Concetti Chiave
- Dante sostiene l'importanza dello studio dei poeti 'regolari' per raggiungere una poesia tragica, piuttosto che affidarsi solo all'ingegno.
- L'umanesimo, influenzato da Petrarca, ha trasformato il canone letterario introducendo una fusione tra la lezione dei classici e la poesia popolare.
- Il classicismo cinquecentesco ha cercato di stabilire generi letterari definiti, con regole e stili specifici, per allontanarsi dall'arbitrio creativo individuale.
- Questa corrente ha prodotto una letteratura "regolare" e classicheggiante, in sintonia con il gusto delle corti dell'epoca rinascimentale.
- Il classicismo ha mirato a rifare in volgare i generi già esistenti nella letteratura latina, esprimendo la vitalità di una società dinamica e operante.
Dante e la poesia tragica?
Dante nel De vulgari eloquentia (II, IV, 10) aveva polemizzato contro chi poetasse fidando soltanto nell’ingegno, e aveva detto necessario, per la conquista di una poesia “tragica”, lo studio assiduo dei poeti ‘regolari’, (II, vi, 7).
L'umanesimo e la letteratura volgare
Petrarca e l’umanesimo avevano modificato in senso classico il canone degli scrittori esemplari; l’umanesimo volgare quattrocentesco, pur fondando la letteratura volgare su quella latina, aveva tentato anche altre vie, cercando di fondere, in sintesi diverse da scrittore a scrittore, la lezione dei classici con l’attenzione alla poesia popolare, la lingua letteraria calcata sul latino con quella parlata.
Il classicismo cinquecentesco
Il classicismo cinquecentesco, in armonia con le spinte e i caratteri della società di cui era espressione, si sforzò di costruire “generi definiti e delimitati con precisione, ognuno dei quali avesse i suoi modelli, le sue ‘regole’, il suo stile, la sua lingua, sottraendo la letteratura d’arte all’arbitrio dei tentativi individuali e alla tentazione di ricalchi plebei. Questa tendenza a precisare, fissare, dare norme, si irrigidì nella seconda metà del secolo in un freddo accademismo; ma ora, in pieno rinascimento, espressione di una società viva ed operante, ebbe una sua vitalità e generò una letteratura “regolare”, classicheggiante, fondata sull’imitazione, consona al gusto delle corti, intesa a rifare in volgare tutti i generi che erano stati già dei latini.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dello studio dei poeti 'regolari' secondo Dante?
- Come ha influenzato l'umanesimo la letteratura volgare nel Quattrocento?
- Quali sono le caratteristiche del classicismo cinquecentesco?
Dante, nel De vulgari eloquentia, sostiene che per raggiungere una poesia "tragica" sia necessario studiare assiduamente i poeti 'regolari', piuttosto che affidarsi solo all'ingegno personale (II, IV, 10).
L'umanesimo ha modificato il canone degli scrittori esemplari, cercando di fondere la lezione dei classici con la poesia popolare, creando una sintesi tra la lingua letteraria e quella parlata.
Il classicismo cinquecentesco si è impegnato a definire generi letterari precisi, con modelli e regole specifiche, cercando di allontanarsi dall'arbitrio individuale e dal ricalco plebeo, dando vita a una letteratura "regolare" e classicheggiante.