Concetti Chiave

  • Don Abbondio, Perpetua e Agnese trovano rifugio nel castello dell'Innominato, al sicuro dai lanzichenecchi, vivendo in serenità ed efficienza.
  • Al ritorno, Agnese scopre la sua casa danneggiata, ma si sente comunque fortunata grazie al dono dell'Innominato, vedendo il lato positivo della situazione.
  • La canonica di don Abbondio e Perpetua è devastata, rappresentando una sorta di sentenza contro il quieto vivere di don Abbondio, in netto contrasto con la sorte di Agnese.
  • Don Abbondio e Perpetua avevano già dei presentimenti sulla devastazione della loro casa, alimentati dalla paura che il ritardo nel rientro potesse favorire i saccheggi.
  • Dopo aver scoperto la devastazione e la buca vuota, Perpetua si attiva per scoprire la causa, mentre don Abbondio sceglie di non agire, preferendo mantenere la pace.

Indice

  1. Antefatto
  2. La casa di Agnese
  3. La canonica
  4. I presentimenti di don Abbondio e di Perpetua
  5. Il quadro devastante della canonica
  6. La reazione di don Abbondio e di Agnese

Antefatto

Don Abbondio, Perpetua ed Agnese trovano una generosa ospitalità nel castello dell’Innominato per circa tre settimane. Sono al sicuro poiché l’Innominato compie con i suoi uomini armati delle sortite nella valle con lo scopo di tener lontano i lanzichenecchi. La vita nel castello scorre serenamente ed organizzata in modo efficiente: se, da un lato, don Abbondio è sempre presso dalla solita paura, le due donne cercano di rendersi utile in qualche modo. Arrivato il momento di lasciare i luoghi, l’Innominato regala ad Agnese altri scudi.

La casa di Agnese

Al termine del viaggio di ritorno, i tre personaggi si separano: Agnese va da una parte e Don Abbondio e Perpetua si dirigono verso la canonica. La situazione in cui i lanzichenecchi hanno lasciato la casa di Agnese è descritta in poche righe: la donna fa riparare i danni più grossi e si ritiene comunque fortunata perché l’Innominato le ha dato ancora del denaro e della biancheria come corredo per Lucia. Infatti, tra sé, esclama: “ Sono caduta in piedi; sia ringraziato Iddio e la Madonna e quel buon signore: posso proprio dire di essere caduta in piedi.”

La canonica

Ben diversa è la situazione della canonica e di don Abbondio e Perpetua.
La rovina della casa del curato sembra quasi che rappresenti una sentenza pronunciata dalla Provvidenza contro l’immagine del quieto vivere, sempre ricercata da don Abbondio. Se la condizione di Agnese sembra significare una giusta ricompensa da parte della Provvidenza, essa si pone in opposizione rispetto a quella degli altri due personaggi. Rispetto al capitolo VIII, la situazione è capovolta. Non per nulla don Abbondio si mette a rifare a poco a poco i mobili e gli utensili danneggiati o distrutti con il denaro prestato da Agnese.

I presentimenti di don Abbondio e di Perpetua

Bisogna anche ricordare che alla devastazione della canonica viene fatta allusione già nel capitolo precedente quando, nel momento del seppellimento del tesoro ai piedi di un fico, fra serva e padrone si apre un intenso battibecco. Durante il soggiorno al castello, don Abbondio aveva avuto dei vaghi presentimenti e Perpetua afferma che quanto più si tarda a rientrare a casa, tanto più si offre agli sciacalli di approfittare dell’occasione e di portare via quello che i lanzichenecchi hanno lasciato.

Il quadro devastante della canonica

Il quadro della devastazione della canonica supera ogni attesa. Innanzitutto, i due personaggi entrano in casa senza far uso della chiave e subito vengono come respinti da un forte fetore. Avanzano in punta di piedi per scansare la sporcizia lasciata sul pavimento. Con il carbone, i lanzichenecchi hanno disegnato sui muri delle figure beffarde. Ovunque notano frammenti di quello che arredava la casa: il bracciolo di una seggiola, il piede di un tavolo, lo sportello di un armadio, la parte di un letto, la doga di una piccola botte, piume e penne di galline sparpagliate ovunque, vogli di calendario. La scelta di tutti questi residui di una vita tranquilla non è casuale perché ci rinviano ai primi capitoli del romanzo. Il bracciolo ci rimanda al seggiolone tanto amato dal curato e su cui egli leggeva i suoi libriccini, il piede del tavolo ci fa pensare alla tavola apparecchiata per la cena, lo sportello dell’armadio è forse una parte del mobile in cui don Abbondio custodiva i suoi tesori, la panca di letto fa parte del letto su cui don Abbondio ha cercato di riposare, la notte prima dell’incontro con Renzo, inteso come rifugio dopo il colloquio con i bravi. Le piume delle galline e i fogli del calendario ci fanno pensare ad una ventata di violenza che, improvvisamente, è entrata nella canonica.

La reazione di don Abbondio e di Agnese

Don Abbondio e Perpetua, nel constatare la rovina della loro casa, reagiscono nello stesso modo, hanno gli stessi gesti e le stesse parole fino al momento culminante in cui scoprono che la buca scavata ai piedi del fico è vuota. Entrambi gridano, entrambi hanno il braccio teso e l’indice puntato verso la buca, entrambi rientrano a casa brontolando. A questo punto, l’atteggiamento dei due personaggi si diversifica. Perpetua constata che il presentimento avuto al castello è diventato realtà e lo scrittore ci informa che a forza di indagare, la donna è venuta a sapere che si tratta di sciacallaggio da parte di alcuni abitanti del villaggio. Da parte sua, per quanto sollecitato da Perpetua, don Abbondio non intende agire nei confronti di quest’ultimi per amor di pace e di fronte alle cose che gli mancano resta silenzioso.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto in cui don Abbondio, Perpetua e Agnese trovano rifugio?
  2. Don Abbondio, Perpetua e Agnese trovano ospitalità nel castello dell'Innominato per circa tre settimane, al sicuro dai lanzichenecchi grazie alle sortite degli uomini armati dell'Innominato.

  3. Come reagisce Agnese alla devastazione della sua casa?
  4. Agnese si ritiene fortunata nonostante i danni, poiché l'Innominato le ha dato denaro e biancheria per Lucia, esclamando di essere "caduta in piedi".

  5. In che modo la devastazione della canonica riflette il destino di don Abbondio?
  6. La rovina della canonica sembra una sentenza della Provvidenza contro il quieto vivere di don Abbondio, in contrasto con la ricompensa ricevuta da Agnese.

  7. Quali erano i presentimenti di don Abbondio e Perpetua riguardo alla loro casa?
  8. Durante il soggiorno al castello, don Abbondio aveva vaghi presentimenti, mentre Perpetua temeva che ritardare il ritorno avrebbe favorito il saccheggio della loro casa.

  9. Come reagiscono don Abbondio e Perpetua alla scoperta della devastazione?
  10. Entrambi reagiscono con sgomento alla devastazione e alla scoperta della buca vuota, ma mentre Perpetua indaga, don Abbondio preferisce non agire per mantenere la pace.

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