Concetti Chiave

  • La scoperta di pianeti extrasolari avviene attraverso l'analisi di emissioni infrarosse e effetti indiretti sulla stella madre, poiché i pianeti non emettono luce propria.
  • Conferme della presenza di un pianeta includono l'occultazione periodica della stella e l'oscillazione gravitazionale, che permettono di calcolare massa e dimensioni del pianeta.
  • I pianeti di grande massa possono essere rilevati grazie a segnali oscillanti, mentre i pianeti più piccoli richiedono tecniche come la microlente gravitazionale per la loro scoperta.
  • Il transito di un pianeta davanti a una stella comporta una diminuzione della luminosità, consentendo di calcolare il diametro e la densità del pianeta attraverso perturbazioni misurate.
  • Le tecniche di scoperta dei pianeti extrasolari si basano su principi di relatività generale e dinamica, rendendo possibile l'osservazione anche con strumenti non sofisticati.

Metodi di scoperta dei pianeti

La scoperta di un pianeta al di fuori del Sistema solare non può essere fatta osservando la luce visibile, ma soltanto misurando una debole emissione infrarossa o, soprattutto, valutando gli effetti indiretti che il pianeta provoca sull'astro attorno al quale ruota. I pianeti, a differenza delle stelle, non brillano di luce propria e possono essere visti soltanto perché riflettono la luce di stelle vicine. 05.05.11.jpgLa scoperta di un pianeta al di fuori del Sistema solare non può essere fatta osservando la luce visibile, ma soltanto misurando una debole emissione infrarossa o, soprattutto, valutando gli effetti indiretti che il pianeta provoca sull'astro attorno al quale ruota. I pianeti, a differenza delle stelle, non brillano di luce propria e possono essere visti soltanto perché riflettono la luce di stelle vicine.

Conferme dell'esistenza planetaria

Tuttavia, mentre nel Sistema Solare la luce riflessa può essere vista, a grande distanza dalla Terra, la luce riflessa è troppo debole rispetto a quella delle stelle circostanti. Una conferma dell'esistenza di un pianeta è l'occultazione periodica della stella attorno alla quale il pianeta orbita, dovuta al fatto che esso si interpone regolarmente sulla visuale dell'astro. Un'altra conferma è l'oscillazione periodica della stella causata dalla forza gravitazionale del pianeta, valutabile attraverso lo spostamento dell'astro lungo la visuale terrestre. Calcolando l'entità di questa perturbazione sul moto orbitale e sulla velocità della stella, utilizzando le leggi della dinamica si può risalire alla massa e alle dimensioni del pianeta, e al raggio e al periodo dell'orbita.

Tecniche per pianeti di grande massa

Questa tecnica può comunque essere utilizzata solo per scoprire pianeti di grande massa, in grado di causare segnali oscillanti che possano essere rivelati dagli strumenti (nel caso di Giove, il pianeta più grande del Sistema solare, la variazione di velocità indotta sul Sole è, per un osservatore esterno, di 12 m/s, mentre per Saturno l'effetto è di soli 2,7 m/s). Per i pianeti più piccoli si è rivelata interessante la tecnica chiamata di 'microlente gravitazionale', che utilizza un effetto previsto dalla relatività generale e verificato sperimentalmente: la luce di una stella viene deviata dalla massa di un pianeta (o di un'altra stella) che si trovi in prossimità della linea di vista di un osservatore, producendo un'immagine deformata della stessa sorgente. Il pianeta agisce quindi come una piccola lente, facendo brillare improvvisamente la stella che in quel momento è allineata con l'osservatore. Se invece di una singola stella si è in presenza di un sistema binario, quello che si osserva è uno scintillìo simile al riflesso del tramonto sull'acqua.

Transito e misurazione diretta

L'individuazione diretta di un pianeta attraverso il suo transito davanti al disco di una stella è un altro banco di prova per i metodi di scoperta indiretti. Durante l'eclissi il pianeta provoca una diminuzione della luminosità della stella: per i pianeti come Giove questo effetto può essere apprezzato anche con strumenti astronomici non sofisticati. L'osservazione dell'ombra del pianeta durante il suo passaggio davanti alla stella permette di calcolarne il diametro, quindi le dimensioni. Dalla misura della massa (ricavata dall'entità delle perturbazioni indotte sulla stella) si può pertanto risalire alla densità del pianeta.
Per l'elenco aggiornato di tutti i pianeti extrasolari scoperti, clicca qui. Claudio Censori (www.cosmored.it) Invito al Firmamento: immagini dall'Universo

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i metodi principali per scoprire pianeti al di fuori del Sistema solare?
  2. I pianeti extrasolari non possono essere osservati direttamente attraverso la luce visibile, ma si scoprono misurando emissioni infrarosse o valutando gli effetti indiretti che esercitano sulle stelle attorno a cui orbitano.

  3. Come si conferma l'esistenza di un pianeta extrasolare?
  4. L'esistenza di un pianeta può essere confermata attraverso l'occultazione periodica della stella o l'oscillazione della stella causata dalla gravità del pianeta, permettendo di calcolare massa e dimensioni del pianeta.

  5. Quali tecniche sono utilizzate per scoprire pianeti di grande massa?
  6. Per pianeti di grande massa, si utilizzano tecniche che rilevano segnali oscillanti, come nel caso di Giove, dove la variazione di velocità sul Sole è di 12 m/s, rendendo possibile la loro identificazione.

  7. In che modo la microlente gravitazionale aiuta nella scoperta di pianeti più piccoli?
  8. La microlente gravitazionale sfrutta l'effetto della relatività generale, dove la massa di un pianeta devia la luce di una stella, creando un'immagine deformata e permettendo di osservare il pianeta attraverso l'aumento di luminosità della stella.

  9. Come avviene l'individuazione diretta di un pianeta durante il suo transito?
  10. Durante il transito, il pianeta provoca una diminuzione della luminosità della stella, permettendo di calcolare il suo diametro e, attraverso le perturbazioni indotte, di risalire alla sua massa e densità.

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