Cardiopatia ischemica
Anatomia del circolo coronarico
Il cuore, in caso di esercizio fisico in cui aumenta il consumo d’ossigeno (a causa di FC, PA e contrattilità), non può usare come riserva l’estrazione di ossigeno come fanno invece i muscoli scheletrici, in quanto l’estrazione è già massimale in condizioni basali. Per aumentare l’apporto di ossigeno usa la vasodilatazione proporzionale all’entità dell’esercizio fisico. La vasodilatazione è possibile grazie all’adenosina, prodotto del metabolismo ossidativo dell’ATP.
Riserva coronarica = flusso iperemico / flusso basale = 5. Significa che la massima capacità di vasodilatazione coronarica è data dal rapporto tra il flusso massimale coronarico in condizioni di massima iperemia (esercizio fisico) e il flusso in condizioni basali. 5 è il valore normale, ovvero in condizioni normali il flusso durante uno stimolo iperemico aumenta di 5 volte rispetto al valore di base.
Angina pectoris
È il sintomo della ischemia miocardica acuta. La causa dell’ischemia è la discrepanza tra richiesta e apporto di ossigeno e può dipendere da:
- ↓ Apporto di ossigeno
- ↓ Improvvisa flusso coronarico dovuto a
- Trombosi intracoronarica
- Spasmo coronarico
- Ipotensione molto grave
- ↓ Capacità di trasporto ossigeno al miocardio e alla periferia (anemia)
- Insufficienza respiratoria acuta
- ↓ Improvvisa flusso coronarico dovuto a
- ↓ Riserva coronarica
- Stenosi critica di un vaso coronarico
- Disfunzione microcircolo coronarico
Cascata ischemica
- Alterazioni metaboliche:
- In assenza di ossigeno, il piruvato viene trasformato in lattato → acidosi intracellulare
- Ioni K+ escono dal miocita ischemico → ↑ concentrazione K+ extracellulare
- Scorte di ATP vengono consumate rapidamente fino all’esaurimento
- Disfunzione sistolica:
- In assenza di ATP, il meccanismo di reuptake del calcio non può avvenire, per cui rimane nel citosol anziché rientrare nel reticolo sarcoplasmatico e permettere il rilasciamento del miocardio → miocardio rigido perché non può più rilassarsi
- Disfunzione diastolica:
- Il miocardio non si contrae più → acinesia parietale e perdita dell’inspessimento sistolico (visibile all’ecocuore)
- È dovuta a meccanismo di conservazione, per cui il miocardio in assenza di ossigeno per poter sopravvivere e per proteggersi non si muove per consumare meno ossigeno possibile
- Alterazioni ECG:
- Sottoslivellamento ST (se subendocardico)
- Sopraslivellamento ST (se transmurale)
- Sintomo anginoso
Ischemia di breve durata → ripresa funzionale molto rapida e scompare l’inspessimento sistolico. Ischemia di lunga durata → (stunning) stordimento miocardico: disfunzione sistolica del miocardio post-ischemico nonostante la riperfusione. Migliora col tempo. Se non migliora nel tempo allora la disfunzione sistolica è data dalla necrosi del miocardio.
Ripetuti episodi di ischemia seguiti da ripetuti stunning → ibernazione miocardica: il tessuto è cronicamente disfunzionale, ma vitale. La funzione contrattile si può recuperare con la rivascolarizzazione.
Genesi del dolore
È un sintomo reversibile e la sua durata dipende dall’entità dell’ischemia.
- ≥20/30 min: compare necrosi cellulare
- ≤20 min: sicuramente angina
Il dolore è generato dall’azione dell’adenosina che agisce stimolando i recettori VR1 posti a livello delle terminazioni nervose del cuore. Il segnale viene veicolato fino al talamo e alla corteccia determinando il dolore.
La localizzazione del dolore, a causa della convergenza midollare degli impulsi nervosi, può essere diversa: possiamo avere dolore riferito a livello di torace, collo, mandibola.
Se l’ischemia non si accompagna al sintomo anginoso: ischemia asintomatica silente che accade per:
- Mancata trasmissione impulsi dal cuore alla corteccia (trapianto cardiaco)
- Alterata conduzione a livello spinale o sovraspinale
- Danno nervi afferenti cardiaci
- Ischemia di durata insufficiente a provocare dolore
Caratteristiche del dolore
Non è quasi mai riferito come un dolore vero e proprio, ma come sensazione di “strangolamento associata ad ansietà riferita al torace” che compare principalmente durante un esercizio fisico. Può essere descritto come morsa, pesantezza, schiacciamento, costrizione, peso.
Localizzazione: torace anteriore, in regione retrosternale, precordiale, a sbarra. Localizzazione atipica o funzionale: indicati dal paziente con un dito su un punto del torace, aumentano con atti respiro e può essere associato a dispnea sospirosa. Sono dolori quasi sempre di nessuna importanza, associati ad ansia.
Irradiazione tipica: verso l’alto, al giugulo, collo, denti, mandibola sinistra, spalla sinistra, arto superiore sinistro parte interna, regione dorsale. Localizzazione atipica:
- Dolore alla mandibola sinistra
- Costrizione in regione epigastrica
- Esclusivamente al dorso, polsi, avambracci
- Costrizione alle braccia
- Lato destro torace
Intensità: variabile
Durata: <20 min (>30 min = IMA)
Sintomi di accompagnamento: respiro corto, fatica, debolezza, palpitazioni, sudorazione, nausea, eruttazioni, irrequietezza, sensazione di morte imminente.
Equivalenti anginosi
Sintomi ischemici che equivalgono all’angina, presenti spesso in donne, diabetici e anziani:
- Dispnea: conseguenza della congestione venosa polmonare da disfunzione sistolica acuta ventricolo sinistro
- Episodi di intensa astenia che si risolvono spontaneamente
- Palpitazioni
- Cardiopalmo
- Senso di mancamento
- Sudorazione abbondante
- Nausea, vomito
- Sincope: di natura aritmica: se l’ischemia interessa la coronaria di destra che dà il ramo per il nodo del seno può determinare un BAV III grado →↓↓↓ FC → perdita di conoscenza
Classificazione
Cardiopatia coronarica stabile
- Angina da sforzo stabile: data da placca aterosclerotica stabile
- Angina vasospastica (di Prinzmetal): da spasmo di vasi epicardici (spesso coronaria destra). Fumatori
- Angina microvascolare: vasi epicardici normali e mancata vasodilatazione delle arteriole disfunzionali. Donne
Sindromi coronariche acute
- Angina instabile
- IMA
Nell’angina instabile la patogenesi è legata a una complicanza trombotica di una placca aterosclerotica. Il trombo si sovrappone alla placca instabile e va a ostruire più o meno completamente il lume. Il trombo si può sovrapporre sia su una placca che si rompe, sia su una integra che ha subito un processo di denudazione dell’endotelio: aterotrombosi.
DD IMA-angina: nell’IMA non si ha solo un senso di peso, ma un dolore toracico vero e proprio, intenso, costrittivo/oppressivo che dura più di 30 minuti a cui possono essere associati sintomi neurovegetativi (nausea, vomito, sudorazione profusa).
Angina da sforzo stabile
Forma di angina che compare durante l’esercizio fisico e scompare col riposo.
Patogenesi
Placca aterosclerotica che va a determinare una stenosi significativa. Dal punto di vista emodinamico con stenosi coronarica >70% da placca avremo una diminuzione della pressione a valle → gradiente pressorio → il microcircolo si accorge dell’ipoperfusione e vasodilata le arteriole → questo (utilizzo della riserva coronarica) permette di mantenere il flusso coronarico normale. Se la stenosi = 90-95% → riserva coronarica = 1, ovvero si è esaurita e ha raggiunto la massima capacità di vasodilatazione, a questo punto ogni piccolo sforzo determinerà una discrepanza tra apporto e richiesta di ossigeno, facendo comparire il sintomo → angina da discrepanza (può comparire anche a riposo quando aumenta in maniera importante la richiesta di ossigeno: crisi ipertensiva, stato emotivo molto forte, stress, tachicardia parossistica).
Angina a soglia fissa: il sintomo compare sempre per la stessa quantità e intensità d’esercizio, che è quindi costante e riproducibile.
Angina a soglia variabile: il sintomo compare non in maniera costante, ma in maniera variabile sia nello stesso giorno, che in giorni diversi. In alcuni pazienti è stato riscontrato un ritmo circadiano dell’angina (nelle prime ore del mattino compare angina a basso carico). La variabilità della soglia dipende dalla vasocostrizione nella sede di stenosi. La placca infatti non interessa in maniera concentrica il lume coronarico, per cui se la porzione libera/sana aumenta la contrazione → restringimento funzionale che porta all’abbassamento della soglia anginosa.
Per valutare la gravità dell’angina
- Grado lieve: compare per sforzi intensi
- Grado severo: compare per sforzi di lieve entità → soglia anginosa bassa e angina a basso carico.
Soglia anginosa: livello di attività fisica in corrispondenza della quale compare il sintomo.
- Basso carico: angina compare per sforzi lievi
- Alto carico: angina compare per sforzi intensi
Diagnosi
Anamnesi
Test da sforzo
Test che induce ischemia: il paziente utilizzerà un cicloergometro con carichi crescenti mentre è sotto monitoraggio (parametri vitali, ECG, FC e PA) finché non compaiono i sintomi. Affinché il test possa essere considerato attendibile, è necessario raggiungere 85% della frequenza massima prevista per l’età (220-età), altrimenti sarà considerato sottomassimale. Un test sottomassimale privo di sintomi non è diagnostico (non si può dire che quel paziente non avrà sintomi per carichi maggiori), mentre se sono presenti sintomi è fortemente diagnostico perché appunto si ha la comparsa di angina per sforzi “sottomassimali” = angina a basso carico.
Il test verrà interrotto quando:
- Il paziente riferisce angina (si individua la soglia anginosa)
- Compare all’ECG un sottoslivellamento del segmento ST (si individua la soglia ischemica: soglia di esercizio fisico per cui compare un sopra o sottoslivellamento dell’ST).
Ci permette quindi di confermare la diagnosi e di valutare la gravità della coronaropatia sottostante tramite la valutazione della soglia anginosa e ischemica.
Coronaropatia grave: angina da sforzo a basso carico o sottoslivellamento ST >2mm o persiste per >5 min dopo il termine dell’esercizio.
Coronarografia
Procedura invasiva che consiste nell’introdurre tramite l’arteria radiale un catetere fino all’aorta e agli osti coronarici, dopo di che viene iniettato il mdc. Serve a valutare l’anatomia coronarica, il lume, se sono presenti lesioni ostruttive, come sono distribuite e la loro entità. La coronarografia però non permette di vedere le placche intraparietali, quindi immersa nella parete vascolare e non aggettante → coronarografia negativa non esclude presenza di malattia aterosclerotica.
Viene eseguita se:
- La prova da sforzo indica alto rischio per il paziente → angina a basso carico e bassa soglia ischemica;
- Se la prova da sforzo non è dirimente;
- Se la risposta alla terapia è insoddisfacente.
La coronarografia dà indicazione alla rivascolarizzazione. Non è esente da complicanze:
- Complicanza tromboembolica
- Infarto, ictus, morte
- Nefropatia da mdc (si cerca di prevenire con infusione ev di liquidi 24h prima e dopo). Frequente
- Dissecazione coronarica (per forza di iniezione mdc)
- Perforazione coronarica.
Metodiche di imaging cardiaco
Test inducibili di ischemia che permette di indicare la sede e l’estensione dell’ischemia. Sono:
- Ecocardiografia: valuta l’inspessimento sistolico del miocardio e l’eventuale presenza di acinesia parietale;
- Scintigrafia miocardica: valuta la perfusione miocardica. Medicina nucleare che sfrutta come tracciante il sestaMIBI, iniettato ev all’acme dell’esercizio. Diffonde passivamente e si accumula nei mitocondri: la trattenuta del radiofarmaco è proporzionale all’entità del flusso. In caso di ischemia da sforzo mostrerà la presenza di un difetto di perfusione. Se il difetto di perfusione scompare a riposo il paziente ha avuto un’ischemia; se permane si è creata un’area necrotica.
Le metodiche di imaging possono essere associate o a una prova da sforzo o a un test farmacologico come il test eco-dobutamina. La dobutamina determina ↑ contrattilità cardiaca, ↑ PA, ↑ FC = riproduce quadro simil sforzo fisico. Si effettua uno studio a riposo e uno studio post-infusione. In condizioni normali, ↑ inspessimento sistolico. In condizioni di ischemia ↓ o mancato inspessimento sistolico nella zona ischemica e acinesia parietale. Una volta che compaiono le alterazioni il test viene interrotto e si sospende l’infusione, scompare l’ischemia e si documenta il recupero della funzione sistolica. Durante il test il paziente può presentare angina e alterazioni ECG.
Terapia
L’angina stabile è dovuta nella maggior parte dei casi a lesione aterosclerotica stenosante per cui si dovranno migliorare la prognosi e i sintomi e ritardare la progressione della patologia aterosclerotica.
Individuazione e correzione fdr per aterosclerosi
Ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, fumo. Bisogna modificare lo stile di vita del paziente che dovrà smettere di fumare, ridurre peso, seguire dieta salutare.
Statine
- Agiscono a livello epatico inibendo la HMG-CoA reduttasi, enzima chiave per la sintesi del colesterolo. Vi sarà quindi una ↓ produzione colesterolo, che sarà percepita a livello epatico e a cui il fegato stesso risponderà determinando un ↑ espressione recettori per LDL a livello della membrana plasmatica che favorirà l’ingresso del colesterolo nelle cellule epatiche, portando a una riduzione del colesterolo in circolo.
- Stabilizzazione della placca tramite azione anti-infiammatoria: l’infiammazione è la causa principale dell’instabilità di placca perché ne determina assottigliamento del cappuccio fibroso (la rottura del cappuccio porta a riversamento del contenuto lipidico in circolo che essendo fortemente trombogeno causa la formazione di trombi sulla placca che porta a occlusione coronarica e evento acuto).
Il fine è prevenire eventi cv: infarto, ictus e morte cv. Le statine vengono prescritte a tutti i pazienti con elevato rischio cv a prescindere dai livelli di colesterolo per l’azione ipolipemizzante e antinfiammatoria.
Cardioaspirina
Antiaggregante piastrinico che agisce inibendo irreversibilmente la COX piastrinica → ↓ produzione trombossano che porta quindi a una riduzione dell’aggregazione piastrinica. 100mg/die a stomaco pieno. Effetto dura 7-10 gg: vita media piastrinica.
Farmaci anti-ischemici e anti-anginosi
Agiscono riducendo il consumo di ossigeno del miocardio e aumentando il flusso dell’area ischemica.
Beta-bloccanti
- Farmaci di prima scelta.
- Bloccano rec. Beta1 cardiaci → ↓ FC e forza di contrattilità.
- Determinano ↑ soglia anginosa e ↓ la frequenza degli episodi anginosi.
- Per capire se la dose è adeguata o se il paziente sta assumendo la terapia si può valutare la FC a riposo: <60 bpm; FC sotto sforzo: <110 bpm.
Effetti collaterali: bradicardia, ipotensione, disturbi di conduzione AV, broncospasmo, disfunzione sessuale, estremità fredde (per blocco beta2 a livello vasale, favorendo vasocostrizione). Controindicazioni:
- Scompenso cardiaco acuto
- Asma bronchiale
- Bradicardia
- Disturbi conduzione AV
- Angina vasospastica
Calcio-antagonisti
Farmaci di seconda scelta.
- Inibiscono l’ingresso del calcio nei miociti e nelle cellule muscolari lisce.
- Diidropiridinici (amlodipina):
- Azione vasodilatatoria periferica importante, ma non agiscono sul cuore, il quale risponderà alla vasocostrizione con ↑ tono simpatico → NO ↓ FC.
- Vanno sempre dati in associazione ai beta-bloccanti
- Effetti collaterali: edema perimalleolare, cefalea, flushing, ipotensione, tachicardia riflessa.
- Non-diidropiridinici (verapamil, diltiazem):
- ↓ Consumo ossigeno per ↓ FC, contrattilità e conduzione AV
- Vasodilatazione arterie periferiche, soprattutto circolo coronarico
- In alternativa ai beta-bloccanti se mal tollerati (asma bronchiale, BPCO, AOP)
- Effetto collaterale: stipsi
- Controindicazioni:
- Scompenso cardiaco sistolico
- Bradicardia
- Disturbi conduzione AV
Nitrati
- Vasodilatatori: ingresso farmaco nella cellula muscolare liscia dove viene convertito in NO
- ↑ Guanilatociclasi → ↑ cGMP → blocca entrata del calcio nella cellula
- Vasodilatazione venosa: ↓ precarico (ritorno venoso) → ↓ consumo ossigeno
- A dosi più elevate vasodilatazione arteriosa: vasodilatazione coronarica e azione anti-ischemica
- ↑ Guanilatociclasi → ↑ cGMP → blocca entrata del calcio nella cellula
- Via orale o transdermica
- Effetto dose-dipendente
- Limite: sviluppo precoce di tolleranza: creare finestra terapeutica in cui il paziente non deve assumere nitrati (ore notturne)
- Effetti collaterali: flushing, ipotensione ortostatica, cefalea
- Controindicazioni:
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