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Concetti Chiave

  • Le prime conquiste di Roma comportarono l'incorporazione dei cittadini delle terre conquistate nel corpo civico romano, come evidenziato dalla presa di Veio nel 396 a.C.
  • Le colonie romane erano insediamenti di cittadini a pieno diritto in aree strategiche, abitate da pochi coloni con piccole porzioni di terra, impegnati nella fatatio militiae.
  • I municipia erano abitati trasformati in cittadini romani, simili alle colonie, ma con informazioni limitate riguardo alla loro organizzazione e funzionamento.
  • La civitas sine suffragio rappresentava una cittadinanza senza diritto di voto, concessa a comunità ribelli per controllare l'allargamento del corpo civico romano.
  • Roma utilizzava la civitas sine suffragio come strumento punitivo, limitando l'accesso alla cittadinanza piena per mantenere il potere in una ristretta oligarchia.

Quali sono le prime conquiste di Roma?

Le prime conquiste di Roma provocarono l’incorporazione sia territoriale che nel corpo civico romano di tutti i cittadini che abitavano sulle terre trasformate in ager publicus (quasi tutto il Lazio, prima delle guerre puniche, era territorio romano); esemplare di questo modo di procedere fu ciò che Roma fece dopo la presa di Veio (396 a.C.): i Veienti divennero cittadini romani e furono incorporati in quattro tribù rustiche create ex novo. Un modo poco utilizzato attraverso cui Roma organizzò le terre conquistate fu la distribuzione di ager publicus viritim (a testa): Roma non amava assegnare individualmente terreno pubblico conquistato al nemico e reso romano.

Colonie e municipia romani

Una colonia a diritto romano era un insediamento di cittadini a pieno diritto, in aree anche lontane da Roma, posto in posizioni perlopiù strategiche. Mentre le poleis greche avevano una totale indipendenza dalla madrepatria, con cui restavano legate solo dal punto di vista culturale (nel senso che si facevano comunque portatori della civiltà greca), le colonie romane erano popolate da cittadini romani a tutti gli effetti ; le colonie, fondate in aree strategicamente importanti (spesso di difesa ), erano abitate da pochi cittadini. Le più antiche avevano 300 abitanti e i coloni possedevano pochi iugeri di terra (da 3 a 10); questi, oltre ad essere piccoli proprietari terrieri che dovevano mantenersi grazie al ricavato dell’orto che ricevano, svolgevano la fatatio militiae: pur non avendo l’obbligo di servire nell'esercito essi erano soldati a tutti gli effetti e tutto il giorno, in quanto la colonia romana era posta in aree strategiche.

I municipia romana (da munus capio, cioè “mi assumo un potere”), di cui non ci sono pervenute molte notizie, erano presumibilmente molto simili alle colonie: gli abitati del luogo erano trasformati in cittadini romani e rappresentavano particelle di Roma diffuse altrove.

Civitas sine suffragio

Oltre a fondare colonie e municipi, Roma conferì la civitas sine suffragio (senza diritto di voto), come nel caso di Cere e di alcune comunità campane , quale esito di un provvedimento punitivo: esse si erano ribellate a Roma dopo la deditio. Sebbene si fossero già arrese, Capua e Cuma si erano ribellate verso la fine della Guerra Latina: Roma decise allora d’incorporarle con un tipo di cittadinanza che non avesse concesso capacità elettorale a tutti i loro cittadini. Tanti più furono i territori conquistati, quante più le cittadinanze sine suffragio riconosciute: cominciarono a delinearsi una serie comunità senza diritto di voto intorno all'area in cui i cittadini avevano la cittadinanza di pieno diritto (Lazio e successivamente Umbria, Campania, etc.); Roma intendeva dargli cittadinanza ma con parsimonia, in modo da non allargare eccessivamente il corpo civico: essa disponeva infatti di una ristretta oligarchia (due consoli, due questori) ed un allargamento eccessivo del corpo cittadino avrebbe significato elargire potere di là della stretta oligarchia costituitasi all'epoca del conflitto patrizio-plebeo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze delle prime conquiste di Roma per i cittadini delle terre conquistate?
  2. Le prime conquiste di Roma portarono all'incorporazione dei cittadini delle terre conquistate nel corpo civico romano, come avvenne con i Veienti dopo la presa di Veio nel 396 a.C., che divennero cittadini romani e furono inseriti in nuove tribù rustiche.

  3. In che modo le colonie romane differivano dalle poleis greche?
  4. A differenza delle poleis greche, che godevano di totale indipendenza, le colonie romane erano insediamenti di cittadini romani a pieno diritto, posti in aree strategiche e abitate da pochi coloni, i quali, pur non avendo obbligo di servire nell'esercito, erano considerati soldati.

  5. Cosa caratterizzava i municipia romani e come si differenziavano dalle colonie?
  6. I municipia romani erano simili alle colonie, in quanto gli abitanti venivano trasformati in cittadini romani, ma rappresentavano particelle di Roma diffuse in altre aree, senza molte informazioni dettagliate a riguardo.

  7. Qual era il significato della civitas sine suffragio e come veniva concessa?
  8. La civitas sine suffragio, conferita a comunità come Cere e alcune città campane, era una forma di cittadinanza senza diritto di voto, utilizzata da Roma come provvedimento punitivo per le città che si erano ribellate, limitando così l'allargamento del corpo civico.

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