Concetti Chiave

  • Omberto Aldobrandeschi apparteneva alla famiglia ghibellina dei conti di Santafiora, ma la sua linea si divise nel 1216 in due rami distinti, uno guelfo e uno ghibellino.
  • Il ramo ghibellino dei conti di Santafiora era in decadenza nel 1300, mentre il ramo guelfo, guidato dal padre di Omberto, Guiglielmo, deteneva il titolo di conte di Soana e Pitigliano.
  • Omberto è illustrato come un esempio di superbia, punito in vita e la sua morte ha lasciato un'eredità di racconti tra i Senesi e gli abitanti di Campagnatico.
  • Due versioni discordanti sulla morte di Omberto indicano che potrebbe essere stato ucciso da sicari senesi o morire combattendo, entrambe ritenute documentariamente credibili.
  • Dante utilizza la figura di Omberto per evidenziare la punizione dell'orgoglio, sottolineando la notorietà del personaggio e l'importanza dell'evento nella narrazione.

Indice

  1. Contesto storico di Omberto Aldobrandeschi
  2. Politica e alleanze di Omberto
  3. Superbia e punizione di Omberto
  4. Versioni della morte di Omberto

Contesto storico di Omberto Aldobrandeschi

Per quel che concerna l'episodio di Omberto Aldobrandeschi, bisogna fare innanzitutto una precisazione storica. Generalmente si dice che lui apparteneva alla famiglia ghibellina dei conti di Santafiora; e si ritiene obbligatorio il rinvio a Purgatorio VI 109-111, dove, quale che sia il discusso significato preciso della terzina, si lamenta la decadenza nel 1300 dei conti di Santafiora. In verità, sin dal 1216 gli Aldobrandeschi si erano divisi in due rami: uno ebbe per capostipite il padre di Omberto, Guiglielmo, che assunse il titolo di conte di Soana e di Pitigliano; l'altro ramo ebbe origine dal fratello di Guiglielmo, Bonifazio, che fu appunto il primo conte di Santafiora. L'ultimo conte di Soana, Ildebrandino il Rosso, morì nel 1284, lasciando una figlia, la famosa Margherita dai molti mariti: i possessi del ramo passarono, dopo molte lotte, in mani non aldobrandesche.

Politica e alleanze di Omberto

L'accenno di Purgatorio VI si riferisce dunque solo al ramo dei conti di Santafiora che, a differenza dall'altro ramo, nel 1300 era ancora vivo, sebbene in decadenza; era questo il ghibellino, mentre l'altro era guelfo, al ; punto che GUiglielmo fu assediato da Federico II come imperii nomini inimicus; era invece amico della guelfa Firenze. Tale politica fu continuata dal figlio Omberto. L'episodio che ora stiamo considerando non ha dunque alcun rapporto con l'accenno di Purgatorio VI, comunque, par certo che sia il rammarico circa i conti di Santafiora, sia, in questo canto, il ricordo delle opere leggiadre dei conti di Soana (ma esso potrebbe riferirsi anche al periodo anteriore alla scissione della famiglia) prescindono, come spessissimo in Dante, da ogni simpatia partitica.

Superbia e punizione di Omberto

Omberto è solo un esempio di grande superbia, punita anche in vita, in lui e tutti i suoi consorti: "ogn'uomo ebbi in despetto tanto avante, ch'io ne morì": una punizione clamorosa, le cui modalità ricordano ancora, dopo più di quarant'anni (Omberto morì nel 1259), i Senesi che ne furono gli artefici e gli abitanti di Campagnatico che ne furono i testimoni, e le hanno raccontate ai loro bambini: "ne morì, come i Sanesi sanno, e sallo in Campagnatico ogni fante" (Inferno XXXIII 19-21: "quel che non puoi avere inteso, cioè come la morte mia fu cruda, udirai", o Purgatorio V 134-135 "...disfecemi Maremma: salsi colui").

Versioni della morte di Omberto

Si hanno di questa morte due discordanti versioni, ambedue documentariamente credibili: secondo l'una, Omberto sarebbe stato ucciso nel suo letto da sicari senesi; secondo l'altra, sarebbe morto combattendo furiosamente ("correva per la piazza di Campagnatico come un drago"). Effettivamente, nel 1259 Siena era in guerra col conte di Soana: ma ciò non escluderebbe, in concomitanza con la guerra, l'uccisione proditoria. Certo, in contrasto con la cronaca ora citata, la morte non è rappresentata da Dante come eroica: ne avrebbe scapitato l'esemplarità della punizione. Della quale esemplarità, secondo la condizione dantesca, è coefficiente essenziale la notorietà del personaggio e dell'avvenimento: sta qui la ragione della scelta, come in tanti altri casi; e difatti il poeta espressamente lo sottolinea.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la provenienza storica di Omberto Aldobrandeschi?
  2. Omberto apparteneva alla famiglia ghibellina dei conti di Santafiora, ma gli Aldobrandeschi si erano divisi in due rami già dal 1216, uno dei quali era guelfo e l'altro ghibellino, come evidenziato nel Purgatorio VI.

  3. Qual era la posizione politica di Omberto Aldobrandeschi?
  4. Omberto continuò la politica del padre Guiglielmo, schierandosi con i ghibellini, mentre il ramo guelfo dei conti di Santafiora era in decadenza nel 1300, come indicato nel Purgatorio VI.

  5. Qual è il significato della superbia di Omberto?
  6. Omberto rappresenta un esempio di grande superbia, punita anche in vita, come dimostrato dalla sua affermazione che "ogn'uomo ebbi in despetto tanto avante, ch'io ne morì", evidenziando la sua condanna da parte della comunità senese.

  7. Quali sono le versioni della morte di Omberto?
  8. Ci sono due versioni della morte di Omberto: una lo descrive ucciso nel letto da sicari senesi, mentre l'altra lo ritrae combattente furioso in piazza a Campagnatico, entrambe credibili e documentate.

  9. Come viene rappresentata la morte di Omberto da Dante?
  10. Dante non rappresenta la morte di Omberto come eroica, ma piuttosto come un esempio di punizione esemplare, sottolineando la notorietà del personaggio e l'importanza dell'evento nella sua opera.

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