Concetti Chiave
- I padri pellegrini, coloni puritani, sbarcarono nel 1620 in Massachusetts, fondando il primo insediamento stabile inglese in America e redigendo il Mayflower Compact, un documento fondamentale per la nascita della democrazia americana.
- La migrazione verso l'America assunse un carattere inedito nel 1620, quando gruppi religiosi perseguitati, in particolare puritani, cercarono rifugio per praticare liberamente la propria fede.
- La popolazione bianca dell'America settentrionale era un mix di diverse etnie, tra cui britannici, tedeschi e francesi, che coesistevano basandosi sui principi di uguaglianza e tolleranza.
- Oltre ai coloni bianchi, più di un milione di africani arrivò in America come schiavi, mentre tra i nativi americani vivevano tra i 6 e gli 8 milioni che subirono gravi conseguenze a causa del contatto con gli europei.
- Il commercio degli schiavi e l'arrivo dei coloni rappresentarono un cambiamento drammatico per le popolazioni native, segnando l'inizio di un'era di crisi e devastazione per le loro culture.
L'arrivo dei padri pellegrini
Secondo la storia ufficiale degli Stati Uniti, il primo atto che portò alla nascita della nazione americana fu l'arrivo in America dei pilgrim fathers. I "padri pellegrini", un gruppo di coloni puritani, partirono il 16 settembre del 1620 da Plymouth, in Inghilterra, a bordo della nave Mayflower e sbarcarono il 21 novembre sulle coste del Massachusetts, dove fondarono il primo insediamento stabile di coloni inglesi. Durante il viaggio i padri coloni stilarono un documento, il Mayflower Compact, che possiamo considerare il primo passo costituzionale scritto della storia moderna, nel quale venivano esposti i principi ispiratori che avrebbero retto il governo della nuova colonia e che furono poi recepiti nella Costituzione americana.
Migrazione e diversità religiosa
I padri pellegrini non furono i primi coloni europei dell'America settentrionale: prima di loro, nel Nuovo mondo erano sbarcati inglesi, francesi e olandesi, al servizio di compagnie commerciali interessate a importare in madrepatria pelli, legname e, soprattutto, prodotti agricoli come il tabacco. Ma a partire dal 1620, in concomitanza con gli sviluppi della rivoluzione politica in Inghilterra, che ebbe origine in seguito al tentativo di Giacomo I e di Carlo I Stuart di istituire una monarchia assoluta e di imporre a tutti i sudditi una sola confessione religiosa, e dei conflitti religiosi che l'accompagnarono, la migrazione assunse un carattere inedito: gruppi religiosi, in particolare puritani che erano perseguitati in madrepatria, emigrarono in America con la speranza di costruire una società nuova, dove fosse possibile praticare la propria religione in piena libertà.
La società multiculturale americana
L'emigrazione verso l'America settentrionale coinvolse non solo i britannici, ma anche altri abitanti dell'Europa settentrionale, come tedeschi, svedesi, polacchi e francesi. Sin dalle origini la popolazione bianca dell'America settentrionale assunse una sua caratteristica fondamentale: la nuova società sarebbe stata un crogiuolo di gruppi etnici e religiosi diversi che, pur conservando le loro tradizioni, avrebbero basato la loro convivenza sui valori dell'uguaglianza e della tolleranza. Dal punto di vista sociale, molti coloni appartenevano al ceto medio o alle classi sociali più umili, ma non mancavano inglesi ricchi o nobili, che si trasferivano in America per poter sfruttare grandi proprietà terriere che il re concedeva loro.
La schiavitù e i nativi americani
In contemporanea con la migrazione dei bianchi dall'Europa, nelle colonie inglesi del Nord America giunse, dall'Africa, più di 1 milione di neri. A differenza dei bianchi, attraversarono l'oceano contro ogni loro volontà, costretti in catene e ridotti in schiavitù. Il loro commercio era funzionale agli interessi dei coloni e la gran parte di coloro che sopravvissero al viaggio sulle navi negriere fu impiegata nelle piantagioni degli stati coloniali del Sud. Accanto ai coloni bianchi e agli schiavi neri, vivevano nell'America settentrionale tra i 6 e gli 8 milioni di nativi, che i primi europei chiamarono "indiani" o "pellerossa". Fino al Settecento erano vissuti "fuori dalla storia", ma il contatto con la "civiltà" europea rappresentò per loro l'inizio della più grande catastrofe.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del Mayflower Compact nella storia americana?
- Quali fattori hanno spinto i padri pellegrini a migrare in America?
- Come si è formata la società multiculturale dell'America settentrionale?
- Qual è stata la condizione degli schiavi neri e dei nativi americani durante la colonizzazione?
Il Mayflower Compact, redatto dai padri pellegrini durante il viaggio verso l'America, è considerato il primo passo costituzionale scritto della storia moderna, stabilendo i principi di governo per la nuova colonia, che influenzeranno la Costituzione americana.
I padri pellegrini emigrarono in America a causa della persecuzione religiosa in Inghilterra, desiderando costruire una società dove potessero praticare liberamente la loro fede, in un contesto di conflitti religiosi e politici.
La società americana si è sviluppata come un crogiuolo di gruppi etnici e religiosi diversi, inclusi britannici, tedeschi, svedesi e polacchi, che, pur mantenendo le proprie tradizioni, hanno basato la loro convivenza su valori di uguaglianza e tolleranza.
Mentre oltre un milione di neri arrivarono in America come schiavi, costretti in catene, i nativi americani, che vivevano già nel continente, subirono una catastrofe a causa del contatto con gli europei, segnando l'inizio di un periodo di grande sofferenza per le loro popolazioni.