Concetti Chiave

  • Dino Campana, poeta del XX secolo, visse una vita segnata da malattia mentale e frequenti ricoveri, senza conseguire la laurea in chimica.
  • Nel 1913, entrò in contatto con Giovanni Papini e pubblicò alcuni suoi componimenti sulla rivista "Lacerba", raccogliendo i manoscritti perduti nei "Canti Orfici".
  • La poesia "La sera fumosa d’estate" esplora il calare della sera e la condizione esistenziale del poeta, simboleggiato dalla "piaga rossa languente".
  • Il fonosimbolismo è centrale nella sua poesia, con l'uso di suoni che evocano emozioni e atmosfere malinconiche attraverso ripetizioni e suoni espressivi.
  • I traslati offrono significati simbolici, come l'odore di putrefazione che rappresenta il disfacimento fisico e la morte imminente, mentre la sera è personificata.

Indice

  1. La vita di Dino Campana
  2. L'incontro con Lacerba
  3. La poesia "La sera fumosa d’estate"
  4. Simbolismo e significato
  5. Fonosimbolismo e traslati

La vita di Dino Campana

Dino Campana è un poeta vissuto nei primi anni del XX secolo. Nato in provincia di Firenze, ebbe una vita complessa e a tratti segnata da malattia mentale che, fin dalla più giovane età, lo costrinse a frequenti ricoveri in case di cura. Si iscrisse all’Università prima di Bologna e poi di Firenze per conseguire la laurea in chimica, ma non ottenne mai il titolo accademico. Viaggiò molto in Europa e fece i mestieri di ogni tipo: arrotino, carbonaio, saltimbanco e pompiere.

L'incontro con Lacerba

Nel 1913, entrò in contatto con Giovanni Papini e con gli intellettuali che ruotavano intorno alla rivista letteraria “Lacerba”, su cui pubblicò anche alcuni suoi componimenti. Fu costretto a fare un enorme sforzo di memoria perché quasi tutti i suoi manoscritti andarono persi; tuttavia riuscì a recuperarli e furono raccolti con nil titolo Canti Orfici. Trascorse gli ultimi quattordici anni della sua esistenza, fra momenti di lucidità ad altri di follia nell’ospedale psichiatrico di Scandicci (Firenze) dove fu internato definitivamente e morì nel 1932, a 47 anni.

La critica lo considera uno dei poeti più innovativi degli inizi del XX secolo: nei suoi componimenti poetici, la parola ha una grande forza evocatrice e per i contenuti e lo stile, pare anticipare la poesia di Montale e di Ungaretti.

La poesia "La sera fumosa d’estate"

La sera fumosa d’estate

dall’alta invetriata mesce chiarori nell’ombra

e mi lascia nel cuore un suggello ardente.

Ma chi ha (sul terrazzo sul fiume si accende una lampada) chi ha

a la Madonnina del Ponte chi è chi è che ha acceso la lampada? C’è

nella stanza un odor di putredine: c’è

nella stanza una piaga rossa languente.

Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto:

e tremola la sera fatua: è fatua la sera e tremola ma c’è,

nel cuore della sera c’è,

sempre una piaga rossa languente.

La sera estiva accompagnata da nebbia e foschia

dall’alta vetrata di una finestra versa del chiarore nell’ombra

e mi lascia nel cuore un’impronta ardente.

Ma chi ha (sul terrazzo che si affaccia sul fiume qualcuno ha acceso una lampada)

chi ha accesso una lampada davanti all’immagine sacra della Madonnina del Ponte? C’è nella stanza un odore di decomposizione; c’è nella stanza, una ferita rossa che lentamente si indebolisce fino a svanire.

Le stelle sono simili a bottoni di madreperla ed è come se la sera si vestisse di velluto:

e la sera evanescente appare tremolante: la sera è evanescente e tremolante, ma in essa c’è,

nel cuore della sera c’è,

sempre una ferita rossa che piano piano scompare

Simbolismo e significato

Il componimento comprende 11 versi liberi ed è stato scritto nel 1914. Esso si sviluppa intorno a due nuclei poetico: il calare della sera, collegato all’immagine della “fiamma” rosseggiate del tramonto e la condizione esistenziale del poeta. I due nuclei sono uniti dalla piaga rossa languente, ossia la luce del tramonto che attraversa la vetrata (forse di una veranda), che costituisce il simbolo del finire della giornata e della vita del poeta.

Il poeta avverte il sopraggiungere della sera e il lento passaggio dalla vita alla morte: inizialmente, le ombre attraversano la vetrata della stanza dove egli si trova (forse una clinica psichiatrica); poi la nebbia e la foschia della sera si dissolve sotto il sole ardente che sta tramontando, per cui il poeta ha la sensazione di essere ferito nel cuore. Tale ferita è così il motivo conduttore del componimento e il cuore del poeta diventa il cuore della sera e l’impronta ardente lasciata dai caldi raggi del sole estivo diventa una piaga rosse che a poco a poco svanisce. Nella sera che, anch’essa, si dissolve lentamente per cedere il posto alla notte. Nel buoi ormai totale, qualcuno accende una lampada votiva, la cui luce confonde i contorni e la realtà delle cose. Per questo motivo, il poeta si pone delle domande (Ma chi ha…..chi è chi è…..) che, però restano senza una risposta. La morte della sera porta con sé un odore di disfacimento che invade la stanza, che poco prima era invasa dal colore rosseggiante del tramonto. Tuttavia, se da un lato, il passaggio dalla sera alla notte trova un elemento positivo nella presenza delle stelle simili a bottoni di madreperla (e quindi non si tratta di una vera morte), dall’altro, la piaga rossa languente non scompare e resta sempre nel cuore del poeta per ricordare il fulgore passato.

Fonosimbolismo e traslati

Particolarmente importante è la presenza del fono simbolismo ossia di quel procedimento che si serve del suono (= fono) delle parole per indicare particolari aspetti della realtà. La scelta di vocaboli, che prendono il nome di vocaboli fono espressivi trasmette al lettore delle sensazioni nuove derivate da suggestioni musicali e che arricchiscono le immagini. Nei primi tre versi, l’insistenza del suono della S (sera, fumosa, estate, nesce, lascia, suggello) crea una sonorità dolce, ma anche malinconica, ma anche struggente com’è l’atmosfera della sera che si avvia perso il tramonto. Nei quattro versi successivi gli effetti sonori sono dati dalle numerose ripetizioni che creano nel lettore un sentimento di attesa.

Importante è anche l’analisi dei traslati, cioè delle figure retoriche attraverso le quali il poeta attribuisce alle parole un significato diverso da quello letterale. In tal senso, la sera lascia dietro di sé un odore di putrefazione che, dal punto di vista simbolico, rappresenta il disfacimento fisico che anticipa la morte: infatti il poeta avverte il venir meno della vitalità della sua esistenza ed è preso da un’inquietudine. Fra l’altro, la sera è personificata (= si veste di velluto) al punto tale da provare una sensibilità ed una vanità tipicamente umane. Altre espressioni metaforiche riguardano le sensazioni provate dal poeta: la sera “mesce chiarori nell’ombra”, con un passaggio dal concreto (il verbo mescere, usato per i liquidi) all’astratto (chiarori). Significativo è anche la posizione dell’avverbio “sempre” all’inizio dell’ultimo verso. Esso proietta il significato del componimento in una dimensione senza tempo reale perché la ferita di cui si parla esiste da sempre ed è presente ovunque.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto biografico di Dino Campana?
  2. Dino Campana, poeta del XX secolo, visse una vita segnata da malattia mentale e frequenti ricoveri in case di cura. Nonostante i suoi tentativi di laurearsi in chimica, non ottenne mai il titolo accademico e svolse vari mestieri prima di morire nel 1932.

  3. Come si è sviluppato il rapporto di Campana con la rivista "Lacerba"?
  4. Nel 1913, Campana entrò in contatto con Giovanni Papini e gli intellettuali di "Lacerba", pubblicando alcuni suoi componimenti. Nonostante la perdita di molti manoscritti, riuscì a raccogliere le sue opere in "Canti Orfici".

  5. Qual è il tema centrale della poesia "La sera fumosa d’estate"?
  6. La poesia esplora il passaggio dalla vita alla morte attraverso l'immagine della sera, simboleggiata da una piaga rossa languente, che rappresenta la luce del tramonto e il lento svanire della vitalità del poeta.

  7. Quali tecniche poetiche utilizza Campana nella sua poesia?
  8. Campana impiega il fono simbolismo e i traslati, creando sonorità evocative e significati simbolici, come l'odore di putrefazione che rappresenta il disfacimento fisico e l'inquietudine esistenziale del poeta.

  9. In che modo la poesia di Campana anticipa quella di poeti successivi?
  10. La critica considera Campana uno dei poeti più innovativi del suo tempo, con uno stile e contenuti che sembrano anticipare le opere di Montale e Ungaretti, grazie alla sua forza evocatrice e alla profondità dei temi trattati.

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