Concetti Chiave

  • Il Canto I della Divina Commedia inizia con Dante che si trova nella "selva oscura", simbolo del peccato e della confusione spirituale.
  • Le tre fiere che ostacolano Dante rappresentano diversi vizi: sensualità, superbia e cupidigia, indicando le sue debolezze.
  • Virgilio, simbolo della ragione umana, diventa la guida di Dante nel suo viaggio attraverso l'Inferno e il Purgatorio.
  • Il Veltro è presentato come un restauratore morale e civile, profetizzato per scacciare la cupidigia e rappresentato da figure storiche come Cangrande della Scala.
  • Il Canto I funge da prologo, evidenziando il tema della redenzione attraverso il desiderio di Dante di ascendere al "Colle della Grazia".

v.5: "selva selvaggia"=> annominazione (ripetizione della stessa radice etimologica in due parole)

v.7: "amara...morte"=> allitterazione (ripetizione delle stesse lettere in due parole)

v.17: "vestite...pianeta"=> allegoria (espressione di un concetto tramite un'immagine)

v.22-27: "E come quei...viva"=> similitudine (paragone tra due elementi)

v.36: "volte volto"=> paranomàsia(accostamento di parole con significato diverso ma suono simile)

v.50: "carca...magrezza"=> ossimoro (accostamento di termini opposti)

v.55: "E acquista..."=> similitudine

v.60: "'l sol tace"=> sinestesia (accostamento di parole appartenenti a sfere sensoriali diverse)

v.81: "io lui"=> ellissi (elisione di un termine)

v.90: "le vene e i polsi"=> sineddoche (sostituzione di un termine con una che ha un rapporto maggiore)

v.112: "me'"=> apocope (presenza di un apostrofo a causa di un elisione)

v.124: "imperador"=> perifrasi (sostituzione di un termine con una circonlocuzione)

L'inizio del viaggio di Dante

Il Canto I della Divina Commedia si apre nella notte tra giovedì 7 aprile 1300 (Giovedì Santo) e venerdì 8 aprile 1300 (Venerdì Santo). Dante, giunto a metà della sua vita, si ritrova in una foresta scura e insidiosa, la cosiddetta "selva oscura", essendosi allontanato della via del bene (distolto dal peccato). Il poeta è spaesato ma, dopo una notte di faticoso cammino, può scorgere un colle illuminato, il "Colle della Grazia". Ma tre fiere ostacolano la sua salita: una lonza, allegoria della sensualità; un leone, allegoria della superbia; e una lupa, allegoria della cupidigia. Egli purtroppo non riesce a combatterle e quindi deve prendere coscienza delle proprie debolezze e del fatto che da solo non riuscirà a raggiungere la vetta. Proprio in quel momento giunge dinanzi a lui il poeta Virgilio, allegoria della ragione umana. Dante coglie l'occasione per lodarlo, essendo questi il suo principale riferimento dal punto di vista letterario, ma anche per chiedergli aiuto nel superare le bestie feroci, in particolare l'avida lupa. Virgilio allora lo mette in guardia dall'ingordigia, vizio a cui tutti gli uomini soccombono. Solo il Veltro, restauratore morale e civile, potrà gloriosamente scacciarla. Questa affermazione, che può essere letta anche come una profezia, è volta a spiegare al Sommo Poeta che dovrà seguire un altro tragitto per raggiungere la Grazia, liberandosi dal peccato. Sarà proprio il poeta latino a guidarlo lungo le vie dell'Inferno e del Purgatorio, mentre Beatrice lo seguirà nel Paradiso.

Le allegorie e i simboli

Il Canto I ha funzione di prologo all'intera opera. Prevalgono infatti diversi elementi allegorici, come le tre fiere, i vizi da cui fuggire; ma anche le date attribuite, appartenenti alla settimana santa del primo Giubileo. Ma è proprio l'ambientazione a esprimere la maggiore giustificazione della Commedia. Difatti il viaggio ha inizio sulla Terra, nella selva del peccato, e l'agognata ascesa presso il Colle della Grazia definisce il desiderio di Dante di ottenere la redenzione. Tutta l'opera ha un significato morale e religioso, come si può notare grazie alle numerose figure allegoriche e retoriche e si può risaltare anche nell'anticipazione del pellegrinaggio, tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, che fa dunque emergere il principale elemento organizzativo, il tre, ovvero la trinità (oltre che il riferimento alla figura di Beatrice). Altro elemento significativo di questo canto sono i personaggi: Virgilio e il Veltro. Virgilio simboleggia la ragione, definita nel percorso letterario terreno, come ricorda Dante, e quindi unica guida per Inferno e Purgatorio; mentre il Veltro è letteralmente inteso come un cane da caccia. Ovviamente bisogna considerare il relativo significato allegorico, che lo porta a prendere le sembianze di Cangrande della Scala, o addirittura di Arrigo VII, entrambi restauratori morali conosciuti dal Sommo Poeta e in grado di vincere la corruzione della società medievale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della "selva oscura" nel Canto I della Divina Commedia?
  2. La "selva oscura" rappresenta il peccato e la confusione in cui si trova Dante, simbolizzando la sua perdita della retta via e il suo stato di spaesamento (v. 5).

  3. Chi sono le tre fiere che ostacolano Dante e cosa simboleggiano?
  4. Le tre fiere sono una lonza, un leone e una lupa, che simboleggiano rispettivamente la sensualità, la superbia e la cupidigia, rappresentando i vizi da cui Dante deve fuggire (v. 22-27).

  5. Qual è il ruolo di Virgilio nel viaggio di Dante?
  6. Virgilio, allegoria della ragione umana, diventa la guida di Dante attraverso l'Inferno e il Purgatorio, aiutandolo a superare le fiere e a riconoscere le sue debolezze (v. 17).

  7. Cosa rappresenta il Veltro nel contesto del Canto I?
  8. Il Veltro è visto come un restauratore morale e civile, simbolizzando la figura di Cangrande della Scala o Arrigo VII, che potrà scacciare l'ingordigia e la corruzione della società medievale (v. 50).

  9. Qual è la funzione allegorica del Canto I nella Divina Commedia?
  10. Il Canto I funge da prologo all'opera, introducendo temi di redenzione e moralità attraverso allegorie e simboli, e anticipando il pellegrinaggio di Dante tra Inferno, Purgatorio e Paradiso (v. 112).

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