Concetti Chiave
- Michotte esplora il rapporto causa-effetto, evidenziando che non sempre è immediato, come dimostrato nell'esempio del biliardo.
- La vicinanza temporale è fondamentale per percepire la causalità, distinguendo tra eventi immediati e quelli distanziati nel tempo.
- La percezione della profondità è condivisa da alcune specie animali e dagli esseri umani, che mostrano comportamenti di evitamento in spazi percepiti come vuoti.
- Esperimenti sulla percezione della distanza dimostrano che la preferenza per diverse superfici varia in base alla presenza o assenza di parallasse di movimento.
- Si ipotizza che la parallasse di movimento sia innata, mentre la percezione della distanza possa dipendere da forme di apprendimento nel corso dello sviluppo.
Michotte e la percezione del rapporto causa-effetto
Michotte è un autore che possiamo inquadrare all’interno della gestalt.
Il rapporto causa effetto non è così immediato → noi vediamo come effetto un evento causato da un certo stimolo, ad esempio il gioco da biliardo → la palla rossa ha preso in pieno quella nera, quindi la palla rossa ha causato il movimento della palla nera. Non sempre il rapporto causa effetto è percepibile → ad esempio il tuono e il lampo non vengono percepiti l’uno causa dell’altro perché distanziati nel tempo.
Il ruolo della vicinanza temporale nella causalità
Nel rapporto causa effetto la vicinanza nel tempo ha un ruolo molto importante → ad esempio i movimenti della marea, a seconda dell’ora del giorno, non vengono percepiti come uno causa dell’altro, diversamente se premo il pulsante e si accende la luce c’è un rapporto causa effetto perché c’è una vicinanza nel tempo dei 2 eventi. Contributo di Hume → filosofico e stoico scozzese che nei suoi scritti riteneva che il problema che noi riteniamo di causa effetto in realtà non possa essere percepito ⇒ nega che si possa avere un’esperienza diretta di causalità, cioè che i rapporti causali siano oggetti di osservazione.
Percezione della profondità negli animali e negli uomini
Alcune specie di animali e gli uomini, appena in grado di muoversi nell’ambiente, percepiscono la profondità e mostrano comportamenti motori di evitamento in uno spazio percepito come un vuoto o un precipizio, ed è possibile identificare specifici meccanismi che sarebbero alla base di questa percezione di profondità come il parallasse di movimento.
Esperimenti sulla percezione della distanza
Rispetto alla distanza gli autori hanno aumentato. la grandezza dei quadrati e la loro distanza nella superficie bassa → senza l’effetto distanza ma solo con parallasse di movimento il comportamento dei soggetti è del tutto simili a quello trovato negli esperimenti presenti (preferiscono il legno al vetro). Per eliminare il parallasse di movimento i quadrati sono stati rimpiccioliti e avvicinati, e la superficie è stata attaccata a quella di vetro → mantenendo l’effetto distanza i topi preferiscono una quadrettatura più grande mentre i pulcini camminano su entrambe le superfici.
Apprendimento e percezione innata del movimento
Gli autori ci tengono a specificare che essendo che i topi iniziano a camminare già pochi giorni dopo la nascita si possa essere verificata una qualche forma di apprendimento.
⇒ sembrerebbe essere che la condizione in cui è mantenuta il parallasse di movimento sia innata, mentre quando è stata modificata alla percezione di distanza ci sia una qualche forma di apprendimento ⇒ gli autori provano a fare delle ipotesi e concludono che la parallasse di movimento è innata, mentre per l’effetto distanza ci sarebbe una qualche forma di apprendimento.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della vicinanza temporale nella percezione del rapporto causa-effetto?
- Come si manifesta la percezione della profondità negli animali e negli esseri umani?
- Quali esperimenti sono stati condotti per studiare la percezione della distanza?
- Qual è la differenza tra la percezione innata del movimento e l'apprendimento nella percezione della distanza?
La vicinanza temporale è fondamentale nella percezione del rapporto causa-effetto; eventi che accadono in sequenza ravvicinata, come premere un pulsante e accendere una luce, vengono percepiti come causali, mentre eventi distanziati nel tempo, come il tuono e il lampo, non lo sono (come evidenziato nel testo).
Sia alcune specie animali che gli esseri umani mostrano comportamenti di evitamento in presenza di spazi percepiti come vuoti o pericolosi, suggerendo che esistono meccanismi specifici, come il parallasse di movimento, alla base della percezione della profondità (secondo quanto riportato nel testo).
Gli esperimenti hanno coinvolto l'aumento della grandezza dei quadrati e la loro distanza, dimostrando che senza l'effetto distanza, i soggetti preferivano il legno al vetro; modificando le dimensioni e la posizione dei quadrati, si è osservato un comportamento differente nei topi e nei pulcini (come descritto nel testo).
Il testo suggerisce che la percezione del parallasse di movimento è innata, mentre la percezione della distanza richiede una forma di apprendimento, poiché i topi, che iniziano a camminare presto, mostrano segni di apprendimento in questo contesto (come indicato dagli autori).