Concetti Chiave
- Dante esprime il proprio credo politico nel canto sesto dell'Inferno, con un'espansione tematica da Firenze all'Italia e all'Impero.
- Firenze è al centro del sesto canto, descritta come un'odiata-amata città, il cui triste destino è preannunciato da Ciacco, simbolo della gola.
- Le corrispondenze tra la pena dei golosi e il destino di Firenze conferiscono coerenza all'episodio, evidenziando la connessione tra i due temi.
- Cerbero, emblema dell'ingordigia, e la città di Firenze condividono un senso di oppressione, rappresentato dalla pioggia greve che colpisce entrambi.
- La descrizione dei dannati nel canto sottolinea un parallelo con Firenze, paragonata a un'inferma in cerca di sollievo dall'agonia.
Dante e il Credo Politico
Con scansione simmetrica e progressivo allargamento di orizzonti (da Firenze all'Italia all' lmpero ), Dante affida essenzialmente il proprio credo politico al canto sesto del poema.
Firenze e l'Odiata-Amata Città
Al centro del sesto dell’Inferno è l’odiata-amata città di Firenze, il cui funesto destino viene anticipato (ma sappiamo in realtà trattarsi di profezie post eventum, riferite cioè ad avvenimenti già accaduti) da Ciacco, qui unicamente qualificato per il vizio bassamente materiale della gola.
Corrispondenze Espressive nel Canto
Qualunque sia il motivo che ha indotto Dante a scegliere proprio questo oscuro personaggio per annunciare l’esito degli scontri tra i cittadini de la città partita (v. 6) ,ci limitiamo qui ad osservare alcune corrispondenze, sul piano espressivo, tra la prima parte del canto, in cui è descritta la pena dei golosi (di cui è emblema Cerbero), e quella riguardante le sorti di Firenze, che conferiscono compattezza alla struttura dell'episodio, il più breve del poema. L’ingordigia insaziabile di Cerbero, oltre che dalle sue bramose canne viene evidenziata anche dall’accanimento dei suoi gesti, che sembrano quasi anticipare il discorso sulle lotte fratricide delle fazioni fiorentine . Analogamente, anche Firenze è talmente «piena» di invidia , che ormai trabocca il sacco , espressione evidentemente associabile al vizio della gola. A collegare golosi e Firenze vi è poi il motivo dell’«oppressione». La pioggia greve (aggettivo ripetuto ai v. 8 e 35) prostra nel fango i golosi, mentre, in corrispondenza, la parte nera terrà gli avversari sotto gravi pesi . Il senso di oppressione coinvolge lo stesso Dante, gravato però, come nel caso di Francesca ,da un senso di pietà nei confronti del proprio concittadino Cìacco. Si osserva infine come anche la descrizione dei dannati, che cercano inutilmente di ripararsi dalla pioggia greve voltandosi sui fianchi sia implicitamente collegabile a Firenze; la stessa immagine verrà infatti ripresa da Dante nel canto sesto del Purgatorio , in cui la città verrà paragonata ad un'inferma che cerca di alleviare il suo dolore rigirandosi continuamente nel letto.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Firenze nel canto sesto dell'Inferno di Dante?
- Come si collegano le pene dei golosi e le sorti di Firenze nel canto?
- Qual è il sentimento di Dante nei confronti di Ciacco e della sua città?
Firenze è al centro del canto sesto, descritta come l'odiata-amata città il cui destino funesto è anticipato da Ciacco, un personaggio emblematico del vizio della gola. Dante utilizza Firenze per riflettere sulle lotte fratricide e sull'oppressione che affliggono la città.
Le pene dei golosi, rappresentate da Cerbero, e le sorti di Firenze sono collegate attraverso il tema dell'oppressione. La pioggia greve che affligge i golosi simboleggia anche il peso delle divisioni interne a Firenze, creando una corrispondenza espressiva tra i due elementi.
Dante prova un senso di pietà nei confronti di Ciacco, il suo concittadino, evidenziando un legame emotivo con Firenze. Questo sentimento è accentuato dalla descrizione della città come un'inferma che cerca di alleviare il proprio dolore, riflettendo la sofferenza collettiva dei fiorentini.