Concetti Chiave
- La Cina è emersa come potenza economica globale, diventando il principale concorrente di Stati Uniti e Unione Europea dopo l'apertura ai mercati internazionali.
- Il paese è governato da una dittatura comunista, con il Partito Comunista che detiene il monopolo politico e reprime le libertà civili.
- Dopo la morte di Mao Zedong, la Cina ha intrapreso riforme economiche che hanno introdotto elementi di libero mercato pur mantenendo il controllo politico comunista.
- La forza lavoro cinese è composta da circa 778 milioni di persone, contribuendo a una crescita produttiva sostenuta da bassi costi della manodopera e investimenti esteri.
- La demografia è caratterizzata da un forte flusso migratorio verso le città, creando disparità economiche tra le aree urbane sviluppate e le zone rurali impoverite.
Crescita economica cinese
La Cina è una delle nuove potenze economiche mondiali. Dopo anni di isolamento commerciale, l’apertura verso i mercati internazionali l’ha resa il principale concorrente di Stati Uniti e Unione Europea.
Il paese è nominalmente una repubblica popolare, ma in realtà il Partito Comunista ha l’assoluta maggioranza politica, è il solo partito che può essere votato e mette in pratica una feroce repressione politica dando così vita a una dittatura di stampo comunista.
Dominazione e cambiamenti politici
Dopo lunghi millenni di dominazione da parte di antiche dinastie di imperatori nell’ottocento la struttura politica feudo-nobiliare cinese entrò in crisi. Di tale collasso ne approfittarono i paesi europei che iniziarono a sfruttare le smisurate potenzialità commerciali e la manodopera del paese. Divenuta una sorta di colonia asiatica, la Cina vide crollare il suo millenario impero sostituito dalla repubblica, fondata nel 1911.
In seguito all’invasione del Giappone (1931) e a una lunga guerra civile, nel 1949 Mao Zedong proclamò la fondazione della Repubblica Popolare Cinese.
Il nuovo governo riunificò il territorio e diede una struttura economica di tipo socialista al Paese, con la nazionalizzazione delle industrie, la creazione delle Comuni (unità amministrative autonome) e la redistribuzione delle terre dei latifondisti ai contadini attraverso iniziative politiche ed economiche che costarono la vita di milioni di persone.
Riforme economiche e sociali
Dopo la morte di Mao, sotto la spinta di Deng Xiaoping (1978) ebbe inizio un’azione di forte rinnovamento sociale e, soprattutto, economico. Secondo la formula “un Paese, due sistemi”, la Cina rimane comunista pur accettando di passare gradualmente al sistema economico di tipo capitalista (libero mercato, concorrenza, pubblicità, ecc..).
Malgrado le recenti aperture economiche di stampo liberista (l’approvazione di una legge che per la prima volta riconosce ufficialmente la proprietà privata, con l’esclusione dei terreni agricoli), il cammino democratico del paese è ancora in salita: nel 1989 una rivolta del movimento democratico degli studenti cinesi a Pechino (Piazza Tian’ an Men) è stata repressa nel sangue, mentre sono ancora molte le libertà civili e religiose negate al popolo cinese.
Forza lavoro e crescita produttiva
La forza dell’economia cinese è basata sulla disponibilità di una forza lavoro senza rivali al mondo: 6 cinesi su 10 (circa 778 milioni di persone, la maggior parte dei quali giovani sottoposti a un crescente sfruttamento minorile), infatti, sono impegnati in attività lavorative. Ad incrementare la galoppante crescita produttiva del Paese contribuiscono la recente privatizzazione delle imprese statali e l’aumento degli investimenti esteri, attirati dai bassissimi costi della manodopera locale. Per frenare la concorrenza commerciale cinese, nel 2004 l’Unione Europea è stata costretta ad imporre un limite alle sue esportazioni tessili. Il settore produttivo principale è l’industria che, da sola, contribuisce la PIL nazionale per il 25% e da impiego al 22% della popolazione attiva.
SETTORE PRIMARIO: frumento, riso, patate, mais, the, soia, cotone, canna da zucchero, tabacco; suini, caprini, volatili, yak, bachicoltura.
SETTORE SECONDARIO: siderurgica, metallurgica, chimica, elettronica, tessile, farmaceutica; ferro, carbone, manganese, zinco, petrolio, energia nucleare.
SETTORE TERZIARIO: finanza, banche, servizi legali e commerciali; apparato ferroviario e stradale, trasporto fluviale; turismo.
Demografia e migrazione interna
Con 1,3 miliardi di persone la Cina rappresenta il Paese più popoloso della Terra; i suoi abitanti costituiscono 1/5 della popolazione mondiale. A partire dagli anni Settanta, il governo cinese ha introdotto campagne di pianificazione nazionale che hanno sensibilmente abbassato il tasso di crescita. Nel paese è ancora diffusa la terribile pratica dell’infanticidio femminile, cosicchè la percentuale dei maschi cinesi è assolutamente dominante.
La maggior parte dei cinesi vive in grandi villaggi rurali: qui sopravvivono ancora dimore costruite con tecniche tradizionali ed antichissime usanze sociali di stampo confuciano, che predicano la rispettosa obbedienza ai padri e alle supreme autorità politiche.
Il flusso migratorio dalla campagna verso i centri urbani è tuttavia in aumento: quasi il 40% della popolazione è concentrata sulla costa orientale, dove le periferie di Pechino e Shangai sono in costane espansione. Ad essere attirati dalle grandi metropoli sono soprattutto i giovani in cerca di lavoro, affascinati dai nuovi modelli culturali e consumistici tipici dell’Occidente adottati nelle zone economiche speciali, ormai lanciate verso uno sviluppo economico eccezionale.
Questa situazione sta creando una contrapposizione stridente tra i nuovi ricchi delle aree ad economia capitalista e i milioni di contadini delle aree interne, spesso ancora in condizioni di vita al limite della sopravvivenza.
Contrasti sociali ed etnici
Paese etnicamente molto compatto, la Cina ha molto discrimina to le minoranze etniche e religiose (Mongoli e Tibetani in particolare); in particolare dopo l’invasione del Tibet (1951) il governo cinese ha esiliato e perseguitato milioni di abitanti di questa regione autonoma, tentando di cancellarne sistematicamente le preziose tracce culturali.
La lingua ufficiale è il cinese, che si differenzia però in numerosi dialetti locali, parlati nelle varie province. La scrittura è ancora basata sui simboli ideografici (segni che rappresentano un’idea o un concetto):
這些都是中國漢字符號代表物體或想法我的名字是葛蘿莉亞
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della Cina nell'economia globale attuale?
- Come è cambiata la struttura politica della Cina nel corso della storia?
- Quali riforme economiche sono state introdotte dopo la morte di Mao Zedong?
- Qual è la composizione della forza lavoro cinese e come influisce sull'economia?
- Quali sono le sfide demografiche e sociali che affronta la Cina?
La Cina è diventata una delle principali potenze economiche mondiali, competendo direttamente con Stati Uniti e Unione Europea grazie alla sua apertura verso i mercati internazionali.
Dopo secoli di dominazione imperiale, la Cina ha subito un collasso politico nell'ottocento, passando da un impero a una repubblica nel 1911, e infine a una repubblica popolare sotto Mao Zedong nel 1949.
Sotto Deng Xiaoping, la Cina ha avviato riforme economiche significative, adottando un sistema di "un Paese, due sistemi" che ha permesso una transizione verso un'economia di mercato pur mantenendo il controllo politico del Partito Comunista.
Circa 778 milioni di cinesi, principalmente giovani, sono attivamente impegnati nel lavoro, contribuendo alla crescita economica attraverso la privatizzazione delle imprese statali e l'attrazione di investimenti esteri.
La Cina, con una popolazione di 1,3 miliardi, affronta sfide come l'infanticidio femminile e un crescente flusso migratorio verso le città, creando contrasti tra ricchi e poveri e tra aree urbane e rurali.