Concetti Chiave

  • L'ambientazione del canto si svolge nel nono cerchio dell'inferno, specificamente nelle zone di Antenora e Tolomea, dove soffrono i traditori della patria e degli ospiti.
  • Il conte Ugolino racconta la sua tragica storia di prigionia e morte per fame con i suoi figli e nipoti, a causa del tradimento dell'arcivescovo Ruggieri.
  • Dante esprime un profondo sdegno per la vicenda di Ugolino, auspicando una punizione severa per Pisa, considerandola responsabile della sofferenza degli innocenti.
  • Nella terza zona, i dannati soffrono lacrime ghiacciate, incapaci di piangere, mentre Dante e Virgilio esplorano le origini del vento che sentono.
  • Frate Alberigo rivela che le anime dei traditori all'Inferno vi giungono nel momento del tradimento, mentre i loro corpi rimangono sulla Terra, occupati da diavoli.

Indice

  1. L'ambientazione e i dannati
  2. Il racconto di Ugolino
  3. L'invettiva di Dante contro Pisa
  4. La terza zona: Tolomea
  5. L'incontro con frate Alberigo

L'ambientazione e i dannati

L'ambientazione di tale canto è il nono cerchio dell'inferno, più precisamente quella che risulta essere la seconda e la terza zona, ovvero quella di antenora e tolomea. Per quanto riguarda l'arco temporale sono circa le 18 di sabato 9 aprile del 1300. La categoria di dannati che sono presenti in questo cerchio sono tutti coloro che possono essere stati reputati durante la loro peccaminosa vita come i traditori della patria e degli ospiti. Le loro pene sono quella di essere conficcati fino al collo nel ghiaccio del lago cocito oppure quella di restare supini e soffrire per le lacrime che non fuoriescono a causa del ghiaccio sul viso.

Il racconto di Ugolino

Rispondendo a Dante (v. canto XXXII), il conte Ugolino rivela la sua identità e quella del dannato cui rode il cranio, l'arcivescovo Ruggieri, che lo fece imprigionare a tradimento nella Torre della Muda, a Pisa, insieme ai figli e ai nipoti. Ugolino racconta che, dopo diversi mesi di carcerazione, ebbe un sogno premonitore in cui un lupo e i suoi cuccioli venivano inseguiti e dilaniati da cagne magre e fameliche. Al risveglio, sentendo i figli piangere nel sonno per la fame e inchiodare la porta di ingresso della torre, comprende di essere destinato a morire di fame insieme ai ragazzi. Dopo una lunga agonia, uno dopo l'altro i prigionieri cadono stremati; l'ultimo a cedere, sopraffatto dall'inedia e dal dolore, è Ugolino. Terminato il terribile racconto, il dannato riprende il fiero pasto.

L'invettiva di Dante contro Pisa

Lo sdegno di Dante di fronte all'orribile vicenda si traduce in una dura invettiva contro Pisa, che si augura di vedere sommersa dall'Arno; tale sarebbe la giusta punizione per la ferocia di una città che, pur tradita da Ugolino, non doveva sacrificare la vita dei suoi figli innocenti.

La terza zona: Tolomea

I due poeti entrano nella terza zona del nono cerchio, Tolomea: qui i dannati, supini, soffrono per le lacrime che, impedite nella fuoriuscita dal ghiaccio formatosi sul viso, rientrano negli occhi e provocano loro dolore. Dante chiede quale sia l'origine del vento che sente soffiare, ma Virgilio lo invita ad aspettare: tra poco lo saprà.

L'incontro con frate Alberigo

Un dannato si rivolge ai due pellegrini, Dante e Virgilio, pregandoli di togliergli le lacrime ghiacciate che gli impediscono di piangere; Dante promette di farlo se egli rivelerà la sua identità. Lo spirito dichiara allora di essere frate Alberigo (colpevole di aver fatto uccidere a tradimento due suoi parenti) e spiega che l'anima dei peccatori li puniti precipita all'Inferno già nel momento in cui il tradimento è compiuto, mentre un diavolo si incarna nel loro corpo fino alla morte. Indica come esempio il genovese Branca Doria (punito per il tradimento del suocero Michele Zanche, barattiere citato nel canto XXII), che si trova all'Inferno anche se il suo corpo è ancora sulla Terra. Dante, in segno di disprezzo, rifiuta di rispettare la promessa fatta all'inizio del loro colloquio e coglie l'occasione per pronunciare una dura invettiva contro la malvagità dei genovesi

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'ambientazione del nono cerchio dell'inferno e quali sono le pene dei dannati?
  2. L'ambientazione è il nono cerchio dell'inferno, in particolare le zone di antenora e tolomea, dove i traditori della patria e degli ospiti sono puniti conficcati nel ghiaccio o costretti a soffrire per le lacrime ghiacciate sul viso.

  3. Chi è il conte Ugolino e quale tragica storia racconta a Dante?
  4. Il conte Ugolino rivela di essere stato imprigionato a tradimento dall'arcivescovo Ruggieri con i suoi figli e nipoti, e racconta della loro agonia e morte per fame, culminando con il suo ultimo atto di disperazione.

  5. Qual è la reazione di Dante di fronte alla vicenda di Ugolino?
  6. Dante esprime il suo sdegno con una dura invettiva contro Pisa, auspicando che la città venga sommersa dall'Arno per la sua ferocia, nonostante Ugolino avesse tradito.

  7. Cosa accade nella terza zona del nono cerchio, Tolomea?
  8. Nella zona di Tolomea, i dannati soffrono per le lacrime ghiacciate che non possono fuoriuscire, causando loro un dolore intenso, mentre Dante e Virgilio si preparano a scoprire l'origine del vento che sentono.

  9. Chi è frate Alberigo e quale rivelazione fa a Dante?
  10. Frate Alberigo, un dannato che ha tradito i suoi parenti, spiega che le anime dei peccatori sono già punite all'Inferno al momento del tradimento, mentre i loro corpi rimangono sulla Terra, e Dante, disgustato, rifiuta di aiutarlo.

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