Concetti Chiave
- L'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, in cui fu assassinato l'arciduca Francesco Ferdinando, è considerato la causa immediata dello scoppio della prima guerra mondiale.
- Le tensioni tra le alleanze europee, la Triplice Alleanza e la Triplice Intesa, contribuirono a creare un clima di rivalità e conflitto tra le nazioni.
- Il revanscismo francese, alimentato dalla sconfitta nella guerra franco-prussiana, ha acuito le tensioni tra Francia e Germania, influenzando il contesto pre-bellico.
- I Balcani, definiti la "Polveriera d'Europa", furono teatro di conflitti tra imperi in crisi, come l'ottomano, l'austro-ungarico e il russo, aumentando l'instabilità regionale.
- Il nazionalismo e ideologie come il darwinismo sociale e il futurismo promossero la guerra come mezzo per riaffermare l'identità nazionale, creando un clima culturale favorevole al conflitto.
L'attentato di Sarajevo
La causa scatenante e immediata dello scoppio della prima guerra mondiale è stata senz’altro l’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, in cui fu ucciso l’arciduca Francesco Ferdinando e la moglie per opera di un nazionalista bosniaco di nazionalità serba, Gavrilo Princip.
Le alleanze europee
Accanto a questa scintilla, che fece detonare la guerra in tutta la sua fragorosa gravità, vi furono però altre cause, più remote nel tempo, di varia natura, che contribuirono a creare quel clima di astio, risentimenti, rivendicazioni e insoddisfazioni; terreno fertile per l’innesto della guerra stessa.Tra le principali cause di origini politiche vi è stata la netta contrapposizione tra i vari paesi europei ed extraeuropei, alleati tra di loro; da una parte la Triplice alleanza (Austria, Germania e Italia) costituita nel 1882, dall’altra la Triplice intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia) sottoscritta nel 1907. Accanto ad essi vi erano altri stati europei legati da vincoli di amicizia e di alleanze; in pratica non esistevano quasi stati che potessero svolgere il ruolo di mediatori in casi di contrasti e diverbi.
Il revanscismo francese
Il forte sentimento di revancismo nutrito dal governo e dalla borghesia francese contro la Germania, a causa della sconfitta subita nella guerra franco-prussiana, con conseguente perdita di territori come l’Alsazia e la Lorena, è stata un’altra causa indiretta come anche la grave situazione che si era venuta a creare nei Balcani, considerata la “Polveriera d’Europa”.
La polveriera dei Balcani
Nei Balcani all’inizio del Novecento si fronteggiarono tre grandi imperi, ormai in forte crisi e declino: l’Impero ottomano alleato con l’Austria per mantenere i territori balcanici; l’Impero austro-ungarico che aveva mire espansionistiche nella zona e infine l’Impero russo che appoggiava la Serbia, la Bulgaria e la Grecia.
Il malcontento delle popolazioni
Altra causa politica fu il diffuso malcontento e il malcelato desiderio d’indipendenza delle popolazioni sottomesse all'Austria e duramente oppresse come le popolazioni di origine slava e quelle di lingua italiana.Non meno importanti delle cause politiche furono quelle di natura economica, militare e culturale.Tra le cause economiche vi era l’acceso contrasto tra la Germania e la Gran Bretagna per la supremazia territoriale ed economica in Europa, Il timore della Russia per il forte potere acquistato dalla Germania nell’Europa centrale a causa della politica imperialista del giovane Kaiser Guglielmo II.Tra i fattori che contribuirono maggiormente allo scoppio della guerra vi fù l’indiscriminata corsa agli armamenti e all’acquisto sempre maggiore di armi e strumenti di guerra attuato dapprima dalla Germania e in seguito dalla Gran Bretagna e da tutte le altre potenze europee. Tutto questo finì per accrescere oltremodo il clima di tensione e di minaccia tra i vari stati. Spettatori non certamente disinteressati furono poi i grandi gruppi dell’industria bellica che intravedevano, in questo scenario pre-bellico, una grande possibilità di espansione con enormi profitti.A tutte queste si sommarono infine quelle più spiccatamente culturali e ideologiche: il diffuso sentimento di nazionalismo dilagante all’inizio del Novecento, alimentato dal pregiudizio della superiorità della società e della cultura europea sulle altre. La guerra era considerata come un segno di vitalità, un mezzo legittimo e inevitabile per riaffermare la propria identità personale, per sottomettere e dominare gli altri popoli considerati meno civili ed evoluti. Misto al nazionalismo e al razzismo si accompagnò anche il “darwinismo sociale” in cui la guerra era vista come una lotta estrema per la propria sopravvivenza.Anche il movimento culturale del “futurismo” ebbe la sua valenza perché considerava la guerra come una pulizia dalla mediocrità imperante. Tutti questi sentimenti ebbero un impatto devastante non solo sui governi dell’epoca ma anche sull’intera massa della società che, con studiati slogan, manifesti ed elaborate parole d’ordine, formulate da ristretti gruppi di potere, erano indottrinati e convogliati verso il triste epilogo, ossia la morte di milioni di soldati.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa immediata dello scoppio della prima guerra mondiale?
- Quali erano le principali alleanze europee prima della guerra?
- Quale ruolo ha avuto il revanscismo francese nel contesto della guerra?
- Come si manifestava il malcontento delle popolazioni nei Balcani?
- Quali fattori culturali e ideologici hanno contribuito all'innalzamento delle tensioni pre-belliche?
L'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, in cui fu ucciso l'arciduca Francesco Ferdinando, è considerato la causa scatenante della prima guerra mondiale, perpetrato da Gavrilo Princip, un nazionalista bosniaco di nazionalità serba.
Prima della guerra, esistevano due principali alleanze: la Triplice alleanza (Austria, Germania e Italia) e la Triplice intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia), che contribuirono a creare un clima di tensione tra i paesi.
Il forte sentimento di revanscismo della Francia contro la Germania, a causa della sconfitta nella guerra franco-prussiana e della perdita di territori come l'Alsazia e la Lorena, ha rappresentato una causa indiretta del conflitto.
Il malcontento era diffuso tra le popolazioni sottomesse all'Austria, in particolare tra gli slavi e gli italiani, che desideravano l'indipendenza e si opponevano all'oppressione.
Il nazionalismo dilagante, il razzismo e il "darwinismo sociale" hanno alimentato l'idea che la guerra fosse un mezzo legittimo per riaffermare l'identità e dominare altri popoli, influenzando profondamente la società e i governi dell'epoca.