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Concetti Chiave

  • Dante arriva nella cornice degli iracondi, dove le anime purgano la loro collera rimanendo in una nuvola nera che offusca la vista.
  • Marco Lombardo offre una lezione sul libero arbitrio, sottolineando l'importanza della libertà di scelta e della responsabilità morale.
  • La descrizione del luogo è caratterizzata da un'atmosfera infernale, con riferimenti a buio e condizioni oppressive che simboleggiano la cecità morale.
  • Le anime in Purgatorio pregano per pace e misericordia, creando un contrasto con l'isolamento dell'Inferno, dove regna la solitudine.
  • Dante riflette sul tema della malizia, interrogandosi se sia una responsabilità divina o umana, evidenziando il viaggio come un'esperienza collettiva per l'umanità.

Canto XVI Purgatorio

L'Arrivo nella Cornice degli Iracondi

- Dante racconta di essere arrivato nella cornice degli iracondi dove la purgazione delle anime avviene attraverso il fatto che esse debbano rimanere all’interno di una nuvola nera acre che colpisce gli occhi.

Nel secondo canto propone Marco Lombardo che parla del libero arbitrio, non sappiamo chi possa essere ma ai tempi di Dante doveva essere molto famoso, anche se potrebbe essere una pura invenzione.

Si apre con una descrizione delle anime e del luogo, Dante e Virgilio si trovano immersi in una caligine infernale; questo viene ribadito dall’uso di termini quali “buio d’inferno”, “nuvol tenebrata”, “aspro pelo”, “dar di cozzo”.

L’inferno presente anche da un’altra angolazione: l’inferno è la negazione della luce e tutto appartiene solo alla sfera uditiva.

La Lezione di Marco Lombardo

Marco Lombardo ha amato un valore ora tenuto in scarsa considerazione, nel canto precedente si aveva già discusso sulla morale.

Marco Lombardo ora terrà una sorta di lezione sul libero arbitrio, la spiegazione è molto attenta alla chiarezza e alla completezza, sembra diventare un laureando che deve proporre l’argomentazione che poi verrà giudicata, presenta degli intercalari che mirano a spiegare il libero arbitrio.

1-3 Buio d’inferno e di notte privata / d’ogni pianeto, sotto pover cielo, / quant’esser può di nuvol tenebrata

C’è una situazione infernale, nel buio si perder il lume della ragione

6 Aspro peloi= l’aria è estremamente irritante

7 che l’occhio a stare aperto non sofferse= denota la condizione di cecità in cui si trovano

8-9 onde la scorta [Virgilio] mia saputa e fida

mi s’accostò e l’omero m’offerse. =da una parte c’è il significato letterale, Dante si appoggia a Virgilio, dall’altra c’è un significato allegorico, Virgilio è la ragione quindi Dante è invitato a appoggiarsi alla ragione

10-11 Sì come cieco va dietro a sua guida / Per non smarrirsi e per non dar di cozzo

È molto buio e Dante si appoggia a chi viene prima, c’è una situazione analoga con gli invidiosi che hanno gli occhi cuciti

13 m’andava io per l’aere amaro e sozzo= acre, sudicio, nero per il fumo

14 “Guarda che da me tu non sia mozzo”= Virgilio a Dante “sta attento che non ci separiamo”

15-18 Io sentia voci, e ciascuna pareva / pregar per pace e per misericordia / l’Agne di Dio che le pecca leva= lamento uditivo quasi edificante, stanno pregando Dio e ogni anima pregava per la pace e la misericordia

19 Pur “Agnus Dei” eran le loro essordia= si tratta di una parafrasi di una preghiera

21 Si parea che tra esse ogni concordia= contrariamento all’Inferno dove troviamo una individualità angosciante (la solitudine morale), qui nel Purgatorio regna la coralità

22-24 “Quei sono spiriti maestro, ch’i’ odo?” / iss’io. Ed elli a me: “Tu vero apprendi, / e d’iracundia can solvendo il nodo” = risposta alla domanda di Dante al maestro: le voci che si odono appartengono a anime purganti di iracondi che si stanno purgando

25-27 “or tu chi se’ che ‘l nostro fummo fendi, / e di noi parli come se tue / partissi ancor lo tempo per calendi?”

= a parlare è Marco Lombardo che accortosi di Dante vuol sapere perché egli parli come un vivo

31-34 e io:“O creatura che tu mondi/ per tornar bella a colui che ti fece,/maraviglia udirai, se mi secondi [accompagni]”

= si tratta della captatio benevolentia

“Io ti seguiterò quanto mi lece” [mi è concesso]

36 l’udir ci terrà giunti in quella vece” = staremo insieme grazie al suono della nostra voce

37-38 Allora incominciai: “con quella fascia / che la morte dissolve men vo suso”= Dante dice che procede con il corpo

39-41 e venni qui per l’infernale ambasciata [Inferno]. / E se Dio m’ha in sua grazia rinchiuso, [elargendomi la sua grazia] / tanto che vuol ch’i’ veggia la sua corte [Paradiso]= siamo davanti alla tripartizione

45 e tue parole fien le nostre scorte= la scorta non è Virgilio (Virgilio anche se è la ragione non può essere scorta nel Purgatorio) che è quindi posto in secondo piano

46 “Lombardo fui, e fu’ chiamato Marco:”= non ci dice praticamente nulla sulla sua identità, è molto vago, Lombardo potrebbe essere il cognome, indicare il territorio: la Lombardia, o su più ampia scala l’Italia settentrionale

47-48 dal mondo seppi, e quel valore amai / al quale ha or ciascun disteso l’arco= il libero arbitrio, il valore che ormai si sta trascurando

54 […] ma io scoppio / dentro ad un dubbio, s’io non me ne spiego [ho un grandissimo bisogno insostenibile su un dubbio che lo logora]

Qual è la Questione del Libero Arbitrio?

59-64 lo mondo è ben così tutto diserto / d’ogni virtute, come tu mi sone / e di malizia gravido e coverto; ma priego che m’addite la carnagione, / sì che veggia e ch’i’ la mostri altrui / ché nel cielo umo, e un qua giù la pone

= viene esposta la questione: a malizia dipende esclusivamente da Dio o è una responsabilità degli uomini: l’uomo ha colpa o no?

“sì che […] altrui”= Dante sottolinea che sta compiendo il viaggio non solo per una motivazione personale ma per l’intera umanità

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la condizione delle anime nella cornice degli iracondi?
  2. Le anime degli iracondi si purgano rimanendo all'interno di una nuvola nera e acre che irrita gli occhi, simboleggiando il buio e la cecità morale in cui si trovano (cfr. "buio d’inferno", "nuvol tenebrata").

  3. Chi è Marco Lombardo e quale tema affronta nel canto?
  4. Marco Lombardo è un personaggio che discute il libero arbitrio, un valore che, secondo lui, è attualmente trascurato. La sua lezione è chiara e completa, come se fosse un laureando che presenta un'argomentazione (cfr. "presenta degli intercalari che mirano a spiegare il libero arbitrio").

  5. Qual è il significato allegorico del rapporto tra Dante e Virgilio?
  6. Virgilio rappresenta la ragione, e Dante si appoggia a lui per non smarrirsi nel buio del Purgatorio, simboleggiando la necessità di guidarsi con la ragione in momenti di confusione (cfr. "Dante si appoggia a Virgilio").

  7. Qual è la differenza tra le anime nel Purgatorio e quelle nell'Inferno?
  8. A differenza dell'Inferno, dove regna la solitudine e l'angoscia, nel Purgatorio le anime pregano insieme per la pace e la misericordia, creando un senso di coralità e unità (cfr. "qui nel Purgatorio regna la coralità").

  9. Qual è la questione centrale riguardante il libero arbitrio esposta da Marco Lombardo?
  10. Marco Lombardo si interroga se la malizia nel mondo dipenda esclusivamente da Dio o se sia responsabilità degli uomini, ponendo così la questione della colpa umana e della libertà di scelta (cfr. "a malizia dipende esclusivamente da Dio o è una responsabilità degli uomini").

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