Concetti Chiave
- Le tele del Canaletto, entrate nelle Civiche Raccolte d’Arte nel 1995, rappresentano il filone della veduta ideale, creando un forte impatto grazie alle riproduzioni di Antonio Visentini.
- Giovanni Antonio Canal, noto come Canaletto, inizia la sua carriera come scenografo teatrale, acquisendo tecniche che influenzeranno il suo stile pittorico.
- L'esperienza a Roma, dove realizza scenografie per opere di Alessandro Scarlatti, lo porta a dedicarsi sempre più alla pittura di vedute, un genere che lo consacra.
- Il Canaletto introduce innovazioni tecniche nella sua pittura, utilizzando la camera ottica per ottenere una luminosità e una precisione senza precedenti nelle sue opere.
- Il console inglese Joseph Smith promuove il Canaletto in Gran Bretagna, dove l'artista dipinge vedute di Londra, continuando a ricevere importanti commissioni anche dopo il suo ritorno a Venezia.
Le origini del Canaletto
Entrate nella collezione delle Civiche Raccolte d’Arte nel 1995, queste due grandi tele del Canaletto conobbero, sin dalla metà del Settecento, un enorme successo grazie alle riproduzioni a stampa Urbis Venetiarum Prospectus Celebriores di Antonio Visentini, dedicate proprio alle celebri vedute della città lagunare. Dipinte probabilmente intorno al 1740, le due opere si inseriscono pienamente nel filone della veduta ideale che il Canaletto realizza a Venezia intorno al 1720.
Giovanni Antonio Canal (Venezia 1697 – 1768), dette appunto il Canaletto, aveva esordito al fianco del padre Bernardo e del fratello maggiore Cristoforo come scenografo teatrale nella rappresentazione dell’Arsilda regina di Ponto e della Incoronazione di Dario di Antonio Vivaldi, messe in scena nel 1716 al Teatro Sant’Angelo di Venezia. L’acquisizione delle tecniche peculiari della professione di scenografo, unito all’indiscusso talento naturale, sono alla base del grande successo del maestro veneziano.
L'influenza romana
Nel 1719 Bernardo ed Antonio Canal vengono richiesti a Roma per la realizzazione delle sconografie di opere teatrali del famoso musicista settecentesco Alessandro Scarlatti. Secondo alcuni critici, l’esperienza professionale a Roma, consentendo la conoscenza diretta di opere paesaggistiche di maestri del calibro di Van Wittel, abbiano potuto indurre il giovane Giovanni Antonio a dedicarsi sempre più alla realizzazione di vedute, laddove per veduta ideale, s’intende una che riunisce elementi ripresi da diverse circostanze che, pur descritte con grande precisione e fedeltà, non corrispondono ad un’assoluta verità oggettiva. Tornando a Venezia, Giovanni Antonio Canal si afferma come pittore di vedute di Venezia, riscuotendo in poco tempo uno straordinario successo capace di “stordire universalmente ognuno che vede le sue opere”, soppiantando il già affermato pittore Luca Calevarijs.
Il successo internazionale
Il grande successo del genere veduti stico si diffonde in Italia e soprattutto nel Nord Europa, grazie alla passione di intellettuali e cultori d’arte stranieri che nel Grand Tour sperimentavano il compimento di un lungo percorso formativo umanistico della classe dirigente, collezionando anche immagini documentarie della città visitate, da portare in patria.
Tecniche innovative del Canaletto
Il Canaletto inizia nel 1728 a dipingere vedute veneziane proprio per alcuni collezionisti ed intellettuali inglesi proponendo descrizioni pittoriche dalla luminosità sorprendentemente realistica. Dal cosiddetto “quaderno Cagnola”, contenente appunti e schizzi del famoso vedutista veneziano, si coglie la metodologia utilizzata con l’impiego della camera ottica. Attraverso una lente ed uno specchio orientabile, questo strumento consentiva di proiettare su un foglio la riproduzione di un’inquadratura del reale che si voleva poi dipingere.
L'eredità del Canaletto
Lo storico dell’arte Stefano Susinno, spiega che il Canaletto – facendo roteare l’obiettivo per cogliere in sequenza le varie porzioni della veduta reale, è in grado di tracciare di questa, giungendo tanti piccoli schizzi, le linee prospettiche generali come per mezzo di un grande angolare-. Quindi, le varie porzioni reali della veduta, saranno poi armonizzate dall’artista sulla tela, non seguendo necessariamente una prospettica reale. Le piccole pennellate di colore impasto di bianco o di ocra, contribuiscono a rendere una luminosità diffusa, tersa e realistica in cui oggetti e figure dettagliate si stagliano con evidenza stereometrica. Un estimatore del Canaletto, il console inglese Joseph Smith, fu il tramite affinché il vedutista veneziano venisse conosciuto, e con successo, in terra britannica. Il Canaletto ci vedesse dal 1746 al 1756, dipingendo vedute di Londra e della campagna inglese con la stessa luminosità naturale tipica del suo stile. Rientrato a Venezia, continuerà a ricevere importanti committenze straniere. Nella produzione artistica degli ultimi dieci anni della sua vita, la critica ha riscontrato una qualità minore. Nel 1763 il Canaletto è ammesso all’Accademia di pittura e scultura di Venezia come Prospettico e, dopo “lungo e compassionevole male” si spegne a Venezia il 18 aprile del 1768.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza delle opere del Canaletto nella storia dell'arte?
- Come ha influenzato l'esperienza romana il lavoro del Canaletto?
- In che modo il Canaletto ha raggiunto il successo internazionale?
- Quali tecniche innovative ha utilizzato il Canaletto nelle sue opere?
- Qual è stata l'eredità artistica del Canaletto dopo il suo rientro a Venezia?
Le opere del Canaletto, entrate nelle Civiche Raccolte d’Arte nel 1995, hanno avuto un enorme successo sin dalla metà del Settecento, grazie anche alle riproduzioni a stampa che ne hanno diffuso la fama, evidenziando il suo ruolo fondamentale nel filone della veduta ideale a Venezia.
L'esperienza a Roma, dove il Canaletto ha lavorato con il padre per Alessandro Scarlatti, gli ha permesso di conoscere opere di maestri come Van Wittel, spingendolo a dedicarsi sempre più alla realizzazione di vedute, caratterizzate da una precisione che non corrisponde a una verità oggettiva.
Il successo del Canaletto si è diffuso in Italia e nel Nord Europa grazie al Grand Tour, dove intellettuali e cultori d'arte collezionavano le sue vedute di Venezia come immagini documentarie da portare in patria, contribuendo alla sua fama.
Il Canaletto ha utilizzato la camera ottica per proiettare inquadrature reali su fogli da dipingere, permettendo una rappresentazione sorprendentemente realistica delle vedute veneziane, come documentato nel "quaderno Cagnola".
Dopo il suo rientro a Venezia, il Canaletto ha continuato a ricevere importanti commissioni, ma la critica ha notato una qualità minore nelle sue opere negli ultimi dieci anni di vita, culminando con la sua ammissione all'Accademia di pittura e scultura nel 1763.