Concetti Chiave
- Il carbone è una risorsa non rinnovabile, poiché la sua formazione richiede milioni di anni attraverso processi geologici complessi.
- Nonostante il suo uso diffuso in passato, il carbone è stato abbandonato a causa della sua alta inquinabilità, con residui di zolfo e azoto che causano smog e problemi respiratori.
- Il petrolio si forma dalla decomposizione anaerobica di organismi morti, principalmente in ambienti salmastri, portando alla creazione del cherogene che genera petrolio.
- Una volta estratto, il petrolio subisce una distillazione frazionata e ulteriori lavorazioni come il pressing e il reforming catalitico per ottenere prodotti utili come la benzina.
- Il passaggio dal cherogene al petrolio richiede condizioni geologiche specifiche, inclusa la presenza di rocce permeabili per la migrazione del petrolio.
Qual è il problema del carbone?
Il problema del carbone è che non è oggi una risorsa rinnovabile (si può sì rinnovare ma con processi molto lunghi, perché i passaggi richiesti per passare da torba a lignite a litantrace ad antracite richiedono milioni di anni).
Il carbone è stato molto usato dalle industrie, finché non è stato sostituito dal petrolio. Il petrolio non è né un minerale né un mineraloide, è una roccia liquida. Anche il carbone si potrebbe considerare come una roccia, ma è una roccia monomineralica.
Il carbone non è mai purissimo, restano sempre residui di zolfo o azoto o altro. Ecco perché bruciare il carbone è molto inquinante. Smog = smoke + fog (fumo e nebbia), specie in Inghilterra soprattutto negli anni 50, causa anche di morti e malattie polmonari. Ecco perché il carbone è stato abbandonato e sostituito dal petrolio. Anche il petrolio non è tanto meglio però.
Formazione e lavorazione del petrolio
Anche il petrolio deriva dalla composizione anaerobica di organismo morti, soprattutto microrganismi e vegetazione, di ambienti salmastri come lagune o laghi costieri. Pag 74 e 75. Le goccioline di petrolio che si riuniscono prima formano un deposito che si chiama cherogene (che genera petrolio) che poi riscaldato migra nei sedimenti. Per migrare deve trovare strati di rocce permeabili. Per formasi ha bisogno di starti porosi, che faccia da roccia madre per formare il cherogene, una volta costituito e viene ulteriormente compresso e riscaldato si forma il petrolio, migrando per le rocce permeabili. Una volta pompato fuori, il petrolio viene distillato dall’uomo distillazione frazionata, a temperature sempre più elevate. Dopo la distillazione vi sono lavorazioni successive come il pressing e il forming (esempio la benzina, con questa ci devo essere però molecole adeguate, non troppo grosse). Altra operazione è il reformig catalitico, cioè con opportuni catalizzatori si legano tra di loro le molecole piccole in modo che facciano catene molto ramificate.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale problema legato all'uso del carbone?
- Come si forma il petrolio?
- Quali sono le fasi principali nella lavorazione del petrolio?
Il carbone non è una risorsa rinnovabile in tempi brevi, poiché i processi di formazione richiedono milioni di anni. Inoltre, la sua combustione è altamente inquinante a causa dei residui di zolfo e azoto, portando a problemi di smog e malattie, motivo per cui è stato in gran parte sostituito dal petrolio.
Il petrolio si forma dalla decomposizione anaerobica di organismi morti, principalmente microrganismi e vegetazione, in ambienti salmastri. Questo processo porta alla creazione di cherogene, che, attraverso compressione e riscaldamento, si trasforma in petrolio che migra attraverso rocce permeabili.
Dopo l'estrazione, il petrolio subisce una distillazione frazionata a temperature crescenti, seguita da lavorazioni come il pressing e il forming. Inoltre, si utilizza il reforming catalitico per unire molecole più piccole in catene ramificate, essenziali per la produzione di carburanti come la benzina.