Concetti Chiave
- Le lave scoriacee, pillow lavas e aloclastiti presentano caratteristiche distintive, come la consistenza della crosta di pane e la formazione sottomarina.
- I materiali piroclastici e ignimbritici si differenziano per lo stato di solidificazione: i primi sono già solidi, mentre i secondi sono incandescenti e fluidi al momento dell'impatto con il suolo.
- La frana di Sarno del 1998 è stata causata da forti piogge che hanno generato una colata di fango, simile a un lahar vulcanico, a causa della cenere vulcanica presente nel terreno.
- Il vulcanismo idromagmatico si verifica in presenza di magma viscoso e acqua, portando a eruzioni esplosive e alla formazione di nubi ardenti cariche di vapore e materiali vulcanici.
- Le ingimbriti e i platò ignimbriti sono accumuli di materiali incendiati che si raffreddano in aria, evidenziando il dinamismo delle eruzioni vulcaniche.
Quali sono i tipi di lave e le loro caratteristiche?
Le lave scoriacee sono quelle tipo bomba a crosta di pane; le pillow lavas sono le lave sottomarine, i cuscini di lava fluida che escono dalle dorsali medio oceaniche; gli aloclastiti sono frammentini di lava fluida che si raffreddano rapidamente per via dell’acqua di mare; ingimbriti e relativi platò ignimbriti quegli accumuli di materiali lanciati in aria dal vulcano ancora incandescenti che roteano in arie e cominciano a raffreddarsi, ma non arrivano al suolo già proprio solidi e freddi e quindi solidificano assieme.
Differenze tra materiali piroclastici e ignimbritici
Non bisogna confondere il materiale piroclastico e il materiale ignimbritico, perché il materiale piroclastico è materiale già solido tipo tappo che chiudeva il camino vulcanico che viene frantumato dall’esplosione e quei brandelli già solidi vengono lanciati in aria e arrivano al suolo; il materiale ignimbritico che viene lanciato in aria come brandelli ancora molto incandescenti e fluidi e arrivano a terra ancora caldi e fluidi e si cementano assieme.
Frana di Sarno e lahar vulcanico
Nel 98 c’è stata una frana pazzesca a Sarno che è stata una colata di fango provocata dalle piogge intense in tempi brevi che hanno mobilizzato materiale creando una colata di fango. Questa colata di fango può essere interpretata come un lahar vulcanico perché il materiale che è stato impastato d’acqua e che ha fatto questa colata di fango era cenere vulcanica che si era depositata in corrispondenza all’eruzione di Plinio nel 79 d.C.
Vulcanismo idromagmatico e nubi ardenti
il vulcanismo idromagmatico è invece quello legato alle nubi ardenti, cioè a vulcani molto acidi con magma molto sialico e quindi viscoso, con parossismo esplosivo perché le eruzioni sono sempre violente e esplosive e quando c’è in vicinanza del magma in risalita una falda acquifera oppure quando il cratere vulcanico contiene acque lacustri, l’arrivo di questa lava fa vaporizzare l’acqua della falda o l’acqua del laghetto craterico e quindi si forma quell’enorme quantità di vapore o quella nube che si alza altissima nell’atmosfera piena di vapori, ma anche di ceneri e lapilli.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche delle diverse tipologie di lava?
- Qual è la differenza tra materiali piroclastici e ignimbritici?
- Cosa ha causato la frana di Sarno nel 1998 e come si collega ai lahar vulcanici?
Le lave scoriacee hanno una consistenza simile a quella della crosta di pane, mentre le pillow lavas sono lave sottomarine che si presentano come cuscini. Gli aloclastiti sono frammenti di lava che si raffreddano rapidamente in acqua di mare. Le ignimbriti, invece, sono accumuli di materiali incandescenti che si raffreddano in aria prima di solidificarsi.
I materiali piroclastici sono solidi, come i tappi che chiudono i camini vulcanici, frantumati dall'esplosione e lanciati in aria. Al contrario, i materiali ignimbritici sono brandelli incandescenti e fluidi che, giungendo a terra, si cementano assieme mentre sono ancora caldi.
La frana di Sarno è stata causata da intense piogge che hanno mobilizzato materiale, creando una colata di fango. Questo fenomeno può essere interpretato come un lahar vulcanico, poiché il materiale impastato d'acqua includeva cenere vulcanica depositata durante l'eruzione di Plinio nel 79 d.C.