Concetti Chiave
- La guerra civile in Cina tra nazionalisti e comunisti si concluse nel 1949 con la vittoria dei comunisti e la ritirata dei nazionalisti a Taiwan.
- La Cina divenne uno Stato socialista e avviò significative trasformazioni economiche e politiche, tra cui lo sviluppo dell'industria e la riforma agraria.
- Nonostante i miglioramenti nel livello di vita e nell'alfabetizzazione, la pianificazione economica portò a crisi e carestie tra il 1959 e il 1961, causando milioni di morti.
- Il governo cinese non garantì libertà ai cittadini e impose un rigoroso controllo sulle minoranze nazionali, come il Tibet, riconquistato nel 1951.
- La repressione delle rivolte, come quella del 1959 in Tibet, risultò in un alto numero di vittime, stimato intorno ai 65.000 morti.
Cina comunista
In Cina al termine della guerra e dell’occupazione giapponese (1945) si riaccese la guerra civile tra i nazionalisti (Guomindang) e i comunisti guidati da Mao Zedong. Nel 1949 la guerra si concluse con la vittoria comunista ed i nazionalisti si ritirarono nell’isola di Taiwan (Formosa).
La Cina divenne allora uno Stato socialista, fino al 1960 legato all’URSS, e il governo avviò una serie di profonde trasformazioni economiche e politiche: venne favorito lo sviluppo dell’industria, soprattutto quella pesante, la terra fu distribuita ai contadini, poi unita in cooperative e infine in comuni agricole (1958), venne diffusa l’assistenza medica e venne lanciato un vasto programma di alfabetizzazione.
Gli errori commessi nella pianificazione economica provocarono crisi e anche gravi carestie (1959-1961) che causarono milioni di morti, ma complessivamente vi fu un netto miglioramento del livello di vita della popolazione e la speranza di vita (durata media della vita) aumentò.
All’interno del Paese non venne garantita alcuna libertà ai cittadini e non fu ammessa nessuna forma di dissenso. Le minoranze nazionali presenti nel territorio furono rigidamente controllate: il Tibet, che si era dichiarato indipendente dopo la rivoluzione cinese (1913), fu riconquistato (1951) e ogni tentativo di rivolta fu soffocato: la repressione della rivolta del 1959 provocò circa 65.000 morti.
La Cina divenne allora uno Stato socialista, fino al 1960 legato all’URSS, e il governo avviò una serie di profonde trasformazioni economiche e politiche: venne favorito lo sviluppo dell’industria, soprattutto quella pesante, la terra fu distribuita ai contadini, poi unita in cooperative e infine in comuni agricole (1958), venne diffusa l’assistenza medica e venne lanciato un vasto programma di alfabetizzazione.
Gli errori commessi nella pianificazione economica provocarono crisi e anche gravi carestie (1959-1961) che causarono milioni di morti, ma complessivamente vi fu un netto miglioramento del livello di vita della popolazione e la speranza di vita (durata media della vita) aumentò.
All’interno del Paese non venne garantita alcuna libertà ai cittadini e non fu ammessa nessuna forma di dissenso. Le minoranze nazionali presenti nel territorio furono rigidamente controllate: il Tibet, che si era dichiarato indipendente dopo la rivoluzione cinese (1913), fu riconquistato (1951) e ogni tentativo di rivolta fu soffocato: la repressione della rivolta del 1959 provocò circa 65.000 morti.
[img]http://http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6d/Flag_of_the_Chinese_Communist_Party.svg[/img] bandiera cina comunista
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali trasformazioni economiche e politiche avviate dal governo comunista in Cina dopo il 1949?
- Quali furono le conseguenze della pianificazione economica errata in Cina tra il 1959 e il 1961?
- Come vennero trattate le minoranze nazionali in Cina durante il regime comunista?
Dopo la vittoria comunista nel 1949, il governo cinese avviò profonde trasformazioni economiche e politiche, favorendo lo sviluppo dell'industria pesante, distribuendo la terra ai contadini e creando cooperative agricole, oltre a lanciare programmi di assistenza medica e alfabetizzazione.
Gli errori nella pianificazione economica portarono a crisi e gravi carestie tra il 1959 e il 1961, causando milioni di morti, ma nonostante ciò, vi fu un miglioramento generale del livello di vita e della speranza di vita della popolazione.
Le minoranze nazionali in Cina furono rigidamente controllate; il Tibet, che si era dichiarato indipendente, fu riconquistato nel 1951 e ogni tentativo di rivolta, come quello del 1959, fu brutalmente represso, causando circa 65.000 morti.