Concetti Chiave
- Pienza, antica Corsignano, è stata trasformata in una città monumentale dall'umanista Enea Silvio Piccolomini, divenuto papa Pio II nel 1458.
- L'architetto Bernardo Rossellino ha progettato il centro cittadino, creando un tracciato ortogonale e integrando il nuovo con il tessuto urbano preesistente.
- La piazza centrale di Pienza presenta una geometria trapezoidale e un cannocchiale prospettico che valorizza la cattedrale e il paesaggio circostante.
- La cattedrale di Pienza è caratterizzata da un'elegante facciata che rielabora modelli rinascimentali e romanici, creando un'armonia architettonica unica.
- I palazzi Piccolomini e Borgia, con eleganti proporzioni e un loggiato panoramico, si inseriscono in modo armonioso nel contesto urbano della cittadina.
La trasformazione di Pienza
Pienza, l’antica Corsignano, situata tra le colline a sud di Siena, è il sogno tramutato in realtà dall’umanista Enea Silvio Piccolomini, divenuto papa nel 1458 con il nome di Virtual Pio II. Poco dopo la sua elezione, volendo trasformare il piccolo borgo natio in una città monumentale e moderna, Piccolomini chiamò l’architetto fiorentino Bernardo Rossellino (1409-64), allievo e collaboratore di Alberti, che ne curò il progetto dando vita a uno dei luoghi più affascinanti del Rinascimento italiano. La morte di entrambi nel 1464 ne limitò la realizzazione alla sola parte centrale e - idea assolutamente originale fino all’epoca moderna - a una serie di casette per i meno abbienti collocate lungo le mura. Appena entrati nel borgo, ci si accorge di essere in un luogo speciale, "pensato” con cura. Si tratta infatti dell’esito di uno dei primi progetti di città ideale, tema cardine della razionalità umanistica e terreno di sperimentazione per tutti gli architetti del Rinascimento.
Il progetto di Rossellino
A differenza dei suoi colleghi, Rossellino potè pianificare ex novo il centro cittadino e tutti gli edifici principali, reimpostando gli assi viari con lo scopo di creare un tracciato ortogonale secondo le teorie albertiane. L’architetto, tuttavia, si preoccupò anche di integrare e raccordare la parte nuova dell’abitato con il tessuto urbano preesistente in un'ottica di rispetto, recupero e restauro degli edifici più antichi.
La piazza e la cattedrale
Fulcro del progetto di Rossellino è la piazza del borgo, la cui geometria è un omaggio all’idea di spazio razionale e misurabile propria del Rinascimento fiorentino. L’insolita conformazione trapezoidale, con la cattedrale a fare da sfondo e due palazzi divergenti ai lati, rivela tuttavia l’approfondita riflessione dell’architetto sulla peculiarità del luogo, sulle sue piccole dimensioni e sul rapporto con gli edifici che vi si affacciano. Il cannocchiale prospettico fa sì che, vista dal Palazzo Pubblico, la piazza accentui le proporzioni della chiesa e, viceversa, vista dalla chiesa, sembri più profonda. Rossellino non solo seppe creare un complesso di edifici in armonia con il contesto urbano, ma lo orientò in modo che fosse valorizzato dal paesaggio naturale della val d’Orcia, che si apre alle spalle della chiesa.
Elemento dominante della piazza e della cittadina è proprio la cattedrale, che mostra un aspetto solenne 'pur nelle dimensioni contenute. L’elegante facciata è un chiaro omaggio ad Alberti, poiché rielabora lo schema del Tempio Malatestiano di Rimini, basato sull’arco di trionfo poggiato su un alto podio. Quattro lesene ne suddividono la superficie verticalmente, segnando in facciata le tre navate interne, mentre orizzontalmente una cornice aggettante separa due ordini sovrapposti di colonne che reggono tre arcate. Il risultato è un’elegante fusione tra i moduli rinascimentali e i modelli della tradizione romanica locale, accentuata dall’uso del travertino.
I palazzi Piccolomini e Borgia
I palazzi Piccolomini e Borgia si dispongono obliquamente rispetto alla cattedrale. Palazzo Piccolomini, di eleganti proporzioni, s’ispira all’albertiano Palazzo Rucellai a Firenze, riproponendo la divisione in tre piani orizzontali grazie a due cornicioni e la successione di finestre centinate divise da lesene che reggono l’architrave. Sul lato meridionale del palazzo si apre un loggiato affacciato su un giardino e sullo spettacolare panorama della valle, secondo criteri di valorizzazione del paesaggio assolutamente nuovi per l’epoca.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della trasformazione di Pienza nel contesto del Rinascimento?
- Chi fu l'architetto responsabile del progetto di Pienza e quali erano le sue innovazioni?
- Qual è la caratteristica principale della piazza di Pienza e come si relaziona con la cattedrale?
- In che modo la cattedrale di Pienza riflette l'influenza di Leon Battista Alberti?
- Quali sono le caratteristiche distintive dei palazzi Piccolomini e Borgia?
La trasformazione di Pienza, voluta da Enea Silvio Piccolomini, rappresenta uno dei primi progetti di città ideale, riflettendo i principi della razionalità umanistica e influenzando gli architetti del Rinascimento (testo).
L'architetto Bernardo Rossellino pianificò ex novo il centro cittadino, integrando la parte nuova con il tessuto urbano preesistente e seguendo le teorie albertiane per creare un tracciato ortogonale (testo).
La piazza ha una conformazione trapezoidale che, attraverso un cannocchiale prospettico, accentua le proporzioni della cattedrale e crea un dialogo visivo con gli edifici circostanti (testo).
La cattedrale presenta una facciata che rielabora lo schema del Tempio Malatestiano di Rimini, combinando moduli rinascimentali con elementi della tradizione romanica locale, evidenziando l'uso del travertino (testo).
I palazzi Piccolomini e Borgia si dispongono obliquamente rispetto alla cattedrale, con Palazzo Piccolomini che riprende le proporzioni albertiane e valorizza il paesaggio circostante attraverso un loggiato affacciato su un giardino (testo).