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Un resoconto ufficiale (e tendenzioso) (Catilinarie, 3,1-4)
Nelle Catilinarie ampio spazio è dato alla descrizione dei complici di Catilina: nobili spiantati, personaggi indebitati fino al collo, violenti; fasce della società dal cui malessere, esaminato con occhio quasi scientifico, traggono origine i contrasti politici più accesi. All’indomani dell’arresto dei catilinari, in seguito all’acquisizione di prove schiaccianti contro di loro, il console informa i cittadini, riuniti in assemblea, sui gravi avvenimenti di quei giorni. È il 3 dicembre: nel discorso di Cicerone al popolo, la terza Catilinaria, è fornita la ‘versione ufficiale’ dei fatti. Una versione abilmente costruita, per mettere in rilievo l’accorta vigilanza del console, il suo intervento deciso e determinato, la totale dedizione alla sicurezza di Roma. Pur senza lodarsi apertamente, Cicerone sottolinea quasi in ogni frase la propria energia e la competenza dimostrata nel prendere in mano la situazione. Considerato che la versione pubblicata non corrisponde del tutto al discorso pronunciato in quella occasione, ma ne è una rielaborazione successiva, sono evidenti le finalità autocelebrative del testo: Cicerone, nel dare la sua versione dell’accaduto, difende il proprio operato nella repressione della congiura.Le molte funzioni della prosopopea
La prosopopea della Patria obbedisce a varie finalità, sia retoriche sia artistiche: il suo impiego dà al discorso un carattere universale, svincolandolo dalla persona dell’oratore e attribuendolo a una figura più ‘alta’. La ‘teatralizzazione’ che si ottiene, inoltre, permette di trasmettere il messaggio principale in una forma incisiva, memorabile e coinvolgente. Sebbene il bersaglio privilegiato dell’appello della Patria sia Catilina, a livello implicito sono colpiti anche i senatori che hanno esitato troppo a lungo a prendere i dovuti provvedimenti. In entrambi i casi, l’ingresso in scena di una figura semidivina e autorevole fa leva sull’emotività e sul senso di rispetto, per convincere gli ascoltatori a compiere precise azioni (Catilina a lasciare Roma; i senatori a scuotersi dal torpore).Annotazioni
-videtis, il verbo principale, è posto di proposito al termine del periodo, per mettere in rilevo, in apertura della frase, la lunga lista delle realtà (una sequenza di accusativi) che sono state salvate da Cicerone. − l’infinitiva Rem publicam … vitam … bona, fortunas, coniuges liberosque … urbem … ereptam (esse) et vobis conservatam (esse) ac restitutam (esse) dipende da videtis; le forme verbali sono concordate a senso con urbem (parola che, del resto, riassume tutti gli oggetti citati prima: salvando Roma Cicerone ha salvato anche lo stato, i beni e le famiglie dei cittadini).Quirites: appellativo tradizionale dei cittadini romani riuniti in assemblea.
hoc domicilium … imperii: è apposizione di urbem. − imperium indica, in questo caso, tutto il territorio su cui Roma esercita il suo potere, che ha come sede ideale (domicilium) la Capitale.
fortunatissimam pulcherrimamque: aggettivi funzionali al discorso: la fortuna di Roma si è mostrata nel fallimento della congiura; la bellezza di Roma ha rischiato di essere distrutta dagli incendi appiccati dai catilinari.
deorum … meis: da notare il parallelismo della costruzione; al favore degli dèi si aggiunge, in modo complementare, l’iniziativa del console.
ex faucibus fati: immagine visionaria, dal tenore poetico (come mostrato anche dall’allitterazione in f); il tragico destino di Roma, sventato per un pelo, è paragonato a una belva che aveva ormai la sua preda (Roma stessa) fra le fauci.
vobis: dativo di vantaggio.
− le due causali, basate sul parallelismo e l’antitesi, spiegano il motivo dell’osservazione precedente (dies … nascimur: «i giorni in cui ci viene salvata la vita non sono meno gioiosi di quelli in cui nasciamo»). Cicerone pone qui le premesse del concetto successivo: aver salvato Roma è merito non minore dell’averla fondata.
riferisce a senso al contenuto dei paragrafi precedenti (la congiura); si noti l’anastrofe quae quoniam (= quoniam haec). − inlustrata, patefacta, comperta sunt: la climax delle tre forme verbali, in martellante asindeto, mostra la progressione verso un grado di certezza sempre più evidente.
exponam: Cicerone sta in effetti riferendo all’assemblea popolare quanto stabilito nella precedente riunione del senato. − da scire dipendono le interrogative indirette quanta … comprehensa sint, da sciogliere così: quanta˘ (neutro plurale) et quam manifesta˘ (fuerint) et qua¯ ratione investigata˘ (sint) et comprehensa˘ sint; soggetto sottinteso è quae (vedi sopra).
ut … erupit: ut ha valore temporale (“non appena”); Catilina fuggì da Roma dopo che Cicerone ebbe pronunciato in senato la prima Catilinaria; i suoi complici, fra cui esponenti dell’aristocrazia romana, rimasero però in città a preparare il colpo di stato: furono questi i ‘sorvegliati’ che Cicerone fece arrestare.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico delle Catilinarie di Cicerone?
- Quali sono le caratteristiche della versione ufficiale dei fatti presentata da Cicerone?
- Qual è il ruolo della prosopopea della Patria nel discorso di Cicerone?
- Come Cicerone utilizza la retorica per enfatizzare il suo successo nel salvare Roma?
- Quali sono le implicazioni della teatralizzazione nel discorso di Cicerone?
Le Catilinarie sono discorsi di Cicerone che descrivono la congiura di Catilina, un complotto contro lo stato romano. Cicerone, come console, informa i cittadini sugli eventi e sottolinea la sua vigilanza e dedizione alla sicurezza di Roma.
La versione ufficiale dei fatti è una rielaborazione successiva del discorso originale, con finalità autocelebrative. Cicerone enfatizza la sua energia e competenza nel gestire la situazione, difendendo il suo operato nella repressione della congiura.
La prosopopea della Patria serve a dare al discorso un carattere universale e a coinvolgere emotivamente gli ascoltatori. Mira a convincere Catilina a lasciare Roma e i senatori a prendere provvedimenti, utilizzando una figura autorevole per influenzare le azioni.
Cicerone utilizza una serie di tecniche retoriche, come l'uso di verbi posti strategicamente e immagini poetiche, per sottolineare il suo ruolo nel salvare Roma. Egli paragona il suo intervento a un salvataggio dalle "fauci del destino", enfatizzando il suo merito.
La teatralizzazione nel discorso di Cicerone rende il messaggio più incisivo e memorabile. Attraverso l'uso di figure semidivine e autoritarie, Cicerone riesce a trasmettere il suo messaggio in modo coinvolgente, influenzando le emozioni e le decisioni degli ascoltatori.