Concetti Chiave

  • Roma inizia la sua espansione verso gli Stati ellenistici dopo la seconda guerra punica, rispondendo alle richieste di aiuto di Pergamo e Rodi contro Filippo V e Antioco III.
  • Dopo la sconfitta di Filippo V a Cinoscefale nel 197 a.C., Roma ottiene il controllo delle città greche, mentre Antioco III cerca alleanze per contrastare i Romani.
  • La pace di Apamea del 188 a.C. segna la sconfitta di Antioco III, che deve rinunciare alla flotta e pagare indennità, mentre i territori conquistati vengono ceduti a Rodi e Pergamo.
  • La Macedonia viene smembrata e diventa provincia romana dopo le vittorie di Lucio Emilio Paolo e Lucio Mummio, con la distruzione di Corinto nel 146 a.C.
  • La Terza guerra punica culmina nella distruzione di Cartagine nel 146 a.C., portando alla sua trasformazione in provincia romana d'Africa.

Indice

  1. Espansione romana verso gli Stati ellenistici
  2. Conflitti con Filippo V e Antioco III
  3. Guerre macedoniche e la pace di Apamea
  4. Conquista della Macedonia e distruzione di Corinto
  5. Terza guerra punica e distruzione di Cartagine
  6. Conquista di Numanzia e la provincia di Soagna

Espansione romana verso gli Stati ellenistici

Con la fine della seconda guerra punica, Roma orientò le proprie mire espansionistiche verso gli Stati ellenistici. Il Regno di Pergamo e la città di Rodi chiedono aiuto a Romani nella guerra contro Filippo V di Macedonia e Antioco III di Siria (antico rivale di Roma): occasione offerta ai romani per aprire le ostilità.

Conflitti con Filippo V e Antioco III

I nuovi ceti imprenditoriali e gli uomini politici erano favorevoli alla guerra; d’altro canto, però, c’erano coloro che temevano che la guerra rovinasse l’agricoltura e l’economia italica.

200 a.C.: dopo svariate discussioni si decide di dichiarare guerra solo a Filippo V (inizio seconda guerra macedonica)

Guerre macedoniche e la pace di Apamea

197 a.C.:a Cinoscefale, sotto la guida del console Tito Quinzio Flaminino, le legioni romane ebbero uno scontro decisivo contro Filippo V che fu costretto a consegnare la flotta, pagare una pesante indennità di guerra e liberare tutte le città greche.

Le città greche erano ostili ai Romani, e chiesero aiuto ad Antioco III che sbarcò con un contingente militare in Grecia.

191 a.C.: i Romani, affiancati da molte città greche, sconfiggono Antioco III presso le Termopili. Il Senato decide di voler affrontare il nemico sul territorio, e quindi manda in Asia delle legioni comandate dal console Lucio Cornelio Scipione.

189 a.C.: Lucio Cornelio Scipione sconfigge Antioco presso la città di Magnesia.

188 a.C.: viene firmata “pace di Apamea”, che stabiliva:

- i territori conquistati dai Seleucidi fuori dalla Siria fossero dati a Rodi e a Pergamo;

- Antico doveva rinunciare alla flotta e agli elefanti, e pagare una pesante indennità di guerra;

- Antioco doveva consegnare ai Romani Annibale, che però decise di recarsi verso la Prussia, e nel 183 a.C. preferì uccidersi che finire nelle mani dei Romani.

Conquista della Macedonia e distruzione di Corinto

Dopo la morte di Filippo V, il potere passò al figlio Perseo; al quale i Romani dichiararono guerra.

168 a.C.: il console Lucio Emilio Paolo sconfigge l’esercito macedone a Pidna; la Macedonia fu smembrata in quattro repubbliche assoggettate a Roma, e costrette a versarle un tributo.

149 a.C.: Andrisco, personaggio che si spacciava figlio di Filippo V, attacca i Romani a sorpresa.

146 a.C.: scontro decisivo a Pidna, dove vincono i Romani che dichiarano la Macedonia una provincia romana.

146 a.C.: il console Lucio Mummio soffoca le rivolte della Lega Achea; distrugge la città di Corinto e vende i cittadini come schiavi.

Terza guerra punica e distruzione di Cartagine

195 a.C.: Cartagine riesce a pagare la pesantissima indennità di guerra imposta dai Romani, il che impensierisce i Roma che inizia ad pianificare un piano di distruzione della città. Una delle condizioni di pace imposte da Roma a Cartagine alla fine della Seconda guerra punica, era che la città non poteva dichiarare guerra senza prima chiederlo a Roma; il re della Numidia fu indotto a provocare la guerra con Cartagine usando il pretesto della contesa sui confini.

149 a.C.: i Cartaginesi rispondono a Massinissa con le armi, scoppia così la Terza guerra punica. Cartagine consegna la flotta e le armi, ma Roma vuole comunque radere al suolo la città.

146 a.C.: Scipione l’Emiliano espugnò e rase al suolo Cartagine, che divenne provincia d’Africa.

Conquista di Numanzia e la provincia di Soagna

133 a.C.: Scipione riuscì ad espugnare la capitale nemica, Numanzia, e anche la Soagna divenne provincia romana.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le motivazioni che spinsero Roma a espandere il proprio territorio verso gli Stati ellenistici?
  2. Dopo la seconda guerra punica, Roma cercò di espandere il proprio dominio verso gli Stati ellenistici, rispondendo alle richieste di aiuto del Regno di Pergamo e della città di Rodi contro Filippo V di Macedonia e Antioco III di Siria, offrendo così un'opportunità per aprire le ostilità.

  3. Quali furono le conseguenze della vittoria romana contro Filippo V di Macedonia?
  4. La vittoria a Cinoscefale nel 197 a.C. costrinse Filippo V a consegnare la flotta, pagare un'indennità di guerra e liberare tutte le città greche, segnando un'importante affermazione del potere romano nella regione.

  5. Come si sviluppò il conflitto tra Roma e Antioco III di Siria?
  6. Dopo che le città greche chiesero aiuto ad Antioco III, i Romani, supportati da molte di esse, lo sconfissero nel 191 a.C. presso le Termopili e continuarono la guerra in Asia, culminando nella vittoria di Lucio Cornelio Scipione a Magnesia nel 189 a.C. e nella successiva pace di Apamea nel 188 a.C.

  7. Quali furono le conseguenze della conquista della Macedonia da parte di Roma?
  8. Dopo la sconfitta di Perseo nel 168 a.C., la Macedonia fu smembrata in quattro repubbliche soggette a Roma, e nel 146 a.C. divenne ufficialmente una provincia romana dopo la vittoria decisiva a Pidna e la distruzione della città di Corinto.

  9. Quali furono le fasi principali della Terza guerra punica e la sua conclusione?
  10. La Terza guerra punica iniziò nel 149 a.C. quando Cartagine rispose militarmente a Massinissa. Nonostante la consegna della flotta e delle armi, Roma decise di distruggere la città, culminando nella sua espugnazione e distruzione nel 146 a.C. da parte di Scipione l’Emiliano, che portò alla creazione della provincia d'Africa.

Domande e risposte

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