Concetti Chiave
- Le colonie americane godevano di una notevole autonomia sotto la politica del Primo Ministro Robert Walpole, con scarso controllo da parte dell'Inghilterra fino alla Guerra dei Sette anni.
- Dopo la Guerra dei Sette anni, il nuovo sovrano inglese iniziò a inasprire le tasse sulle colonie per recuperare le spese di guerra, modificando il loro rapporto di autonomia.
- I coloni desideravano una rappresentanza nel Parlamento inglese e maggiore libertà di commercio, chiedendo di abolire i divieti di commercio tra le colonie.
- Il contrabbando tra le colonie era percepito come una pratica normale, poiché si erano abituate a gestire i propri affari senza il controllo diretto della madrepatria.
- La spinta dei coloni verso Ovest era ostacolata dalla madrepatria per evitare conflitti con le popolazioni native e per mantenere un esercito a difesa dei confini.
Quali sono le relazioni tra colonie e Inghilterra?
Queste colonie avevano convissuto serenamente con l’Inghilterra dalla loro fondazione nel corso del ‘600 fino a oltre metà del ‘700. A un certo punto insorgono dei problemi, in parte per la politica inglese. I primi sovrani Hannover, Giorgio I e II, si disinteressano sostanzialmente della politica interna inglese, lasciando il governo dell’Inghilterra nelle mani del Primo Ministro: dagli anni ’20 agli anni ’40 il Primo Ministro inglese è Robert Walpole, del partito whig, la cui politica lascia molta autonomia alle colonie, su cui si esercita uno scarsissimo controllo.
Autonomia e contrabbando delle colonie
L’autonomia di cui godono le colonie risponde anche agli interessi economico-commerciali di una parte del popolo inglese che sosteneva il partito whig. In questo modo, le colonie si abituano non solo a forme di autogoverno sempre più accentuate, che usano le proprie strutture amministrative e politiche per affrontare e gestire i problemi della società, ma anche ad esercitare ampiamente il contrabbando fra di loro neanche più percependolo come tale: in base ai rapporti formali esistenti fra colonie e madrepatria, ogni commercio tra due colonie avrebbe invece dovuto prevedere una triangolazione con la madrepatria. D’altra parte, le colonie americane non erano rappresentate nel Parlamento inglese; ma i nodi vengono al pettine dopo la Guerra dei Sette anni.
Cambiamenti dopo la Guerra dei Sette anni
Intanto, cambia il sovrano inglese, che vive a Londra, si interessa del governo dell’Inghilterra e appartiene ai tories. Il sovrano comincia ad interessarsi sempre più della questione coloniale, l’interessamento matura soprattutto durante la Guerra dei Sette anni, che si era combattuta soprattutto sulla terra ferma e sui mari del Nord America contro i Francesi, che avevano colonizzato i territori alle spalle delle colonie inglesi. Il risultato di questa guerra aveva comportato un allungamento territoriale in campo coloniale. Nel 1763 il governo intende inasprire il peso fiscale sulle colonie, che fino ad allora praticamente non pagavano tasse verso la madrepatria, per recuperare le spese della guerra e perché propone uno scambio: con la Guerra dei Sette anni, una parte dell’esercito inglese era andato a combattere sul terreno coloniale contro i Francesi ed erano stati lasciati degli uomini a presidio dei confini, perciò se lo Stato spendeva per difendere quei territori, allora essi dovevano contribuire alle spese per la difesa.
Richieste delle colonie e commercio
I coloni non hanno problemi a pagare le tasse impostagli, che non sono particolarmente coercitive; in un primo momento, l’opposizione delle colonie non è una richiesta di indipendenza, ma di risoluzione di alcuni problemi, anzitutto politici: le colonie sono disposte a contribuire alle finanze pubbliche rispettando le leggi fiscali imposte dal Parlamento inglese purché esso accolga dei rappresentanti delle colonie. Inoltre, essi vorrebbero maggiore libertà di commercio, perciò richiedono che l’Inghilterra non imponga il divieto di commercio tra le colonie e consenta anche ai mercanti americani di esportare i loro prodotti; infatti, le piantagioni delle colonie del Sud producono tabacco e riso in quantità esorbitante rispetto alle necessità delle colonie americane e il loro mercato di elezione è l’Inghilterra. I coloni avevano anche la tendenza a spostarsi verso Ovest occupando nuovi territori: questa propensione viene ostacolata in maniera decisa durante la Guerra dei Sette anni dalla madrepatria per due motivi, anzitutto perché lì il territorio era stato francese, poi era passato alla Spagna e l’Inghilterra non voleva che si aprisse un nuovo conflitto internazionale, poi perché spostandosi progressivamente verso Ovest i coloni incontravano i nativi pellerossa e li si apriva il problema di tenere l’esercito impegnato sulla frontiera occidentale delle colonie per difendere i coloni che erano andati ad occupare le terre dei Sioux o di altri popolazioni native.
Domande da interrogazione
- Quali erano le relazioni tra le colonie americane e l'Inghilterra prima della Guerra dei Sette anni?
- Come influenzava l'autonomia delle colonie il loro comportamento commerciale?
- Quali cambiamenti si verificarono dopo la Guerra dei Sette anni riguardo alla politica coloniale inglese?
- Quali erano le richieste principali delle colonie nei confronti del Parlamento inglese?
- Come influenzava la politica inglese l'espansione verso Ovest delle colonie?
Le colonie americane convivevano serenamente con l'Inghilterra dalla loro fondazione fino a oltre metà del '700, godendo di una notevole autonomia grazie alla disinteressata politica dei sovrani Hannover e al governo del Primo Ministro Robert Walpole, che esercitava scarso controllo sulle colonie.
L'autonomia delle colonie, sostenuta dagli interessi economici del partito whig, portò a forme di autogoverno e a un ampio esercizio del contrabbando, poiché le colonie non percepivano più come tale il commercio diretto tra di loro, contravvenendo alle normative che prevedevano la triangolazione con la madrepatria.
Dopo la Guerra dei Sette anni, il nuovo sovrano inglese, appartenente ai tories, iniziò a interessarsi attivamente della questione coloniale, portando a un inasprimento fiscale sulle colonie per recuperare le spese della guerra e giustificando la richiesta di contributo per la difesa dei territori conquistati.
Le colonie chiedevano di essere rappresentate nel Parlamento inglese e maggiore libertà di commercio, desiderando che non venisse imposto il divieto di commercio tra di loro e che i mercanti americani potessero esportare liberamente i loro prodotti, come tabacco e riso.
La madrepatria ostacolava l'espansione verso Ovest delle colonie per evitare conflitti internazionali e per proteggere i coloni dai nativi pellerossa, richiedendo un impegno militare per difendere le terre occupate dai coloni, complicando ulteriormente la situazione.