Concetti Chiave
- La Repubblica spagnola, emersa dal Fronte popolare, suscitò un ampio movimento di solidarietà internazionale tra intellettuali e cattolici, nonostante la contrarietà del Vaticano.
- Nel 1936 furono costituite le Brigate internazionali, composte da circa 40.000 volontari di 70 nazionalità diverse, per combattere il fascismo in Spagna.
- Tra i volontari si annoveravano nomi noti come George Orwell e Carlo Rosselli, organizzati in compagnie secondo la loro nazionalità o lingua.
- Il battaglione "Garibaldi" inflisse una sconfitta significativa alle truppe fasciste di Mussolini, con un quinto dei volontari che perse la vita durante il conflitto.
- Dopo la guerra, Dolores Ibarruri riconobbe i sacrifici dei volontari e li invitò a tornare in Spagna, sottolineando l'importanza della causa spagnola per l'umanità.
Solidarietà internazionale per la Repubblica spagnola
Le vicende legate alla Repubblica spagnola, nata dall’esperienza del Fronte popolare, crearono in tutta l’Europa e in America un vasto movimento di solidarietà che vide il sostegno degli intellettuali antifascisti. Il sostegno provenne anche dagli ambienti cattolici, nonostante la posizione contraria del Vaticano. In un primo momento, molti antifascisti europei e americani decisero di intervenire in aiuto alla Repubblica partendo come volontari.
Formazione delle Brigate internazionali
Nel 1936, a seguito di una proposta del Komintern, sostenuta con forza dal segretario del Partito comunista francese André Marty, furono costituite le Brigate internazionali di cui facevano parte circa 40.000 uomini, fra cui 5000 italiani antifascisti, appartenenti a 70 nazionalità diverse, uniti nella convinzione che l’esito della guerra civile spagnola avrebbe avuto delle importanti conseguenze nella lotta contro il fascismo nel mondo. I volontari arrivavano in Spagna, passando da Parigi in cui operava un’organizzazione diretta da vari agenti, fra i quali il futuro maresciallo Tito. Successivamente, i volontari venivano addestrati nella Mancha, fra Madrid e Valencia, sotto la direzione di André Marty e di Luigi Longo.
Contributo degli intellettuali e delle brigate
Tra i volontari partiti per la causa spagnola, c’era lo scrittore Gorge Orwell, Carlo Rosselli, Pietro Nenni, Palmiro Togliatti e tanti altri nomi di spicco. Generalmente, le brigate erano organizzate raggruppando in ogni compagnia individui della stessa nazionalità o della stressa lingua. Uno dei primi battaglioni ad entrare in azione fu il Thaelmann, formato da comunisti tedeschi e da qualche volontario inglese. Si trattava di persone che, essendo state perseguitate in patria, erano costrette all’esilio e a condurre quindi una vita di stenti per cui avevano puntato tutte le loro speranze nella guerra contro il regime franchista.
Battaglie e sacrifici delle brigate
Nel 1937, il battaglione “Garibaldi”, composto da fuoriusciti italiani, inflisse una dura sconfitta alle truppe inviate da Mussolini; si trattò del primo grande scontro bellico fra fascisti e antifascisti italiani di tale importanza che da radio Barcellona, Carlo Rosselli commentò l’episodio affermando “Oggi in Spagna, domani in Italia”. Almeno 1/5 dei volontari perse la morte in Spagna; tuttavia, al momento dello scioglimento delle Brigate internazionali alla fine del 1938, restavano ancora circa 13.000 effettivi.
Eredità delle Brigate internazionali
È rimasto famoso il saluto rivolto ai volontari dalla “pasionaria” Dolores Ibarruri, simbolo della lotta repubblicana. Dopo aver sottolineato che tanti giovani avevano dato alla Spagna la loro gioventù o la loro maturità, senza chiedere nulla in cambio, terminava il suo discorso invitando i volontari a ritornare in Spagna, una volta fiorito l’olivo della pace; in Spagna avrebbero trovato l’affetto, l’amicizia e la gratitudine del popolo spagnolo, sottolineando che la causa della Spagna era la causa dell’umanità intera, in marcia verso il progresso. Coloro che sopravvissero alla guerra civile e alla Seconda guerra mondiale poterono tornare in Spagna soltanto nel 1975, alla fine del regime di Francisco Franco. Nel 1995, il governo di Felipe Gonzáles accordò la cittadinanza spagnola a tutti i superstiti delle brigate internazionali.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la reazione internazionale alla Repubblica spagnola durante la guerra civile?
- Come furono costituite le Brigate internazionali e chi ne faceva parte?
- Quali furono alcuni dei contributi significativi delle Brigate internazionali durante la guerra civile spagnola?
- Qual è stata l'eredità delle Brigate internazionali e il riconoscimento dei loro membri?
La Repubblica spagnola suscitò un vasto movimento di solidarietà in Europa e America, con il sostegno di intellettuali antifascisti e anche di ambienti cattolici, nonostante la contrarietà del Vaticano.
Le Brigate internazionali furono costituite nel 1936 su proposta del Komintern, con circa 40.000 volontari di 70 nazionalità diverse, tra cui 5.000 italiani antifascisti, uniti nella lotta contro il fascismo.
Le Brigate internazionali, tra cui il battaglione "Garibaldi", inflissero importanti sconfitte alle truppe fasciste, e molti volontari, come George Orwell e Carlo Rosselli, si distinsero per il loro impegno e sacrificio.
L'eredità delle Brigate internazionali è stata celebrata da figure come Dolores Ibarruri, e i superstiti hanno ricevuto la cittadinanza spagnola nel 1995, dopo decenni di esilio e sacrifici.