Concetti Chiave

  • La seconda rivoluzione industriale, avvenuta dopo il 1870, segna la vittoria del liberalismo e l'emergere dell'industria capitalistica come attore chiave nell'economia globale.
  • Nuove fonti di energia, come il petrolio e l'elettricità, e innovazioni tecniche hanno alimentato un periodo di rapida crescita industriale e trasformazione sociale.
  • Il sistema di comunicazioni moderne, incluse linee ferroviarie transcontinentali, ha facilitato l'unificazione dei mercati a livello mondiale, rispondendo a un'accresciuta domanda di manodopera.
  • L'emigrazione ha assunto un ruolo cruciale nel fornire manodopera per l'industria, collegando le aree economiche arretrate in Europa con le opportunità negli Stati Uniti.
  • Le crisi economiche ricorrenti hanno messo in evidenza gli squilibri tra domanda e offerta, portando a fallimenti e disoccupazione, culminando nel crack del 1929.

redir: https://www.skuola.net/storia-moderna/la-seconda-rivoluzione-industriale.html

Caratteristiche della seconda rivoluzione industriale
Nel 1870 si assiste alla definitiva vittoria del liberalismo e del principio nazionale. I fautori delle forme nuove di autoritarismo fanno propria parte di idee liberal-nazionali e accolto le esigenze e i programmi di sviluppo economico. Si ha una trasformazione a tutti i livelli della vita sociale, nell’economia e nella cultura. In corrispondenza con le lotte per la libertà e la nazionalità, l’industria capitalistica aveva conquistata un ruolo decisivo nell’economia mondiale.
Le fonti di energia (dopo 1870), sono la base del dinamismo e della potenza della civiltà industriale, si allargarono ulteriormente con la nascita di nuove fonti di energia (industrie petrolifere ed energia elettrica).
Questi anni furono un periodo di invenzioni tecniche che provocarono un’ulteriore crescita industriale.
Un nuovo settore industriale con la nascita dell’industria chimica.
Impulso al sistema delle comunicazioni fa sentire la necessità di sbocchi di mercato, di approvvigionamento di materie prime e di manodopera per una produzione crescente a ritmo accelerato. Linee ferroviarie transcontinentali, superamento ostacoli naturali, sostituzione del motore alla vela. Il sistema moderno di comunicazione fu lo strumento dell’unificazione mondiale del mercato.
Anche l’emigrazione, assumendo nuovi caratteri e funzioni, diventò un aspetto complementare della civiltà industriale. Tra il 1880 e il 1914 l’ondata migratoria raggiunse proporzioni mai toccate: punto di partenza le zone di arretratezza economico dell’Europa, punto di attrazione gli USA, la cui richiesta di manodopera favorì l’impiego di contadini nei lavori stradali e ferroviari e nell’industria edilizia. Il mondo rurale rimasto chiuso e isolato ai margini della vita moderna, cominciò ad avvertire nuove esigenze politiche e civili.
L'ampliamento e rinnovamento del sistema bancario: bisogno di credito anche per le imprese private e per i lavori pubblici; si crearono grandi concentrazioni, che mobilitarono il risparmio in misura sempre più larga al servizio dell’industria, del commercio, dei trasporti.
Sviluppo tecnologia, mercato, credito, dimostravano più disponibilità di risorse umane più la logica della concorrenza capitalistica (momenti di crisi colpivano periodicamente l’economia mondiale); sorse, negli ultimi decenni dell’800, la tendenza alla concentrazione dell’attività produttiva, alle coalizioni e fusioni tra diverse società, fabbriche...Comincia una nuova fase del capitalismo: le maggiori industrie bancarie acquisirono un carattere monopolistico.
L’idea della concorrenza come fattore di stimolo e progresso, espressione della libertà economica, cominciò ad offuscarsi.
Le fabbriche vedevano razionalizzate le tecniche di organizzazione e di sfruttamento del lavoro e la regolamentazione del ritmo produttivo e la ripartizione dei compiti. Il “Taylorismo”, elaborato nel 1893 (Frederik W. Taylor) diede il primo avvio al tipo di produzione a catena di montaggio, con la quale si regolò, sulla base della velocità di un complesso di macchine coordinate, tutto l’insieme dell’attività lavorativa della fabbrica.
I grandi complessi bancari giunsero (controllo del credito, possesso di azioni e impiego di capitali) a conquistare parte preponderante nella direzione di imprese industriali. Il nuovo tipo di capitale basato sulla compenetrazione tra banche e industrie produsse una eccedenza di capitali e la ricerca di possibilità di investimenti e di profitti anche all’estero. L’esportazione di capitali divenne uno degli aspetti più importanti dell’espansione dell’influenza capitalistica su scala mondiale, e si intrecciò con la ricerca di mercati e di materie prime nel quadro della lotta economica tra le nazioni. Dai grandi centri industriali il capitalismo finanziario si indirizzò verso alcune aree economicamente arretrate e alle condizioni favorevoli alla realizzazione di alti profitti.
Ci furono periodiche crisi economiche sempre più gravi e generali e un grande squilibrio tra la domanda e l’offerta, tra il mercato e l’attività produttiva: incapacità del mercato di assorbire la quantità di beni prodotti generò fallimenti, disoccupazione e paralisi del sistema. Le conseguenze erano più disastrose più era importante e ramificata l'industria, nell’economia e nella società e ampiezza rete di scambio.
La prima crisi di dimensioni mondiali si ebbe nel 1857, altre ne seguirono con ritmo regolare fino al crack del 1929 ocn un'accelerazione della trasformazione del sistema economico (si accentuò la tendenza ad abbandonare il libero scambio e ad adottare misure protezionistiche).

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali caratteristiche della seconda rivoluzione industriale?
  2. La seconda rivoluzione industriale, iniziata nel 1870, si caratterizzò per la vittoria del liberalismo, l'espansione delle fonti di energia, l'emergere dell'industria chimica e un significativo sviluppo delle comunicazioni, che favorirono l'unificazione del mercato mondiale.

  3. Come influenzò l'emigrazione la civiltà industriale tra il 1880 e il 1914?
  4. Durante questo periodo, l'emigrazione assunse nuovi caratteri, con un'ondata migratoria che portò molti contadini dall'Europa agli Stati Uniti, dove la richiesta di manodopera per lavori stradali e ferroviari creò nuove esigenze politiche e civili nel mondo rurale.

  5. Quale ruolo ebbe il sistema bancario nello sviluppo industriale?
  6. Il sistema bancario si ampliò e rinnovò per soddisfare il bisogno di credito delle imprese e dei lavori pubblici, creando grandi concentrazioni di capitale che sostennero l'industria, il commercio e i trasporti, contribuendo così alla crescita economica.

  7. Come si manifestò la tendenza alla concentrazione dell'attività produttiva?
  8. Negli ultimi decenni del 1800, si osservò una crescente concentrazione dell'attività produttiva attraverso coalizioni e fusioni tra diverse società, portando a una fase monopolistica del capitalismo, in cui le grandi industrie bancarie acquisirono un ruolo predominante.

  9. Quali furono le conseguenze delle crisi economiche nel periodo della seconda rivoluzione industriale?
  10. Le crisi economiche, che si verificarono regolarmente, causarono fallimenti, disoccupazione e paralisi del sistema, evidenziando un grande squilibrio tra domanda e offerta e portando a un'accelerazione della trasformazione del sistema economico verso misure protezionistiche.

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