Concetti Chiave
- La cappella funeraria della famiglia Pazzi, situata nel chiostro della Chiesa di Santa Croce a Firenze, fu costruita tra il 1429 e il 1461, completata dopo la morte dell'architetto Brunelleschi.
- Caratterizzata da un portico ispirato al pronao classico, la cappella presenta un interno rettangolare con una cupola emisferica e due ali dotate di volta a botte.
- Gli elementi architettonici sono realizzati in pietra serena, ben contrastante con l'intonaco bianco, evidenziando la bellezza della struttura e la sua funzione statica.
- I medaglioni in terracotta invetriata azzurra di Luca della Robbia, risalenti al 1445, rappresentano l'unico elemento di colore vivace all'interno della cappella.
- La critica moderna riconosce il progetto originale di Brunelleschi, evidenziando la chiarezza e la definizione degli spazi interni come una sua caratteristica distintiva.
Inizio e completamento della cappella
La costruzione della cappella funeraria realizzata per la famiglia Pazzi iniziò a partire dal 1429 all’interno del chiostro della Chiesa di Santa Croce a Firenze, ma fu ultimata solo nel 1461, dopo la morte dell’architetto.
La cappella è preceduta da un singolare portico che appare ispirato a un pronao classico e agli archi di trionfo romani (terminato anche esso però dopo la morte di Brunelleschi). Rispetto alla Sagrestia Vecchia, l’interno è impostato su una pianta rettangolare anziché quadrata, in quanto lo spazio cubico centrale, sormontato da una cupola emisferica, si distende ai lati su due ali con volta a botte. Come nella Sagrestia Vecchia, nella parete di fondo si apre la scarsella, coperta a sua volta da un’analoga cupola.
Elementi stilistici e critiche moderne
Lo spazio è sempre ritmato da studiate proporzioni geometriche e dalla ripetizione di forme che sarebbero presto diventate un modello per tanta architettura fiorentina (cerchio, quadrato, rettangolo). Tutti gli elementi portanti dell'edificio (archi, trabeazioni, paraste angolari) sono evidenziati dalla pietra serena e si stagliano sul bianco dell’intonaco: in questo modo Brunelleschi ne indica la funzione fondamentale per la statica dell’edificio, ma sottolinea anche la squisita bellezza del loro perfetto incastrarsi e integrarsi. L’effetto visivo risulta pertanto ancora più nitido e scandito rispetto alla Sagrestia Vecchia, con un’apparenza di spoglia e geometrica semplicità che diviene fondamentale elemento stilistico ed espressivo. I medaglioni in terracotta invetriata azzurra che decorano le pareti, eseguiti da Luca della Robbia intorno al 1445, sono l’unico elemento cromaticamente vivace.
Oggi la critica ridimensiona l'intervento effettivo di Brunelleschi, al quale si deve comunque il progetto originario della pianta centrale, ma la nitidezza evidente nella definizione dello spazio interno della cappella è di per sé caratteristica sufficiente a individuare la mano del maestro.
Domande da interrogazione
- Qual è la data di inizio e completamento della cappella funeraria della famiglia Pazzi?
- Quali sono le caratteristiche architettoniche distintive della cappella rispetto alla Sagrestia Vecchia?
- Quali elementi stilistici rendono la cappella un modello per l'architettura fiorentina?
La costruzione della cappella iniziò nel 1429 e fu completata nel 1461, dopo la morte dell'architetto Brunelleschi.
A differenza della Sagrestia Vecchia, la cappella ha una pianta rettangolare e presenta uno spazio centrale sormontato da una cupola emisferica, con due ali laterali a volta a botte.
La cappella è caratterizzata da proporzioni geometriche studiate e dalla ripetizione di forme come cerchi e quadrati, con elementi portanti evidenziati dalla pietra serena, creando un effetto visivo di spoglia e geometrica semplicità.