Concetti Chiave

  • Il centrosinistra, attivo in Italia dal 1962 al 1976, è emerso con l'inclusione del Partito Socialista Italiano nel governo, unendo forze politiche storiche.
  • Il programma iniziale si concentrava su riforme sociali significative, tra cui la nazionalizzazione dell'energia elettrica e la riforma scolastica, ma affrontò numerosi ostacoli politici ed economici.
  • Fattori chiave per la sua affermazione furono la crisi dell'ideologia di centro e la crescente autonomia del PSI rispetto al comunismo, stimolando un'apertura verso la sinistra.
  • Il governo Fanfani del 1962 realizzò importanti riforme, come la creazione dell'ENEL, ma si trovò subito in difficoltà a causa di tensioni politiche e recessione economica.
  • Il centrosinistra terminò negli anni '70 a causa di divisioni interne, contestazioni sociali e l'avanzata del Partito Comunista nelle elezioni, segnando un cambiamento politico significativo.

Origini del centrosinistra

Con il termine “centrosinistra” si indica una formula politica che dal 1962 al 1976, governò l’Italia a seguito nell’inserimento del Partito Socialista Italiano (PSI)) tra le forze di Governo cioè Democrazia Cristiana (DC), Partito Socialista Democratico italiano (PSDI) e Partito Repubblicano Italiano (PRI).

Programma e ostacoli iniziali

Inizialmente, il programma del Centrosinistra fu caratterizzato da una forte connotazione sociale come la nazionalizzazione dell’energia elettrica, la riforma della scuola (= introduzione della scuola media unica), progetti di riforma fiscale e edilizia. Dovette, però, superare diversi ostacoli provenienti da frange consistenti della maggioranza politica e dal mondo economico ed ecclesiastico, a cui nel biennio 1968/1969 si aggiungere le agitazioni studentesche influenzate dal Maggio’68. Infine, si trovò a combattere contro il clima instaurato dalla strategia della tensione.

Cause dell'affermazione

Quali furono le cause che portarono all’affermazione del Centrosinistra? Innanzitutto, abbiamo la crisi dell’ideologia di centro la cui base parlamentare aveva cominciato a prendere direzioni diverse o verso destra o verso sinistra; inoltre, l’evoluzione della politica internazionale e il fatto che la politica del Partito Socialista di Nenni si era progressivamente reso più autonoma rispetto al comunismo. Tutti questi elementi, fin dal 1953, avevano innescato un dibattito su di una possibile apertura del Governo verso le forze di sinistra.

Innovazione e resistenze

L’innovazione era molto profonda perché, in pratica si trattava di allargare le basi del Governo, inserendovi un partito, come il PSI, che rappresentava fortemente la classe operaia, rimasta fino ad allora pressoché esclusa dalla ricostruzione del dopo guerra. Inoltre, il programma prevedeva un ampio disegno riformatore, incentrato soprattutto sulla programmazione dello sviluppo economico. L’ipotesi del centrosinistra creò resistenze da parte degli USA, della gerarchia ecclesiastica e negli ambienti industriali. L’episodio che contribuì a far capire la necessità di un governo di Centrosinistra fu il Governo Tambroni del 1960 che si reggeva sui voti del Movimento Sociale Italiano (MSI). La piena realizzazione dell’apertura a sinistra si ebbe nel 1962 con il benestare che Aldo Moro ottenne al Congresso di Napoli della Democrazia Cristiana, approfittando anche del nuovo clima del cattolicesimo creato da Papa Giovanni XIII e dalla politica americana avviata dal nuovo presidente J.F. Kennedy.

Realizzazione e difficoltà

Fu così che nel 1962, il governo Fanfani ebbe l’appoggio del Partito Socialista Italiano su di un programma di pianificazione economica e di riforme. Infatti, fu realizzata la nazionalizzazione dell’industria elettrica che portò alla costituzione dell’ENEL. Fu introdotta la scuola media unica e l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 14 anni. Nonostante questo, le elezioni del 1963 registrarono uno spostamento di voti verso le opposizioni di destra e di sinistra per cui il successivo governo Moro, in cui entravano dei ministri socialisti, risultava già indebolito in partenza. Nel frattempo, le difficoltà non mancarono: il processo di sviluppo fu rallentato da una recessione dell’economia internazionale mentre si ebbe la minaccia di svolta autoritaria a seguito del tentato colpo di Stato del generale dei carabinieri Di Lorenzo.

Crisi e fine del centrosinistra

Nonostante l’approvazione dello Statuto dei Lavoratori e il varo delle Regioni a statuto ordinario nel 1970, il centrosinistra fu fortemente scosso dalla contestazione studentesca, sulla scia di quella francese, e dall’autunno caldo delle rivolte operaie. A questo si aggiunse alla fine degli anni ’60 la strategia della tensione iniziata con la strage fascista di Piazza Fontana a Milano. Negli anni ’70, il Centrosinistra trovò nuovi motivi di crisi nella divisione della maggioranza a proposito della legge sul divorzio. Nelle elezioni amministrative del 1975 e in quelle politiche del 1976, il Partito Comunista registrò un’avanzata elettorale importante tale da segnare la fine del centrosinistra.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le forze politiche che componevano il centrosinistra?
  2. Il centrosinistra, attivo dal 1962 al 1976, era composto dalla Democrazia Cristiana (DC), dal Partito Socialista Italiano (PSI), dal Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) e dal Partito Repubblicano Italiano (PRI).

  3. Quali erano i principali obiettivi del programma del centrosinistra?
  4. Il programma del centrosinistra mirava a riforme sociali significative, come la nazionalizzazione dell'energia elettrica, la riforma della scuola e progetti di riforma fiscale ed edilizia, affrontando però diversi ostacoli politici e sociali.

  5. Quali fattori contribuirono all'affermazione del centrosinistra?
  6. L'affermazione del centrosinistra fu influenzata dalla crisi dell'ideologia di centro, dall'evoluzione della politica internazionale e dall'autonomia crescente del Partito Socialista rispetto al comunismo, avviando un dibattito su un'apertura verso le forze di sinistra.

  7. Quali furono le principali difficoltà affrontate dal centrosinistra?
  8. Il centrosinistra affrontò difficoltà come la recessione economica internazionale, la minaccia di un colpo di Stato e la contestazione studentesca, che minarono la stabilità dei governi e rallentarono il processo di sviluppo.

  9. Quali eventi segnarono la crisi e la fine del centrosinistra?
  10. La crisi del centrosinistra fu accentuata dalla contestazione studentesca, dalle rivolte operaie, dalla strategia della tensione e dall'avanzata del Partito Comunista nelle elezioni del 1975 e 1976, segnando la sua conclusione.

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