Concetti Chiave
- Il gruppo scultoreo di Amore e Psiche, realizzato da Canova, cattura il momento in cui Amore risveglia Psiche dal torpore, con una composizione dinamica e una tensione erotica evidente.
- Il monumento funebre di Maria Cristina unisce elementi della tradizione pagana e della memoria cristiana, con una struttura piramidale e un corteo funebre che si dirige verso la camera mortuaria.
- La statua di Paolina Borghese è rappresentata seminuda nei panni di Venere, con un velo che accentua l'erotismo e un pomo della discordia in mano, evidenziando la sua bellezza e naturalezza.
- Canova si ispira a influenze artistiche come i sarcofagi etruschi e le Veneri classiche, utilizzando cera per conferire un tono rosato alle parti scoperte della scultura di Paolina.
- La rappresentazione di una nobildonna contemporanea nuda nella scultura di Paolina Borghese suscitò scalpore e imbarazzo, portando alla decisione di non esporre più l'opera pubblicamente.
Il gruppo scultoreo di Amore e Psiche
È un gruppo scultoreo realizzato da Antonio Canova tra il 1787 e il 1793, su commissione del colonnello John Campbell, anche se poi sarà acquistato dal generale napoleonico Murat. Il gruppo è composto da due giovani: il dio Amore (Cupido) e la bellissima mortale Psiche; per una delle prove che le sono imposte da Venere, deve scendere nell'Ade per recuperare un vaso da Proserpina e riconsegnarlo a Venere senza aprirlo ma la curiosità ebbe la meglio e lei cadde in un sonno profondo. Lo scultore ha scelto di rappresentare il momento in cui Amore prende tra le sue braccia la fanciulla e la risveglia dal suo torpore, fissando nel marmo il momento precedente al bacio tra i due amanti. Lo schema compositivo è impeccabile e spinge l’osservatore a girare intorno alla statua per apprezzarne l’equilibrio da ogni angolazione. Si ha un inedito dinamismo e una studiata composizione a x rappresentata in alto dalle ali di Amore e in basso dagli assi dei corpi che convergono idealmente al centro del complesso. Questa composizione si ispira ad un affresco che vide ad Ercolano nel 1779. È presente una sottile tensione erotica, rafforzata dal doppio abbraccio degli amanti. Il trattamento del marmo, a lungo levigato e rifinito, ha eliminato ogni contrastante chiaroscuro e ha dato morbidezza al materiale, rendendolo quasi trasparente.
Il monumento funebre di Maria Cristina
Il monumento funebre è stato realizzato tra il 1798 e il 1805 per la Chiesa degli Agostiniani di Vienna; rappresenta l’occasione per Canova di tornare a riflettere sul tema della morte e della sepoltura, molto importante per la poetica neoclassica. Per la sua realizzazione, recupera un vecchio progetto per un monumento alla memoria del pittore Tiziano mai concluso pensato per la Chiesa dei Frari a Venezia. Ha una struttura piramidale che ricorda le tombe degli antichi egizi, alla cui sommità si trova l’effige di Maria Cristina, racchiusa in un medaglione sostenuto dall'allegoria della fama. Al centro della struttura, in cima ai gradini, si trova la porta d’accesso alla camera mortuaria ,che si apre nel buio, verso la quale si dirige un triste corteo funebre composto da figure che salgono ad intervalli irregolari ma ritmici e unite da un leggero tappeto disposto sulle scale, il quale unisce anche l’interno e l’esterno della tomba. Sul gradino più alto troviamo la Virtù che, affiancata da due fanciulle, tiene in mano l’urna contenente le ceneri di Maria Cristina, poi troviamo la Carità, che tiene per mano un vecchio con un bastone, mentre sulla destra c’è il genio funerario, simbolo dello spirito umano, e un leone, simbolo del vigore fisico, entrambi assopiti per rappresentare lo spegnersi della vita nella morte. Coniuga la tradizione pagana della processione funebre che accompagna le ceneri alla sepoltura e la memoria consolatrice cristiana, le “Celesti corrispondenze d’amorosi sensi”, come sono definite da Ugo Foscolo nel “Sepolcri”: per lui si tratta del legame tra morti e vivi che si nutre del sentimento generato in chi rimane dall'affetto per il caro estinto.
La statua di Paolina Borghese
È una statua realizzata tra il 1804 e il 1808 su commissione di Camillo Borghese, in cui è rappresentata la sorella di Napoleone I. Per la sua realizzazione, Canova s’ispira ai ritratti posti sui sarcofagi etruschi, alle Veneri d’età classica e recupera lo schema compositivo usato nella pittura cinquecentesca. Paolina è rappresentata seminuda, con un velo che le copre le gambe e rende la rappresentazione estremamente erotica, nei panni di Venere vincitrice: si ha un recupero dell’episodio mitologico in cui Paride deve scegliere chi tra Giunone, Venere e Minerva è la più bella e lui assegna la vittoria a Venere; la fanciulla ha appunto in mano il pomo della discordia che attesta la sua bellezza ed è rappresentata semidistesa su un’agrippina, il suo corpo molto sinuoso segue le linee del divanetto e stupisce per la sua incredibile naturalezza. Canova scelse di ricoprire le parti di pelle scoperta con della cera per dare un tono rosato. In quest’opera, mostra tutta la sua abilità di scultore: si pensa che fosse dotata di un meccanismo che la facesse ruotare, così che la luce la illuminasse sempre in modo diverso, mostrandone tutta la bellezza. Il fatto che si rappresentasse una nobildonna contemporanea nuda creò un tale scalpore e provocò un tale imbarazzo a Paolina che l’opera non fu più mostrata.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del gruppo scultoreo di Amore e Psiche di Canova?
- Come si collega il monumento funebre di Maria Cristina alla poetica neoclassica?
- Quali elementi caratterizzano la statua di Paolina Borghese?
- In che modo Canova ha trattato il marmo nel gruppo scultoreo di Amore e Psiche?
- Qual è l'importanza del tema della curiosità nella storia di Psiche?
Il gruppo rappresenta il momento in cui Amore risveglia Psiche dal sonno profondo, simboleggiando l'amore e la curiosità, con una composizione che invita l'osservatore a girare intorno per apprezzarne l'equilibrio e il dinamismo (testo).
Il monumento riflette sul tema della morte e della sepoltura, con una struttura piramidale che richiama le tombe egizie e un corteo funebre che unisce tradizione pagana e memoria cristiana, evidenziando il legame tra morti e vivi (testo).
La statua, ispirata ai sarcofagi etruschi e alle Veneri classiche, rappresenta Paolina seminuda come Venere vincitrice, con un velo che accentua l'erotismo e un meccanismo che permette di ruotare l'opera per esaltarne la bellezza (testo).
Canova ha levigato e rifinito il marmo per eliminare il chiaroscuro, conferendo morbidezza e quasi trasparenza al materiale, accentuando la bellezza e la delicatezza della scultura (testo).
La curiosità di Psiche la porta a violare le istruzioni di Venere, causando il suo sonno profondo; questo elemento centrale della narrazione sottolinea le complessità dell'amore e delle prove che esso comporta (testo).