Concetti Chiave
- Dante esce dal Limbo nel IV canto dell’Inferno, lasciando il mondo dei grandi uomini di cultura pre-cristiana per proseguire il suo viaggio con Virgilio.
- Minosse è descritto come un giudice infernale grottesco e passivo, che non ha potere e agisce solo come esecutore della volontà divina, contrariamente alla sua figura nell'Eneide.
- Le pene infernali sono aggravate dalla memoria dei tempi felici, creando un contrasto straziante tra il piacere della vita terrena e la sofferenza eterna, che provoca angoscia in Dante.
- Semiramide è presentata come un'imperatrice lussuriosa che, dopo la morte del marito, legittima le sue passioni, evidenziando la corruzione morale legata al potere.
- Didone, innamorata di Enea, si suicida dopo il suo abbandono, simboleggiando la tragedia dell'amore non corrisposto e le conseguenze devastanti delle passioni umane.
Dante lascia il Limbo?
Con il IV canto dell’inferno Dante esce dal Limbo. Lascia il castello dove sono riuniti tutti i grandi e gli uomini di cultura vissuti prima di Cristo, fra cui Ettore, Enea, Abramo, Cicerone. Era accompagnato da altri 4 poeti ma ora resta solo con Virgilio.
Minosse e il giudizio infernale
La prima terzina serve a legare la trama narrativa con quella precedente. Solitamente gli endecasillabi non stanno sul primo ictus, invece qui, come nel sonetto proemiale, è proprio in prima posizione (stàvvi). Tante allitterazioni e suoni di fastidio. Minosse era il re di Creta, nel canto IV dell’ Eneide, Enea era stato fatto scendere negli inferi, dove trova Minosse come giudice infernale. Dante che si rifà a Virgilio per il metodo di lettura figurale ma questo Minosse è diverso: i tratti sono lontani da qualsiasi modello precedente, perché non ha alcun potere, è solo un demonio grottesco, orribile, robotizzato secondo volontà divina . è un mero esecutore passivo della volontà divina. Giudica e spedisce secondo ch’avvinghia, non parla, ringhia è un animale.
Pene eterne e riflessioni
Quando deve descrivere le pene il poeta si da oggettivo, quasi spietato. La sua emotività è pateticamente segnata, lui stesso è molto segnato.
C’è un costante rapporto dialettico tra tempo umano e eternità. Ciò che è stato in vita si riverbera sempre all’inferno. Le pene sono aggravate dal fatto che si ricordano i tempi felici. Hanno sempre davanti l’opposizione fra il piacere del tempo umano e la loro eterna sofferenza. Dante è sconvolto perché ci si vedere riflesso, è angosciato.
Esempio di plurilinguismo dantesco: Lai, parola provenzale, Aere, parola latina e Briga, parola celtica che significava forza, lotta.
Semiramide e le sue passioni
vv. 51 “la prima di cui tu vuoi aver notizie fu imperatrice di molti popoli che parlavano lingue diverse, fu così abituata al vizio della lussuria (seguire le passioni carnali senza freno) che rese lecito tutto ciò che a lei piaceva, per cancellare il disonore in cui si era trascinata”. Dante prende spunto letterale da Paolo Orosio, storico del VI secolo che parla di Semiramide, regina degli Assiri (1400-1200 a.C) che si erano espandi fino alla Siria. Dopo la morte di suoi marito Nino era diventata regina e fece diventare lecite le sue passioni più basse.” Resse la città su cui oggi regna il sultano (Egitto)”: si crede che Dante si sia confuso con la Babilonia, quartiere del Cairo, con quella della Mesopotamia. Durante il medioevo l’Egitto era considerato Asia. Il suo maestro, Brunetto Latini infatti lo definisce in Asia. Dante forse vuole intendere che ha governato tutta l’Asia fino all’Egitto.
Didone e il suo destino
vv.61 troviamo Didone regina di Cartagine, riferimento al canto IV dell’Eneide. Enea era sbarcato qui dove Venere fa innamorare Didone vedova di Sicheo. Quando era morto aveva giurato che non si sarebbe più sposata, ma convinta che Enea sarebbe rimasto con lei si lascia convincere ad aver rapporti. Quando Enea riparte lei si uccide.
Achille e il suo amore
vv.65-66 secondo il romanzo di Troia, XI secolo, scritto da un francese, Achille non sarebbe morto per la freccia nel tallone. Fra le figlie di Priamo c’era Polissena, di cui Achille si sarebbe innamorato e sarebbe morto combattendo per lei. Achille era stato reinterpretato in veste di cavaliere medievale.
v. 70- dopo che io ebbi sentito il mio erudito maestro parlare di celebri donne e di cavalieri, ebbi uno stato di fortissimo turbamento (ne resta sconvolto, ma non mette in dubbio la volontà divina) e quasi mi sentii male”. Il viaggiatore è in costante rapporto con l’aldilà.
per approfondimenti vedi anche:
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'uscita di Dante dal Limbo nel IV canto dell'Inferno?
- Come viene rappresentato Minosse nel giudizio infernale?
- Qual è il rapporto tra il tempo umano e l'eternità nelle pene infernali?
- Chi è Semiramide e quale ruolo gioca nel contesto delle passioni?
- Qual è il destino di Didone secondo Dante?
Dante lascia il Limbo, un luogo dove si trovano grandi uomini di cultura vissuti prima di Cristo, per proseguire il suo viaggio con Virgilio, evidenziando la transizione da una condizione di pace a una di giudizio e sofferenza.
Minosse è descritto come un demonio grottesco e passivo, privo di potere, che giudica e condanna le anime senza parlare, riflettendo una visione distorta e orribile del giudizio divino.
Le pene infernali sono aggravate dalla memoria dei tempi felici vissuti, creando un contrasto straziante tra il piacere del passato e la sofferenza eterna, che angoscia profondamente Dante.
Semiramide è l'imperatrice che, seguendo le sue passioni carnali, ha reso lecite le sue azioni disonorevoli, rappresentando un esempio di come il potere possa corrompere e giustificare vizi.
Didone, regina di Cartagine, si suicida dopo che Enea, di cui si era innamorata, la abbandona, evidenziando il tema della passione non corrisposta e delle conseguenze tragiche delle scelte amorose.