vita e fratellanza, rivelando emozioni di dolore e il desiderio di felicità.
- Preferisce scrivere piuttosto che parlare, poiché la scrittura gli consente di esprimere meglio i suoi pensieri e sentimenti, liberandosi di ciò che considera importante.
“Non conosco sognare poetico che non sia fondato sulla mia esperienza diretta. I discorsi mi hanno sempre disturbato.” (Giuseppe Ungaretti)
L'Ermetismo di Ungaretti
Giuseppe Ungaretti è un poeta fondatore dell’Ermetismo, infatti le sue poesie sono corte ma ricche di significato; non descrive i fatti, ma le sue meditazioni, le emozioni che ha provato e che hanno lasciato una traccia nel suo cuore. Spesso il significato dei suoi versi sui quali deve riflettere il lettore è nascosto ed è compito di quest’ultimo capirlo, comprenderlo e rifletterci sopra.
Esperienze di vita e guerra
Le sue poesie si fondavano sempre su frammenti della vita vissuta, che è quindi diventata lo “spunto” per scriverle perché, secondo me, Ungaretti voleva trasmettere qualcosa che sapeva essere una cosa vera, perché ci era passato e l’aveva affrontata di persona.
L’autore, inoltre, ha deciso di scrivere poesie con significati profondi, che spiegano un po’ la realtà di quel tempo perché lui stesso aveva imparato nuove cose e aveva avuto esperienze molto importanti e significative.
Le sue poesie si fondavano sempre su frammenti della vita vissuta, che è quindi diventata lo “spunto” per scriverle perché, secondo me, Ungaretti voleva trasmettere qualcosa che sapeva essere una cosa vera, perché ci era passato e l’aveva affrontata di persona.. Poco dopo la sua partenza, dopo aver capito cos’è la vita in guerra e riflettendo sulla sua esistenza si accorse che la guerra portava solo alla precarietà della vita e si rese conto che la morte era sempre in agguato.
Riflessioni sulla guerra
Lui stesso su un “foglietto” che scrisse durante la guerra dice: “Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono, anzi, un uomo della pace. Non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra s’imponesse per eliminare finalmente la guerra. Erano bubbole, ma a volte gli uomini s’illudono e si mettono in fila alle bubbole”. Questo pensiero mi ha fatto riflettere, solo vivendo qualcosa ti rendi conto di quello che è realmente, se non lo vivi non puoi renderti conto della verità. Questa sua riflessione l’ha espressa nella poesia “ Sono una creatura”. In questi versi inoltre l’autore fa capire che oppone un’interiore resistenza al pianto e che non si lascia andare.
Poesie di guerra e vita
Tra le sue poesie si ricordano “Veglia”, “Fratelli”, “Sono una creatura” e “San Martino del Carso”. Tutte poesie scritte in guerra, nelle trincee, sul fango e con la paura della morte addosso. Incomincia quindi ad amare la sua vita, a pensare alla bellezza di una cosa che sembra una piccola parola, ma che in realtà contiene tanto. Nella poesia “Veglia” vuole fare riflettere sulla morte di un compagno che è stato massacrato e che in quel momento giace accanto a lui, ma secondo me vuole anche spiegare a se stesso e capire veramente dove si trova e cosa sta vivendo. Questa vista gli fa ricordare che cos’è la vita e qual è la sua importanza e scrive che non è mai stato tanto attaccato alla vita stessa. Quest’ultima strofa della poesia mi è sembrata piena di emozione: di dolore, di preoccupazione, ma nello stesso tempo di cercata felicità al pensiero della vita.
Fratellanza e condizione umana
Ungaretti non segue le regole della composizione di una poesia, infatti “non gli interessa”, ma vuole solamente esprimere il significato di quello che prova.
Inoltre un’altra cosa che vuole comunicare è la coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione. Questi suoi pensieri sono espressi soprattutto nella poesia “Fratelli”. Vuole fare capire che non c’è odio per il nemico, né per nessuno, ma c’è la sensazione della fine della vita da un momento all’altro che suscita un profondo sentimento di fratellanza. Inoltre pronunciare la parola “fratelli” simboleggia un gesto di ribellione contro l’orrore della guerra.
Per finire, nella poesia “San Martino del Carso” esprime la triste ma reale verità dei molti morti provocati da questa guerra, vuole far capire che rimarranno sempre nel suo cuore e per ognuno di loro avrà sempre un piccolo pensiero. Infatti la morte non può cancellare dagli animi dei poeti i ricordi che rimangono vivi.
Memorie e scritti di Ungaretti
Ungaretti trascriveva tutto quello che gli passava per la testa sottoforma di poesie e riflessioni, utilizzava qualsiasi pezzo di carta che gli capitasse nelle mani e li conservava tutti mettendoli in qualunque posto poteva, dato le circostanze. Scrive: “…portandoli a vivere con me nel fango della trincea”. Tuttavia nel momento in cui scriveva non pensava a futuri lettori perché non scriveva per ricevere applausi, ma per se stesso. In seguito, nel 1916, tutti i suoi scritti furono stampati e fu creato “Il Porto Sepolto”, il libro contenente tutte le riflessioni riguardo la guerra vissuta dall’autore.
Preferenza per la scrittura
Per concludere, Ungaretti dice che i discorsi lo hanno sempre disturbato perché preferisce scrivere piuttosto che parlare, per lui si esprimono meglio i proprio pensieri attraverso lo scritto. Questo mi accomuna con l’autore perché anch’io riesco a esprimermi meglio e con meno timore scrivendo, quando scrivo mi libero di tutto quello che secondo me è importante, mentre a parole mi riuscirebbe più difficile raccontare dei miei stati d’animo.
Domande da interrogazione
- Qual è il fondamento dell'Ermetismo di Ungaretti?
- Come influisce la guerra sulla poesia di Ungaretti?
- Qual è il messaggio principale della poesia "Fratelli"?
- In che modo Ungaretti si relaziona alla scrittura rispetto al parlare?
- Qual è il significato della poesia "San Martino del Carso"?
L'Ermetismo di Ungaretti si basa sulla sua esperienza diretta, con poesie brevi ma cariche di significato, che riflettono le sue meditazioni e emozioni personali (citato nel testo).
La guerra diventa lo spunto per le sue poesie, poiché Ungaretti trasmette esperienze autentiche e profonde, evidenziando la precarietà della vita e la costante presenza della morte (citato nel testo).
Nella poesia "Fratelli", Ungaretti esprime la coscienza della condizione umana e la fratellanza tra gli uomini nella sofferenza, sottolineando l'assenza di odio verso il nemico e la precarietà della vita (citato nel testo).
Ungaretti preferisce scrivere piuttosto che parlare, poiché ritiene che attraverso la scrittura riesca a esprimere meglio i propri pensieri e sentimenti, un aspetto che condivide con il narratore del testo (citato nel testo).
Nella poesia "San Martino del Carso", Ungaretti esprime il dolore per le perdite causate dalla guerra, sottolineando che i ricordi dei morti rimarranno sempre vivi nel suo cuore (citato nel testo).