Righi - Sequenza - Luoghi e tempi - Personaggi
1-20. Descrizione dei luoghi dove si ambientano le prime fasi del romanzo: il lago, i monti che lo circondano, il fiume Adda, la città di Lecco e i paesini circostanti. Il narratore descrive i luoghi come se li vedesse dall'alto. Dintorni di Lecco. La natura, il paesaggio.
21-26. Situazione delle terre descritte sotto la dominazione spagnola: soldati stranieri che commettono violenze, furti e soprusi. Dintorni di Lecco. Primi decenni del Seicento. Soldati, donne, contadini.
26-45. Descrizione delle sponde del lago, dei monti, dei paesini e delle stradine che li collegano. Il punto di vista è quello di un osservatore posto sulle pendici delle montagne circostanti. Dintorni di Lecco. La natura, il paesaggio.
45-81. Don Abbondio passeggia, come d'abitudine, leggendo il breviario, ma a una biforcazione della strada, nei pressi di un tabernacolo dipinto, vede due loschi personaggi. Descrizione dei due bravi fermi vicino all'incrocio: la capigliatura, i vestiti, le armi. Paese di Renzo e Lucia. 7/11/1628 tramonto. Don Abbondio, i bravi.
Si passano in rassegna le norme emanate contro i bravi dal 1583 al 1632.
82-162. Vengono citate molte leggi, dette "gride", che prevedevano pene severissime per i bravi, che erano i sicari dei potenti: l'Autore - tra una citazione e l'altra - propone considerazioni ironiche sull'inefficacia delle gride stesse. Il territorio del Ducato di Milano. Dal 1538 al 1632.
Si torna alla passeggiata di don Abbondio il 7 novembre 1628.
163-186. Comprendendo che i bravi stanno attendendo lui, don Abbondio cerca vie di fuga o eventuali testimoni, ma poi, vista l'assenza delle une e degli altri, si avvicina ai due fingendosi tranquillo. Paese di Renzo e Lucia. 7/11/1628 tramonto. Don Abbondio.
187-233. I bravi sbarrano la strada al curato e gli impongono, con le minacce, di non celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia. Don Abbondio, spaventato, si dichiara più volte disposto all'obbedienza, specie quando sente il nome di don Rodrigo, il padrone dei due bravi. I due bravi, don Abbondio.
Si parla del carattere di don Abbondio e della situazione sociale del suo tempo.
234-297. Viene descritto il clima di violenza che caratterizza il Ducato di Milano sotto la dominazione spagnola: i potenti possono impunemente commettere ogni tipo di atti violenti, mentre i deboli sono costretti a subire e non sono protetti dalla Giustizia. Il territorio del Ducato di Milano. Fine Cinquecento, inizio Seicento.
298-306. Spiegazione dei motivi che hanno condotto don Abbondio alla scelta sacerdotale: desiderio di appartenere a una classe privilegiata e non vera vocazione religiosa. Verso il 1580. Don Abbondio.
306-343. Il "sistema" di vita di don Abbondio: la sua paura, il suo servilismo, la scelta di stare sempre dalla parte del più forte, le sue cattiverie verso i più deboli, le sue critiche a chi non pensa ai fatti propri.
Si torna nuovamente alla passeggiata di don Abbondio il 7 novembre 1628.
344-368. Inizia il soliloquio di don Abbondio. Come parlando tra sé, egli immagina le reazioni di Renzo e ripensa a ciò che avrebbe dovuto dire ai bravi. Infine inveisce contro don Rodrigo.
368-458. Giunto a casa propria, il curato chiama Perpetua, la sua serva: una donna decisa, ma un po' bisbetica e pettegola. Dopo qualche esitazione, don Abbondio si confida con lei, ma non accetta i suoi saggi consigli. Infine, stremato, va a dormire, raccomandando a Perpetua la massima riservatezza. Casa parrocchiale. 7/11/1628 sera. Don Abbondio, Perpetua.